Wren e le origini orientali di Londra

(mia recensione di Christopher Wren. In Search of Eastern Antiquity, pubblicata sul numero di ottobre de Il Giornale dell’Arte)

Wren

Vaughan Hart, Christopher Wren. In Search of Eastern Antiquity (Paul Mellon Centre, Londra, 2020), pp. 232, 180 illustrazioni a colori e in BN, £ 45

Sir Christopher Wren, il celebre architetto che ricostruì St. Paul’s Cathedral a Londra dopo il grande incendio del 1666, trasse ispirazione per questa e altre importanti opere dall’Oriente. La sua era una conoscenza indiretta, mediata dai classici e dai racconti di viaggio: visitò all’estero solo Parigi, ma aveva accesso privilegiato – fu per qualche anno presidente della Royal Society – a materiali scritti e visuali di ogni tipo.

La tesi di Vaughan Hart non è totalmente originale, ma la sua monografia sistematizza e rende più chiaro ciò che in passato è stato solo accennato. In più, ricostruisce magistralmente il contesto culturale in cui era immerso Wren: che rimase un convinto classicista e non produsse mai nulla di esotico, ma che nei suoi studi cercò di reperire i precursori logici dell’architettura greca e romana. Scienziato interessato alla geometria e alla matematica, riconosceva la primogenitura di egizi, babilonesi, ebrei autori del tempio di Salomone: civiltà orientali, che i classici seppero imitare e interpretare.

Le prime scoperte archeologiche di quell’epoca, avvenute nel vicino Oriente e non in Europa, diedero a Wren dati e spunti: i grandi colonnati, come quello di Palmyra, vennero riprodotti ad esempio nell’ospedale per la marina a Greenwich. Considerava antesignano di tutti gli ordini quello fenicio “di Tiro”, che divenne proto-dorico nel mausoleo di Alicarnasso; lo stesso gotico era per lui nato dai contatti dei crociati con le opere dei Saraceni in Terrasanta. Filiazioni però mai provate.

Da Costantinopoli colse suggestioni più immediate e dirette: per la sua cupola su pennacchi della cattedrale guardò alle chiese bizantine, per il Monument alle colonne trionfali. La considerava una città non solo classica, ma in più cristiana: un modello ideale, insieme a Gerusalemme, per la Londra che contribuì a far rinascere.

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