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Sagalassos, lassù tra le montagne del Tauro

Sagalassos

Ieri è morto il professor Marc Waelkens, pionere delle ricerche archeologiche a Sagalassos: uno dei più straordinari – per storia, per paesaggio, per qualità delle sue architetture – di tutta la Turchia, purtroppo un po’ isolato e quindi poco conosciuto dai turisti.

Ho pensato di inserire sul blog l’articolo che scrissi per Il Giornale dell’Arte sulla mostra che la Yapı Kredi, nel suo centro culturale di Galatasaray, aveva dedicato a Sagalassos: proprio grazie al suo catalogo ho scoperto il brillante lavoro del professor Waelkens (dell’articolo – più ampio – che scrissi invece per Al-Monitor, parlerò invece in un post a parte). Il titolo dell’articolo è “Il museo che verrà“, è stato pubblicato nel numero di gennaio 2020.

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Una mostra che è solo una tappa di un grande progetto scientifico e culturale. “C’era una volta nel Toros: Sagalassos” è in programma fino al 28 maggio 2020 nello splendido centro espositivo della banca Yapi Kredi, nel cuore di Istanbul di fronte al famoso liceo Galatasaray. Non è una mostra spettacolare: a parte la testa e gli arti di una colossale statua di Marco Aurelio che accolgono i visitatori, i 368 oggetti presentati – vasellame, iscrizioni, frammenti di marmi, monete, statuette votive in terracotta – provengono dai depositi del museo archeologico di Burdur.

Il sito è in uno stato di conservazione eccezionale. Si trova a oltre 1500 metri di altitudine nell’Anatolia sud-occidentale, a 100 chilometri dalla costa mediterranea di Antalya: fiorente soprattutto in epoca imperiale, è stato abbandonato nel VII secolo a causa di terremoti in serie. A causa della sua posizione isolata attrae solo 80.000 turisti all’anno.

Il professor Jeroem Poblome, che dirige dal 2013 la missione dell’università belga di Lovanio, ha spiegato a Il Giornale dell’Arte gli obiettivi della mostra: “ha un’impostazione didattica, presenta in modo semplice – anche attraverso video – i risultati di un progetto di ricerca sofisticato e interdisciplinare, che spazia dalla botanica alla zoologia e analizza Sagalassos nel suo contesto naturale; inoltre, i pannelli informativi verranno poi utilizzati per trasformare l’agorà superiore nell’area archeologica in un museo a cielo aperto, dove i visitatori potranno scoprire le trasformazioni urbanistiche, economiche e climatiche vissute dalla città”.

Per contattarmi:
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