Istanbul e le ronde di Marta Ottaviani

Torno all’articolo apocalittico che Marta Ottaviani ha scritto per festeggiare il Ferragosto a Istanbul: così, tanto per terrorizzare lettori e soprattutto i potenziali turisti. Ho già commentato i dati fasulli da lei diffusi (fasulli per difetto, ovviamente!) e i richiami a presunti pericoli per le donne (tutta colpa del presidente Erdoğan, altrettanto ovviamente!); oggi, riprendo l’articolo dall’inizio per dire qualche parola sullo “sfregio delle “ronde”.

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Scrive la Ottaviani: “L’ultimo sfregio a Istanbul, arriva da 386 «Gece Kartalları», le «Aquile della notte», un ramo della polizia, addestrato dalle forze speciali e armato di tutto punto. Vigileranno nei distretti più pericolosi, dove potranno intervenire a loro discrezione.” E ancora: “Si tratta della risposta del governo agli scontri di strada, taciuti dalla maggior parte della stampa, ma sempre più numerosi, fra gruppi ultra nazionalisti che attaccano non solo i curdi, ma anche gli aleviti”.

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In effetti, a leggere queste frasi mi è subito venuto in mente un altro articolo delirante, di cui è stato autore – lo scorso anno – Marco Ansaldo; ecco, ne avevo parlato infatti sul blog: “La tesi [di Ansaldo] è semplice: Erdoğan ha sconfitto i golpisti del 15 luglio, adesso Istanbul e la Turchia sono in balia di orde di islamisti fanatici che vogliono imporre la sharia e il cosiddetto “velo islamico” a tutte le donne, proprio come nell’Iran di Khomeini”.

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Torno rapidamente alla Ottaviani. Queste “Aquile della notte” a cui si riferisce sono dei poliziotti di quartiere attivi di notte, in pattuglie di due: sono delle nuove reclute che non sono passate dall’accademia ma hanno avuto un addestramento rapido, una soluzione d’emergenza per tamponare le carenze di personale dovute alle espulsioni dei golpisti; saranno armati di fischietto come in passato, ma anche di pistola: “amati di tutto punto”, quindi proprio no!

Poi: perché uno “sfregio”? In che senso? E che vuol dire che “potranno intervenire a loro discrezione”? A descrizione di chi altri dovrebbero intervenire? Mica è l’anticrimine o l’antiterrorismo: la loro sarà una presenza per forza di cose discreta e accessoria, di natura più che altro dissuasiva! Insomma, cosa c’entrano questi “scontri di strada” tra gruppi organizzati – che possono anche essere a mano armata – nei “distretti più pericolosi”, comunque periferici? Ma ci mandano reclute addestrate velocemente e dotate solo di una pistola?

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