Un Capodanno di trasgressione a Istanbul

No, non mi riferisco ai cosiddetti “festeggiamenti”: personalmente, proprio non sono amante del genere (più in generale, del fatto che sia un calendario a suggerirmi – se non a impormi – delle date prefissate).

Mi riferisco invece a queste foto, scattate nel bazar all’aperto di Mahmutpaşa: la sterminata aerea mercantile all’aperto, dedicata principalmente al tessile (qualità modesta), che si estende dal Gran bazar al Corno d’oro e che prende il nome dalla moschea fatta costruire nel XV secolo da un gran vizir di Maometto il Conquistatore.

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Quella passeggiata, soprattutto a scendere, mi piace molto: anche per gli han ottocenteschi in cui è divertente addentrarsi, soprattutto per un hamam ormai occupato da negozietti, da un sarto, da un caffè con luci psichedeliche. Prima o poi immortalerò.

L’altro giorno, a ridosso del 31, ho invece avvistato questa fantasiosa vetrina in cui l’uomo in pigiama è proposto accanto a tenute femminili dall’alto tasso di erotismo, di gusto abbastanza pessimo, per un Capodanno di trasgressione.

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