LA COMICITA’ TOSCANA ED IL CINEMA

   
BENEDETTI TOSCANI !
 
 Benedetti toscani! Bizzosi, ruvidi, anche una pacca sulla spalla può diventare, grazie a loro, una carezza. Il comico toscano nasce senza patria e senza lingua, in quel calderone di comicità romana e napoletana, nasce con Mario Monicelli, Suso Cecchi D’ Amico, Alessandro Benvenuti e De Bernardi. Lo si attribuisce forzatamente al 1958 con I soliti ignoti dove con schemi espressivi e senza una fisionomia riconoscibile viene rovesciata la comicità italiana.
con-benigni-in-non-ci-resta-che-piangere
‘Non ci resta che piangere’ con  e di Massimo Troisi e Roberto Benigni, nel cast anche Carlo Monni
I comici toscani ironizzano, giocano con dio, non hanno senso del pudore, il sentimentalismo viene praticamente fatto fuori.
Quanti ‘parenti serpenti’ nel cinema toscano, un’eredità che si tramanda da Amici miei a Benvenuti in casa Gori. Se poi ci spostiamo da Firenze, nella parte più bassa della Toscana, troviamo Arezzo e Benigni, la persona con cui si ride e non si ride di lui, con Benigni ci si sente a casa, in famiglia, tra fratelli. Genuino e sempre ironico, sguaiato e dissacrante insieme al suo Carlo Monni in Berlinguer ti voglio bene. Insieme a Massimo Troisi creano un sodalizio artistico dove le due punte della comicità italiana spiccano e si rafforzano e  sostengono l’un l’altra, senza mai soffocarsi. Marco Messeri altro grande attore toscano, che interpreta insieme a Troisi  Le vie del Signore sono finite, un viso quello di Messeri che sembra non aver abbandonato l’infanzia, un grande attore che afferma “bisogna sapere improvvisare su tutto, anche su una parrucca che prende fuoco.”
“Ma come si dice ‘bucotorto’ in napoletano!?” chiede Carlo Monni, ed ha ragione, il vernacolo toscano ha modi di dire che riportano esattamente alla cultura e alla vita del piccolo borgo, della periferia, dove la moda non è seguita ma si lavora con le stagioni come orologio ed il sole come bussola.
IMG_6106-copy
Mario Monicelli e Paolo Villaggio durante le riprese di ‘Cari fottutissimi amici’
(Le foto riportano il vecchio indirizzo del nostro blog)
 
Nel 1972 un trio indimenticabile quello di Athina Cenci, Alessandro Benventuti e Francesco Nuti. Tre personaggi sospesi e quasi assenti nel film Ad ovest di Paperino. Francesco Nuti ha in sé una malinconia che sfocia in lacrime inaspettate, in situazioni così sottili riesce a rendere comicità qualsiasi tipo di situazione. 
IMG_6104-copy
‘Ad ovest di Paperino’ scritto e diretto da Alessandro Benvenuti
Esploso con le pernacchie di Benigni e Monni agli inizi degli anni Settanta, dopo neanche un decennio l’umorismo è arrivato all’apice, all’industria del cinema. E se Amici miei” è l’esempio di questo successo, dopo di loro in molti lo hanno fatto diventare quasi una moda, lo hanno consacrato con premi Oscar fino ad arrivare ai più attuali e sentimentali  Leonardo Pieraccioni e Sandro Veronesi.
Alcuni di loro ci hanno lasciato, viva l’arte del cinema che li rende eterni! In ricordo di loro va questo breve post.

1zfq52u

‘Le vie del signore sono finite’ di  Massimo Troisi con Troisi e Marco Messeri

IMG_6107-copy

‘Amici miei Atto II’ di Mario Monicelli

i-soliti-ignoti

‘I soliti ignoti’ di Mario Monicelli

benvenuti_in_casa_gori_alessandro_benvenuti_alessandro_benvenuti_008_jpg_cbhu

Benvenuti in casa Gori’ tratto dall’omonima commedie di Ugo Chiti e Alessandro Benvenuti

Le foto ed alcune informazioni sono state tratte da ‘La Toscana ed il cinema’ di Luca Giannelli

 
Tratto da ‘Caruso Pascoski’ di Francesco Nuti

‘Amici miei Atto II’ di Mario Monicelli

 ‘Berlinguer ti voglio bene’ di Giuseppe Bertolucci
 
 
Anna e Cristiano