Nuovi scavi archeologici nell’antica Smyrna (oggi Izmir)

(già pubblicato sul numero di ottobre 2020 de Il Giornale dell’Arte)

Smyrna

La nuova campagna di scavi nell’antica Smyrna, pur se procedono a rilento a causa del covid, hanno consentito dei ritrovamenti importanti: sono state localizzate delle strutture termali e un ginnasio nella zona dell’agorà, nell’area del teatro è stato liberato dai sedimenti un grande bassorilievo in marmo di un satiro.

Al di là delle circostanze del 2020, esiste un problema costante: il nucleo ellenistico e poi romano è stato inglobato dalla città moderna di Izmir, quindi le attività archeologiche sono subordinate a espropri e demolizioni che prendono anni. I lavori procedono però in parallelo nella Smyrna più antica: un insediamento autoctono del III millennio a. C. in una diversa località, sul quale è stata fondata la città eolica nel IX secolo a. C. successivamente abbandonata.

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La missione turca, diretta dal professor Akin Ersoy dell’università locale, non ha fornito informazioni dettagliate sulle caratteristiche di terme e ginnasio, perché gli scavi sono ancora in una fase preliminare. Secondo lui sono entrambi di età adrianea, edifici pubblici proprio a ridosso dell’agorà. Le immagini diffuse mostrano anche resti delle tubazioni in terracotta per l’approvvigionamento dell’impianto termale e della grande fontana del ginnasio.

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Iniziati nel 2018, dopo lo smantellamento di abitazioni fatiscenti, gli scavi del teatro poco lontano hanno riservato una piacevole sorpresa: il bassorilievo di un satiro, che impugna un bastone per la caccia (logobolon). Il teatro è stato costruito originariamente in epoca ellenistica, ne rimangono solo poche file della cavea e strutture frammentarie della scena. Il satiro, lungo 1 metro e 70 e scolpito in marmo pregiato proveniente da Aphrodisias o Thassos, è stato ritrovato in quattro grandi frammenti ed è stato affidato ai restauratori, prima che venga esposto nel museo archeologico di Izmir.

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