Sicurezza a Istanbul (gennaio 2015)

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E ti pareva! Quanto successo i questi giorni a Parigi, ha scatenato una vera e propria psicosi nei confronti di tutto ciò che è direttamente legato all’islam: e qualche concomitante episodio di natura terroristica a Istanbul, immancabilmente ripreso dalle agenzie di stampa che non aspettano altro, ha ulteriormente rabbuiato la percezione della Turchia in Italia. Risultato: già in poche ore, ho ricevuto più di qualche messaggio con richiesta di chiarimenti e forse di incoraggiamenti a partire.

Precisazione preliminare: Istanbul è una città ragionevolmente sicura, in cui atti di violenza – o di microcriminalità – nei confronti dei turisti sono rarissimi. Non lasciatevi spaventare dai pregiudizi: Istanbul non solo è una città ragionevolmente sicura, ma è anche ben organizzata ed è dotata di un sistema di trasporti sempre più efficiente. Certo, ci sono anche quartieri degradati: quelli della penisola storica – Fener, Balat, la zona attorno a Süleymaniye, la zona delle mura di Teodosio – sono estremamente interessanti, ma andrebbero visitati insieme a qualcuno che li conosce; quelli delle periferie estreme a decine di chilometri dal centro – dove c’è invece criminalità vera, con spaccio e altro – non hanno per il turista nessunissima attrattiva.

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Precisazione ulteriore: le famose manifestazioni di piazza del giugno/luglio 2013 trasformate da alcuni media in una sorta di Apocalisse – con qualche recrudescenza nell’ottobre successivo – non ci sono più da un pezzo, al di là di qualche occasionale sfilata di gruppuscoli colorati ma innocui di estrema sinistra. Queste manifestazioni, in ogni caso, non hanno mai interessato le zone a più alta frequentazione turistica.

Precisazione per le donne: nessuno vi chiederà di coprirvi i capelli, se non in moschea; d’altra parte, andare in giro mezze nude – se non in spiaggia – non è mai una buona idea: ma questo è un discorso generale, la fede religiosa delle persone c’entra ben poco.

Precisazione finale: sarei però uno sciagurato se non vi dicessi che un rischio concreto di attacchi terroristici c’è eccome, visto che uno squilibrato ha provato ad attaccare i soldati di guardia di fronte al palazzo ottomano di Dolmabahçe, visto che una donna – forse di origini daghestane, ma ancora non si sa di preciso – si è fatta saltare in aria in una stazione di polizia proprio a Sultanahmet, visto che in due centri commerciali è stato trovato dell’esplosivo pronto a esplodere (in zone non centrali), visto che analisti di intelligence paventano la presenza di “cellule dormienti” pronte a scatenare il caos. Ma per l’appunto, è una situazione comunque non più a rischio di Parigi, Londra, Roma.

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Un commento su “Sicurezza a Istanbul (gennaio 2015)

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