Attentati e sicurezza a Istanbul

Istiklal

Stavolta sono un po’ in difficoltà. Nel senso che ho giudicato Istanbul una città molto sicura sin dalla prima volta che ci sono capitato, nel 2007: in termini generali, in riferimento sia a minacce terroristiche sia alla criminalità (organizzata e non) – dopotutto, dopo gli attacchi di al Qaeda nel 2003 sono state attivate contromisure apparentemente molto convincenti. E neanche l’attentato di gennaio a Sultanahmet mi aveva creato troppi dubbi: ho sempre considerato l’area – iperaffollata di turisti – il ventre molle della città e un bersaglio sostanzialmente facile, tra l’altro sconsiglio di pernottarvi perché piena di trappole per turisti e propongo persino degli itinerari alternativi per scoprire la città autentica in tutta sicurezza. Me la sono anche presa più volte con le informazioni sbagliate e allarmistiche diffuse dalla Farnesina, come per la ricerca spasmodica e morbosa della strage a tutti i costi da parte di alcuni media che fanno informazione in modo cialtronesco.

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L’attentato suicida del 19 marzo 2016 – esecutori: aderenti turchi di Daesh – mi crea però parecchi dubbi (detta così per sdrammatizzare: ieri ho deciso di rinunciare a una passeggiata da eataly per comprare le zeppole di San Giuseppe): dubbi perché il luogo dell’attentato, Istiklal caddesi, è quello dove consiglio di soggiornare – non esattamente sul corso, ma nei paraggi – e attorno al quale organizzo uno dei miei itinerari più interessanti, quello alla scoperta della Istanbul cosmopolita. Infatti sono stati colpiti dei turisti stranieri: 3 israeliani e 1 iraniano i morti, anche di altre nazionalità i 36 feriti.

Razionalmente, non ha senso farsi prendere dalla paura, rinunciare a viaggi o a passeggiate: non ci sono guerre e bombardamenti in corso, gli attacchi terroristici sono sporadici e non sistematici; insomma, il rischio di rimanere coinvolti è infinitesimale (soprattuto se si evitano zone particolarmente affollate). Insomma, se da una parte sarebbe da irresponsabili in malafede dire “venite a Istanbul perché non ci sono pericoli”, dall’altra sarebbe da sciocchi scoraggiare chi non intende farsi intimidire dal terrorismo: sia da quello di matrice jihadista, sia quello di matrice “rivoluzionaria” del Pkk.

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9 commenti su “Attentati e sicurezza a Istanbul

  1. Lavinia il said:

    Buongiorno Giuseppe,
    Una notizia dall’Italia a proposito del pericolo di attacchi terroristici in Turchia. La Fijlkam ha deciso che la nazionale italiana di karate non sarà presente in una manifestazione che spesso l’ha vista primeggiare, il Campionato Europeo per Regioni – pur essendosi già svolte le selezioni per questo evento agonistico.
    Motivo: non esporre atleti, allenatori, dirigenti, accompagnatori alla minaccia dei terroristi che potrebbero colpire a Kocaeli i primi di giugno.
    Ora, mi chiedo – nel caso in cui la situazione resti più o meno la stessa – se la federazione rinuncerà a partecipare agli EUROPEI ASSOLUTI, previsti a Istanbul il prossimo anno. Inoltre è un errore grave dal punto di vista della politica sportiva, dato che al momento la Turchia nel karate è leader mondiale e si difende bene anche nelle arti marziali che sono già discipline olimpiche.
    Ma quella zona dell’Anatolia è davvero così ‘insicura’? Grazie Lavinia

    • Giuseppe Mancini il said:

      mah, dubito che i terroristi sappiano dove si trova Kocaeli: e sinceramente neanche io lo so con assoluta precisione! in ogni caso, escludo che manifestazioni del genere possano essere oggetto di attentati

      • Lavinia il said:

        Certo che sì! Via Facebook, via telefono, via mail per esempio a questo indirizzo: stampa@fijilkam.it. Personalmente non ho a che fare con i vertici romani. Non ho particolari contatti.
        La mia fonte è attendibile, perchè quegli ambienti li pratica e li conosce bene, però sul sito federale per ora non ci sono comunicati ufficiali. Probabilmente aspettano l’ultimo momento per annunciarla, e magari giustificheranno la mancata partecipazione in altro modo, come la necessità di impiegare diversamente le risorse finanziarie. E’ già successo coi campionati del Mediterraneo.
        Del resto, dovevano schierare atleti in altre gare e in altre zone del Medio/Vicino Oriente nei primi mesi del 2016, e li hanno o si sono ritirati all’ultimo minuto.
        Io attenderei, per vedere cosa riescono a inventarsi, in fondo l’inizio di giugno è ancora abbastanza lontano. Buona serata

  2. Lavinia il said:

    Aggiornamento Campionati d’Europa di karate per Regioni, in corso di svolgimento
    Purtroppo, ha vinto la paura. Diversamente da quanto accaduto in passato, quando la partecipazione era massiccia e qualificata, stavolta le squadre sono pochissime, e sono assenti tutti i Paesi maggiormente competitivi. Unica eccezione la Spagna, presente comunque con pochi atleti e non ai massimi livelli. La spiegazione per questo comportamento è stata quella data anche dalla federazione italiana: i dubbi sulle garanzie per la sicurezza di atleti, staff, accompagnatori. Avrebbe avuto maggior senso annullare tutto, forse. Certo è uno schiaffo non da poco per la federazione ospitante…
    Peccato!

  3. Lavinia il said:

    Salve Giuseppe,
    ulteriori notizie sull’attentato di stamattina, rispetto a quelle fornite dai media italiani? Buona giornata

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