Una partitella ad Okey

AVVISO: questo post è ormai datato, è stato scritto da una persona che si occupava del blog in precedenza; chi lo gestisce oggi non ne condivide l’impostazione. Per contattarmi: giuse.mancini@gmail.com

Volete sentirvi davvero Turchi per un’ora? Ho quello che fa per voi! Anzitutto, venite a Istanbul! Una volta qui, dirigetevi verso una zona qualsiasi, del centro o anche fuori…venite dalle parti di Taksim, dove sarete certi di trovare qualcuno che parla bene inglese. Cercate ora un bar, magari un po’ fumoso, uno di quelli dove si può fumare la chicha pipe (o narghilé, come dir si voglia!). Ordinatene una, magari alla mela o alla fragola; oppure – d’estate – provate la menta, rinfrescante e deliziosa. Ordinata la vostra chicha pipe, non vi resta che ordinare una tazza di chay, onnipresente bevanda turca: il the! Vi sarà servito in una tazza piccola, molto carina, poco più grande di un bicchierino da limoncello, con un paio di zuccherini posati su un piattino di ceramica, insieme al cucchiaino.

Bene, ora arriva la parte migliore: chiedete una bella tavola di Backgammon, gioco amatissimo in tutto il medio oriente, e anche dalle nostre parti, oppure, se volete davvero sentirvi Turchi inside, chiedete del gioco chiamato Okey. Una partita ad Okey può durare per ore. Per giorni. E’ una passatempo diffusissimo, amatissimo da tutti. Anche da me. Premessa: io non sono una giocatrice. Non lo sono mai stata. Del tutto priva di spirito di competizione, facilissima alla noia, non sono in grado di stare seduta a un tavolo e prestare attenzione a pedine, carte, strategie e dadini. Ebbene, Okey mi ha presa fin dal primo istante!

Anzitutto, si gioca con delle tessere. Delle tessere carine, variopinte, colorate, da sistemare su dei piccoli spalti di legno..un po’ come quelli di scarabeo, per intenderci. E queste tessere possono essere combinate tra loro per formare scale, tris, combinazioni… C’è una gran quantità di cosette che si possono fare: l’obiettivo è di finire le proprie tessere prima degli avversari, che in genere sono tre. Si gioca, tradizionalmente, in quattro: e durante le ore i gioco si bevono molte, moltissime tazze di chay, si sorseggia e si gioca, senza stress, senza fretta, poi si fuma a turno la chicha pipe. Gli addetti del bar provvederanno a cambiare periodicamente la brace della pipa, e a portarci tutte le tazzine di chay di cui avremmo voglia e bisogno per mantenerci lucidi, dato l’effetto distensivo e rilassante della pipa di cui sopra… L’oste, poi, se parla inglese o magari perfino un po’ di italiano, sarà felicissimo di spiegarvi tutte le regole necessarie per giocare a okey, e anche qualche trucchetto per vincere, facendo più punti! L’amore dei turchi per questo gioco è davvero sconfinato, e contagioso.

Non ci credete? Lasciate che vi racconti questo bell’aneddoto, allora!

L’oste che ci ha insegnato a giocare ci ha raccontato di come lui stesso, tanti anni fa, sia stato quasi rovinato dal suo amore per Okey…insomma, gli piaceva così tanto giocare che finì per licenziarsi dal suo lavoro (al tempo lavorava per una tintoria) per giocare per una settimana di fila a okey, sette giorni di fila, non-stop!

Così mi è tornato in mente quello che diceva Oscar Wilde: il modo migliore per vincere una tentazione, è quello di cedervi!

7 Risposte a “Una partitella ad Okey”

  1. bell’articolo, questo gioco mi ha incuriosito: dopodomani sarò in vacanza nella tua città per una settimana, lo cercherò sicuramente. se ti va un incontro tra “blogger zingare” contattami: io un caffè in compagnia lo bevo sempre con piacere 🙂

  2. ciao Elisa, parto domani dopo sei giorni bellissimi: questa è una città davvero magica. alloggio a sultanhamet: se oggi sei libera io sono senza impegni: shopping e hammam è tutto quello che penso di fare in giornata. dimmi tu se sei libera, un caffè lo bevo sempre volentieri!

  3. Ci siamo mancate per un pelo Sara!!!! Alla fine, In che hammam sei andata? E il tuo bottino di shopping?? Raccontami tutto!! 🙂

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