Zeynep Sultan, la moschea come una chiesa (bizantina)

Sì, ammetto che la prima volta che l’ho vista ho pensato che fosse una delle tante chiese bizantine di Costantinopoli trasformate in moschea dagli ottomani, dopo la conquista del 1453.

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I materiali e i colori usati sono quelli tipici delle chiese bizantine, anche la forma è più o meno compatibile, colpisce la decorazione a onda della cupola: no, non ha molto a che vedere con le moschee di Istanbul, né classiche ne barocche.

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Invece, la moschea di Zeynep Sultan è sempre stata una moschea ed è stata costruita alcuni secoli dopo, nel 1769 (per la figlia del sultano Ahmed III). Si trova sul percorso del tram a Gülhane: a pochi passi dal parco, quasi di fronte a uno degli ingressi del palazzo imperiale di Topkapı, proprio sotto Sultanahmet che è affollatissimo tempio del turismo di massa (e guai se qualcuno preferisce scoprire la città senza farsi irretire dai “monumenti principali”: perché scatta l’anatema!).

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Comunque, trovo davvero illuminante quest‘interesse degli ottomani per il passato romano e bizantino della propria capitale: e nel XVIII secolo, ci sono infatti altri esempi di come siano stati influenzati non solo dalle tendenze architettoniche e più in generale artistiche dell’Europa (questo lo sanno tutti), ma anche dal proprio patrimonio culturale non islamico. Poi nei prossimi giorni vi parlerò di altre due moschee che presentano caratteristiche simili, almeno concettualmente.

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Purtroppo, la moschea di Zeynep Sultan è al momento in fase di restauro e quindi chiusa: ci vorranno alcuni mesi – stanno ricostruendo il minareto, ad esempio – poi potrò mostrarvi anche gli interni. Con la speranza che i forzati di Sultanahmet decidano di farsi una passeggiata esplorativa a poche centinaia di metri di distanza.

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