La torre di Galata, le fortezze genovesi e l’Unesco

La torre di Galata è uno dei monumenti – e dei simboli – più noti di Istanbul: domina il profilo della città soprattutto quando si naviga sul Bosforo, ne è stato il punto più alto fino a quando – negli anni ’60 – sono arrivati i moderni grattacieli (supera i 60 metri di altezza). E’ visitabile, si paga un biglietto d’ingresso per salire (e so che vengono organizzati anche spettacoli per turisti, da dubbio gusto): ma la vista da lassù è magnifica; alla torre è poi legata la storia straordinaria di Hezârfen Ahmed Çelebi: che, secondo la leggenda più che fonti storiche, nel XVII si costruì delle ali e volò da Galata fino a Üsküdar dall’altra parte del Bosforo (le sue vicende sono narrate in uno splendido film degli anni ’90: İstanbul Kanatlarımın Altında, Istanbul sotto le mie ali).

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La torre venne costruita nel 1348 dai genovesi, Galata – il quartiere tutt’attorno, sul Corno d’oro – è stata prima insediamento commerciale e poi formalmente colonia in epoca medievale, fino alla conquista ottomana del 1453: rimangono in piedi – malandati e sostanzialmente abbandonati – numerosi edifici di quell’epoca in una zona adibita a magazzini e commerci, proprio a ridosso della Bankalar caddesi che a fine ‘800 divenne il centro finanziario dell’impero.

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La Turchia, ha deciso che merita la tutela dell’Unesco: e ne ha formalmente proposto l’inserimento nella Lista del patrimonio dell’umanità; non da sola, ma insieme ad altre fortificazioni genovesi a Istanbul e nel resto del territorio nazionale: la fortezza di Yoros, su di un’altura dove il mar Nero diventa Bosforo; quelle di Foça e Çandarlı nella zona di Izmir; quelle di Amasra, Sinop e Akçakoca sparse – verso oriente – sul mar Nero. Un’idea splendida, quella di una candidatura tematica – le fortezze servivano a proteggere i traffici commerciali di Genova – e non di un monumento isolato: che sono sicuro troverà il giusto riconoscimento nei prossimi anni.

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3 commenti su “La torre di Galata, le fortezze genovesi e l’Unesco

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