Ayasofya di Trabzon, di nuovo moschea (con foto)

(già pubblicato sul numero di ottobre 2020 de Il Giornale dell’Arte)

Trabzon

Hagia Sophia di Costantinopoli non è il solo edificio con questo nome ad aver vissuto trasformazioni traumatiche, anche recenti: nata come chiesa in epoca bizantina, convertita in moschea dopo la conquista ottomana, diventata museo nella Turchia repubblicana, ripristinata al culto islamico nel 2020. Il 25 luglio, un giorno dopo la prima preghiera solenne a Istanbul, ha riaperto ai fedeli anche quella di Trabzon sul mar Nero, già Trebisonda.

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È stata costruita nel XIII secolo, per diventare moschea nel XVI; durante l’occupazione russa nella Prima guerra mondiale è stata utilizzata come ospedale e deposito e perciò danneggiata. I restauri tra il 1958 e il 1964, in collaborazione con l’università di Edimburgo, hanno rivelato sulle volte del nartece e sulla cupola dei pregevoli affreschi di argomento biblico in precedenza intonacati: l’Assunzione, medaglioni con il Cristo e santi, l’Ultima cena, un’originale scena di possessione demoniaca. È stata museo fino al 2012, per riaprire come moschea l’anno successivo.

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Questo ultimo passaggio ha introdotto un meccanismo pesante e ingestibile per la copertura durante le cinque preghiere quotidiane degli affreschi della cupola e di ciò che rimane del pavimento in opus sectile, attraverso rispettivamente tendaggi e tappeti.

I restauri tra il 2018 e il 2020, dell’importo di circa 250.000 euro, hanno creato un sistema leggero e funzionale, che permette ai visitatori una fruizione più diretta e meno problematica delle decorazioni. Il pavimento è ora infatti protetto da lastroni di vetro, mentre gli affreschi che sormontano lo spazio adibito ai rituali sono oscurati attraverso dei grandi dischi in plexiglas: sono normalmente trasparenti, diventano opachi quando illuminati da faretti. Gli affreschi del nartece sono invece sempre visibili.

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I lavori hanno interessato anche il giardino, a cui sono stati aggiunti sentieri e aiuole, e la grande torre campanaria che oggi funziona come minareto senza aver perso le forme originarie. Le strutture murarie sono state pulite e rinforzate.

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