Il Gran bazar distrutto dallo tsunami

Tsunami

Per la stampa italiana, in virtù della momentanea chiusura dell’1% dei negozi, l’anno scorso il Gran bazar era “al collasso”: come vi ho spiegato, era solo una sconclusionata fake news con numeri sparati a caso.

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Però, qualche giorno fa c’è chi mi ha scritto dall’Italia – con chiaro scetticismo, ovviamente – per chiedermi conferma sull’inondazione che ha distrutto il Gran bazar. “Distrutto”, addirittura? Dico: e che c’è stato, lo tsunami?

In ogni caso, mentre la fake news del Gran bazar “al collasso” era stata pubblicata spudoratamente da un quotidiano nazionale, stavolta la fonte era un sitarello online di notizie con però quasi 4 MILIONI di seguaci. Questo il testo, più apocalittico che allarmante:

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“Un alluvione con una potenza impressionante ha colpito la città di Istanbul. Le strade sono allagate, le automobili sommerse e le piogge torrenziali sembrano non volersi fermare. Il Gran Bazar, uno dei mercati coperti più grande e antico al mondo è stato letteralmente distrutto.

Capito? “Letteralmente distrutto”!

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Ah, tra l’altro la parola “alluvione” – niente apostrofo: e la cosa si ripete più volte, persino nel titolo – è considerata maschile: e quindi il problema neanche è legato alla professione giornalistica, ma proprio alla frequentazione con scarso profitto delle scuole elementari.

In ogni caso, ho rassicurato tutti e rassicuro anche voi: il Gran bazar NON è stato distrutto, non ci sono state né alluvioni né tantomeno tsunami. E cos’è successo, invece? Una pioggia fortissima ha provocato degli allagamenti, favoriti dal fatto che le strutture – e quindi i negozi – si trovano in pendenza: quindi danni più che altro alle merci.

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Ieri sono anche andato a controllare: non ho assolutamente trovato macerie, dello tsunami non vi è proprio traccia.

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