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La Turchia, regno dell’ambiguità

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Davvero: ma non si può fare proprio nulla per contrastare quest’ondata di disinformazione sulla Turchia, che in Italia – e anche altrove, per la verità – sta fomentando ostilità? Ultimo e squallido episodio, un articolo su Il Sole 24 ore di Adriana Cerretelli: corrispondente da Bruxelles, quindi con conoscenze probabilmente di terza mano (magari, per l’appunto, fondate sugli articoli dei suoi colleghi di quotidiano: materiale di seconda mano basato su pregiudizi e fonti inaffidabili).

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Scrive infatti la Cerretelli che la Turchia di Erdoğan, è “il regno dell’ambiguità dove ogni giorno si stracciano i valori fondamentali di libertà e rispetto della persona propri della cultura europea per abbracciare una reislamizzazione sempre più conclamata, che non disdegna la riscoperta di Mein Kampf, il breviario di Adolf Hitler“.

No, dico: ma com’è possibile che vengano scritte – e poi addirittura pubblicate – scemenze del genere? Il “regno dell’ambiguità”? In che senso? Ma cosa vuol dire?

I valori fondamentalidella cultura europea addirittura “stracciati” ogni santo giorno? Caspita! E tutto ciò per far posto alla “reislamizzazione”? Cioè? In cosa consiste, questa “sempre più conclamata” – eh? – “reislamizzazione”? La reislamizzazione imposta applicando il Mein Kampf di Hitler, già!

Insomma, chi conosce la Turchia solo leggendo i quotidiani e guardando la tivvù, che razza di idea può farsene? L’ambiguità, i valori europei stracciati, la reislamizzazione conclamata, il Mein Kampf e Hitler: slogan che né descrivono né spiegano un bel nulla, parole che nascondono scarse conoscenze, molti pregiudizi, poca professionalità, il tradimento completo di quella che dovrebbe essere – informare! – la missione del giornalista.

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