
Lo spreco alimentare è un problema globale. A livello mondiale si stima che circa un terzo del cibo prodotto venga perso o gettato, con un impatto negativo sull’ambiente e sull’economia, oltre ad aggravare la scarsità di alimenti. In Spagna la situazione non è diversa, e per questo cresce la consapevolezza su questo tema, soprattutto nel settore della ristorazione e nella grande distribuzione.
Sono sempre più numerose le iniziative volte a ridurre lo spreco alimentare, sia nel settore privato sia in quello pubblico. Tuttavia, finora si è trattato per lo più di misure volontarie, senza una regolamentazione stringente che obbligasse gli esercizi a modificare le proprie pratiche. Questo scenario è però destinato a cambiare con l’entrata in vigore di una nuova normativa, che introduce misure più incisive per contrastare lo spreco nei bar e nei ristoranti.
In questo contesto, la Legge 1/2025 sulla prevenzione delle perdite e dello spreco alimentare, entrata in vigore il 3 aprile 2026, stabilisce nuovi obblighi per le attività di ristorazione. Tra le principali novità figura l’obbligo di offrire ai clienti la possibilità di portare a casa gli avanzi in contenitori senza costi aggiuntivi. Si tratta di una prassi diffusissima in Spagna, già praticata da molti anni. Ma se questa prima era una opzione, adesso è una regola stabilita per legge.
Inoltre, ristoranti e bar dovranno adattare i propri menu introducendo porzioni di dimensioni modulabili, così che ogni cliente possa scegliere la quantità più adatta al proprio appetito, evitando sprechi. Le attività sono inoltre tenute a dotarsi di un Piano di prevenzione dello spreco alimentare, che dovrà essere registrato e rispettato per evitare sanzioni, le quali nei casi più gravi e reiterati possono superare i 500.000 euro.
La normativa introduce anche cambiamenti rilevanti per supermercati e grandi superfici. La nuova legge impone una gestione più efficiente delle eccedenze, promuovendo la vendita di prodotti imperfetti o prossimi alla scadenza e la donazione degli alimenti ancora idonei al consumo umano, evitando che finiscano direttamente nei rifiuti. In caso contrario, sono previste sanzioni che possono arrivare fino a 60.000 euro.
Con queste misure, la Spagna si allinea agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, con l’obiettivo di ridurre lo spreco alimentare e promuovere un modello di consumo più responsabile nel settore della ristorazione.
La Spagna cambia le regole e, da ora in poi, obbligherà bar e ristoranti a offrire porzioni più piccole e a fornire le eventuali eccedenze ai clienti in contenitori senza costi aggiuntivi.
Diario Tenerife