Slow Food a Istanbul

Ho appena finito di scrivere un nuovo articolo per TimeOut Istanbul (versione inglese), che uscirà sul numero di ottobre: questa volta, sulle attività di Slow Food a Istanbul e in Turchia. Ci sono parecchie attività interessanti per chi è in città anche solo di passaggio: quindi ho pensato di parlarne anche qui sul blog. Ovviamente, non sto a spiegarvi come funziona il movimento eco-gastronomico più famoso al mondo: se avete bisogno d’informazioni, ne trovate in abbondanza e nei dettagli sul loro magnifico sito web. Parto allora con qualche numero: in Turchia ci sono 23 convivi, di cui 4 a Istanbul; i membri attivi, circa 8000. Sono poi già 27 i prodotti di ogni genere selezionati per il progetto l’Arca del gusto (cataloga quelli in via d’estinzione, con l’obiettivo di farli conoscere e quindi di salvarli), ma potrebbero salire a 50 entro la fine dell’anno; i presidi sono però solo 2: il tulum in grotta di Divle (un formaggio spettacolare), il bulgur di Siyez (un cereale, molto diffuso nella cucina turca).

Il problema, però, è che tutti i prodotti selezionati – formaggi, pastırma, pane speciale, altre leccornie assortite – nei negozi non si trovano: le quantità disponibili sono limitatissime, diffuse come al di fuori dei circuiti commerciali di vendita. Bisognerebbe andare sul posto, per reperirne: e nessuno di questi viene confezionato a Istanbul, luogo di consumo più che di produzione! Gli eventi, vi dicevo. Innanzitutto, il 17 e 18 ottobre nel pittoresco villaggio di Kuzguncuk – un luogo che amo particolarmente – si terrà la nuova edizione del Lüfer Bayramı: la festa dedicata al lüfer, il pesce iconico di Istanbul – celebrato in poesie e romanzi – a rischio di estinzione a causa di uno sfruttamento eccessivo e indiscriminato (vengono catturati esemplari troppo piccoli, che ancora non hanno raggiunto l’età della riproduzione); in programma: conferenze, degustazioni (a pagamento) nei ristoranti del quartiere, attività per bambini, una gara di pesca con successiva asta, una cena conclusiva per strada in cui ognuno porta qualcosa da condividere.

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Ma ce n’è un altro ancora più importante, in dirittura d’arrivo: Slow Food Planet per Istanbul, una guida online – per iphone e tutto il resto – sui migliori esercizi dove acquistare e consumare cibi tradizionali e genuini; una guida con ristoranti alla moda come Cibalikapı Balıkçısı di cui ho già parlato sul blog, le locande per i commercianti (esnaf) che ancora servono cibi “da casa” a prezzi bassissimi, meyhane (o taverne) in cui si mangiano gli antipasti meze e si beve il rakı all’anice, i migliori ristoranti di kebab, artigiani della boza e del turşu (tradizionali sottaceti, venduti anche per strada. Verrà presentato al Salone del Gusto di Torino a fine ottobre, diventerà operativo a novembre: in turco, in inglese e italiano. Cercherò di provarlo in anteprima, per poi farne una vera e propria recensione.

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Un commento su “Slow Food a Istanbul

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