TANAP, la nuova scommessa energetica della Turchia

CT(già pubblicato sul mio blog “Cose turche” di Look Out news)

Martedì 17 marzo, nei pressi della cittadina orientale di Kars, i presidenti di Turchia, Georgia e Azerbaigian hanno dato ufficialmente e solennemente dato il via ai lavori del gasdotto Tanap: un progetto destinato – al costo di 10 milioni di dollari – a portare il gas azero del mar Caspio in Europa grazie al prolungamento della Tap, a spezzare la dipendenza dalla Russia, a trasformare la Turchia nel principale hub energetico eurasiatico.

La realizzazione della Tanap – 1800 chilometri fino al confine con la Grecia, una portata iniziale di 16 miliardi di metri cubi all’anno (6 riservati alla Turchia) che potrebbe essere ampliata a 31 entro il 2026 – venne annunciata nel novembre 2011 a Istanbul, in occasione del Forum economico dei paesi del mar Nero: e non è un caso se Putin non si fece vedere, visto l’impatto negativo sulla propria strategia. In più, il Tanap potrebbe rappresentare in futuro un ottimo sbocco verso l’Europa anche del gas turkmeno: e infatti il Turkmenistan è ormai legato da una partnership rafforzata con Turchia e Azerbaigian, proprio in campo energetico. E proprio oggi il presidente Erdoğan è volato in Ucraina, con al centro dell’agenda la situazione in Crimea ma anche progetti energetici (il governo turco è fortemente contrario di impianti di liquefazione sul mar Nero e al trasporto via tanker attraverso il Bosforo).

L’importanza decisiva di Ankara per l’Europa è stata finalmente compresa anche a Bruxelles: e lo stesso 17 marzo, un comunicato congiunto ha reso noto il lancio di un “dialogo di alto livello sull’energia”, con vertici bilaterali – Turchia e Ue – che si terranno almeno una volta all’anno. Nessuna notizia, invece, sull’altrettanto necessaria apertura del capitolo negoziale sull’energia: che rimane invece stupidamente chiuso a causa del veto cipriota.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.