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Stato di emergenza in Turchia, fatti e propaganda

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Per cominciare, due commenti letti su Facebook:

migliaia di militari sono stati torturati e uccisi presso la centrale di polizia di Ankara;

Erdoğan è stato pagato dall’Europa per rinchiudere, torturare e far morire tutti i migranti.

Ovviamente, quella dei militari “torturati e uccisi” è una scemenza, l’idea che qualcuno possa esser stato pagato per “far morire” tre milioni di persone implica seri problemi di percezione del reale (c’è invece chi mi attacca quando uso la parola “scemenze”, pare che in questo modo io non rispetti le opinioni altrui: evvabbè…). Ma il punto è: cosa ci si può aspettare d’altro, con questo martellamento mediatico incessante – ma con l’artiglieria pesante, eh – contro la Turchia? Un’opera di delegittimazione e demonizzazione che ho cominciato a denunciare 5 anni fa, che si è intensificata con le rivolte del parco Gezi, che adesso è esplosa in tutta la sua virulenza.

Spero che le autorità turche capiscano finalmente la gravità del problema, che comincino a prendere delle contromisure efficaci; e spero anche che i cittadini turchi o di origine turca residenti in Italia chiamino sia le loro rappresentanze diplomatiche, sia i media per far sentire tutto il loro disappunto.

Detto questo, passiamo ai fatti. Due giorni fa il governo ha decretato lo stato di emergenza, poi approvato ieri dal Parlamento (voti dell’Akp e del partito nazionalista Mhp); in più, è stata decisa la sospensione temporanea della Convenzione europea per i diritti dell’uomo. Ovviamente, sono cominciati a fioccare i commenti di indignazione – da parte di chi come al solito parla senza cognizione di causa – per una misura antidemocratica, per la deriva autoritaria, per cose strampalate tipo “la Turchia non applicherà più il diritto internazionale”.

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Sbagliano, come sempre. Lo stato di emergenza è una misura temporanea – della durata di 3 mesi – prevista dalla costituzione e per l’appunto approvata dal parlamento; la sospensione della convenzione europea per i diritti dell’uomo, poi, è prevista dalla convenzione stessa: nulla di strano o di problematico, uguali misure sono state adottate in Francia dopo gli attentati terroristici dell’Isis.

Ma in pratica, che succede? Succede che il movimento gülenista all’origine del golpe del 15 luglio potrà essere combattuto con maggiore efficacia; per i normali cittadini non succede nulla: è vivamente consigliato avere su di sé documenti di riconoscimento, vivamente sconsigliato avere su di sé armi da fuoco (ci sarà anche qualche perquisizione in più, magari). Soprattutto per i turisti – se mai qualcuno verrà quest’estate in Turchia – le conseguenze sono del tutto trascurabili.

Per il resto, niente di particolare: non ci saranno coprifuoco, non ci saranno rastrellamenti, non ci saranno fucilazioni per strada, non ci saranno campi di concentramento 🙂

11 Risposte a “Stato di emergenza in Turchia, fatti e propaganda”

  1. Scusa, ma non e` proprio vero che per i cittadini turchi non cambia nulla! Mi sembra che tu sia un po’ poco obiettivo

      1. ti spiego volentieri: per esempio cambia che sono state cancellate le ferie a tutti i dipendenti pubblici e chi lavora all’università non può viaggiare all’estero. non mi pare sia poco.

        1. no, sono misure adottate già prima della dichiarazione dello Stato di emergenza: sono misure amministrative, indipendenti dai decreti che possono essere emanati dal governo in stato appunto di emergenza/urgenza

          1. si, due giorni prima… ma sempre come conseguenze del golpe, quindi la sostanza non cambia: i provvedimenti stanno limitando la liberta’ dei cittadini.

          2. io parlo nel testo delle conseguenze dello “stato di emergenza”, per l’appunto trascurabile. quest’altro provvedimento amministrativo – solo amministrativo – può creare effettivamente disagi ai funzionari pubblici: si tratta però di una categoria speciale e numericamente limitata, non riguarda i cittadini turchi in quanto tali (non è che voglio avere per forza ragione, ci mancherebbe: più che altro rispondevo a chi, in altra sede, paventava “coprifruoco e rastrellamenti” [sic])

    1. sono membri del movimento religioso/eversivo che ha ispirato, progettato e messo in atto il golpe: formalmente designato in Turchia come “minaccia nazionale”. non è che hanno arrestato e spospeso persone a caso…

  2. ti spiego volentieri: per esempio cambia che sono state cancellate le ferie a tutti i dipendenti pubblici e chi lavora all’università non può viaggiare all’estero. non mi pare sia poco.

    1. l’Ansa, come già detto più volte, sulla Turchia NON è affidabile: i fatti sono per l’appunto presentati in modo pesantemente distorto e fuorviante. a essere stati definitivamente chiusi sono infatti gli organi semiufficiali – cioè, di loro proprietà e da loro gestiti – del movimento che ha organizzato il colpo di Stato. se queste cose non vengono spiegate, sembra che sono stati chiusi dei media a caso, o in quanto “di opposizione”.

      inoltre, la stragrande maggioranza dei giornalisti arrestati non hanno “presunti legami” col movimento, ma ne sono membri di spicco (e infatti lavoravano per i media di cui sopra).

      anche in questo caso, come già spiegato, è vero che per la popolazione e per la vita di tutti i giorni non cambia assolutamente nulla

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