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Turchia, il più grande museo del mondo

dunyanin-en-buyuk-muzesi-turkiye-projesi-tarihseverlerle-bulusuyor-DHA-e1426430c8dc06907f45ac005720d200-1-tFino al 31 dicembre, al palazzo di Topkapı è in programma una mostra fotografica sulle bellezze storiche e culturali della Turchia; purtroppo non sono riuscito ad andarci, né potrò farlo in tempo utile: ma in compenso, mi sono fatto spedire il volumone che – insieme a un documentario in 13 episodi – costituisce parte integrante del progetto. Questo progetto, curato e sponsorizzato dal ministero competente e dall’organizzazione di categoria Türsab, ha per titolo Dünyanın En Büyük Müzesi: Türkiye (Turchia, il più grande museo del mondo): il più grande museo a cielo aperto, che in ogni angolo del paese racchiude tesori di rilevanza straordinaria per la storia dell’umanità e per quella che è a tutti gli effetti la nostra “civiltà” – quella cioè che studiamo sui banchi di scuola, dagli ittiti ai romani. Non dimenticherò mai di ripeterlo, le origini culturali di ciò che chiamiamo Europa sono in Anatolia: persino il Cristianesimo è nato qui, negarlo è negazionismo della peggior specie!

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Il libro che sto sfogliando è per l’appunto di grande formato, quasi 400 pagine di splendide immagini che raffigurano siti e oggetti rappresentativi: dal tempio – probabilmente il primo nella storia – di Göbeklitepe alla pittura orientalista dell’800, passando per le statuine neolitiche della “Grande Madre” di Çatalhöyük, per Troia, per la capitale ittita di Hattuşa, per le sfingi di Boğazköy, per il museo di archeologia subacquea di Bodrum, per il sito sempre ittita di Karkamış (al confine con la Siria e con l’Isis, dove scava una missione archeologica italiana), per Gordion di Frigia del re Mida e di Alessandro Magno, per lo strepitoso museo delle Civiltà anatoliche di Ankara e il museo archeologico di Istanbul, per Van e la civiltà Urartu, per i siti archeologici di Lidia e Licia, per il mausoleo di Alicarnasso (l’attuale Bodrum), per le teste monumentali in pietra del monte Nemrut, per Efeso e Afrodisia, per i mosaici mozzafiato di Antiochia e Zeugma, per gli affreschi della chiesa di Santa Barbara in Cappadocia, per i relitti di Yenikapı, per la chiesa armena di Akdamar in un’isoletta del lago di Van, per le maioliche selgiuchide e il museo di Mevlana a Konya, per i tesori inestimabili – gioielli, caftani, ritratti del sultani – del palazzo Topkapı. Lo confesso: la gran parte di questo patrimonio grandioso, ancor non la conosco!

La mostra fotografica, comunque, sarà poi replicata a Bodrum, ad Adana, ad Antalya, a Izmir, all’aeroporto di Istanbul, alle fiere turistiche di Francoforte, Londra, Mosca, Parigi (Italia, niente: non ci considerano proprio!).

Per contattarmi:
giuse.mancini@gmail.com
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