Crea sito

La necropoli di Sardis distrutta dai bulldozer

(mio brevissimo articolo per Il Giornale dell’Arte; ma Sardis è un posto eccezionale: già come sito archeologico, ancor più perché oggi è immersa in un parco geologico/vulcanologico riconosciuto dall’Unesco)

I cercatori di tesori continuano a far danni, anche quando le tombe che distruggono sono già state saccheggiate in tempi passati. A fare le spese della loro bramosia maldestra – a colpi di escavatrice – sono stati due tumuli di Sardis, antica capitale della Lidia in Turchia occidentale: due tra i 119 originari della vasta necropoli reale di Bintepeler (“mille colline”) in cui sono stati sepolti i sovrani locali. Risalgono al VII-VI secolo A. C., ai tempi di Giges e Alyattes e poi del ricchissimo Creso, l’ultimo re sconfitto dai Persiani.

LEGGI ANCHE: Le mura restaurate di Halikarnassus (oggi Bodrum)

Il più grande dei tumuli è alto 63 metri, tutti insieme formano un paesaggio fiabesco che Erodoto paragonò alle piramidi; tutta l’area fa parte di un parco geologico riconosciuto dall’Unesco – è zona vulcanica – e aspira ad entrare nella Lista del patrimonio dell’umanità. I 90 tumuli rimasti, tutti spogliati dei preziosi corredi funerari, non hanno ancora la necessaria tutela: ma le autorità locali hanno promesso controlli di polizia più frequenti, recinzioni, una numerazione per individuarli più facilmente.  

Per contattarmi:
giuse.mancini@gmail.com
https://www.facebook.com/IstanbulEuropa
https://twitter.com/IstanbulEuropa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.