La Turchia e il turismo della Lonely Planet

Qualche giorno fa, il ministero turco della Cultura e del turismo mi ha inviato 3 nuovi video promozionali in anteprima. Sono stati realizzati insieme alla celebre guida Lonely Planet, con un loro a quanto pare famoso collaboratore – un tal Macca Sherifi – per promuovere il turismo in Turchia. Ormai si trovano anche online, sul sito della Lonely Planet.

Uno è decisamente notevole: quello dedicato a Kekova – sulla costa mediterranea, dalle parti di Kaş (la cosiddetta “costa turchese” – e alla sua “città sommersa” da esplorare in kayak. Gli altri due su Istanbul, invece, mi convincono fino a un certo punto.

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Quello sull’arte ottomana parte male, perché mostra – come luoghi rappresentativi – solo il ponte di Galata, ponte di Galata, la Moschea blu, Ayasofya e il Gran bazar (quelli che i turisti delle tappe forzate chiamano “i monumenti principali”); però, si riscatta meravigliosamente con una dimostrazione di ebru – la pittura sull’acqua – direttamente dall’atelier di un vero artista.

L’ultimo, dedicato al cibo, non mi piace per niente. Invece di mostrare i prodotti di qualità – per non allontanarsi dalle aree turistiche, se ne trova uno spettacolare assortimento da Namlı Gurme a Karaköy (dall’altra parte del ponte di Galata) – il video presenta una rapida carrellata del cibo da strada abbastanza misero che si trova a Eminönü: pannocchie, döner kebab di petto di pollo (ma perché???), il panino col pesce.

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Neanche la guida potenzialmente preziosa della giornalista/blogger Tuba Şatana – autenticamente famosa – è stata sfruttata a pieno: avrebbero potuto fare tappa qualche ristorante di livello in cui i prodotti tradizionali anatoloci vengono rivisitati, si sono limitati a mangiare cağ kebabı (con lo spiedo orizzontale), i baklava di Güllüoğlu e i mantı (ravioli di carne). No, non sono d’accordo: ai turisti bisogna offrire un’immagine diversa, non stereotipata ma moderna e di grande qualità.

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