I minareti del palazzo ducale di Urbino

Urbino

Nei giorni scorsi ho scritto la recensione di un libro fantastico – Stealing from the Saracens. How Islamic Architecture Shaped Europe, di Diana Darke – in cui vengono individuate e studiate le influenze profonde dell’architettura islamica su quella europea, dalle cattedrali gotiche come Notre-Dame a Parigi alla Sagrada Familia di Barcellona. L’articolo potete leggerlo qui: “Diana Darke e le radici islamiche del gotico“.

Vorrei aggiungere un tassello a questa sorprendente ricostruzione. La foto che vedete è presa dal catalogo della mostra “Il Montefeltro e l’Oriente islamico. Urbino 1430-1550, il palazzo Ducale tra Occidente e Oriente“, organizzata proprio all’interno di questa costruzione così emblematica e suggestiva del Rinascimento, opera dell’architetto Luciano Laurana.

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Nell’ordine, minareti della Gök Medrese a Sivas e della moschea Üç Şerefeli di Edirne, uno dei due cosiddetti “torricini” della celebre facciata. Sono praticamente identici, sia per forma sia per decorazioni.

Cito dal saggio “Il Palazzo Ducale di Federico [di Montefeltro] tra Oriente e Occidente” di Alireza Naser Eslami (docente all’università di Genova), riguardo i torricini di Urbino: “niente più simile ai minareti delle moschee, delle medrese e alle torri slanciate dei castelli dell’architettura turco-selgiuchide e turco-ottomana, caratterizzati dai ballatoi con la canna cilindrica slanciata, terminante con una copertura conica a punta, ad ago, che regge un elemento decorativo quasi sempre di color oro”.

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Solo un caso? Beh, Laurana era della Dalmazia allora – parliamo di metà del XV secolo – dominio di Venezia, ai confini coi possedimenti ottomani in Europa: la reciproca conoscenza e l’influenza del mondo islamico – soprattutto ottomano – sull’arte e l’architettura di Venezia sono ormai ben noti. E tramite Laurana questa influenza è arrivata fino a Urbino: a “contaminare” – nel senso per me positivo del termine – un gioiello del Rinascimento italiano.

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