I Cannabis social club in Francia

Come sempre i servizi della trasmissione di Italia uno Le Iene fanno molto scalpore e ammetto che è una delle poche trasmissioni che guardo qui dalla Francia perché penso racconti degli argomenti che nessuno vuole mai prendere in considerazione.. vedi quelli sui politici italiani!

Oggi però voglio parlarvi del famoso servizio di cui tutti parlano in questi giorni dopo l’ultima puntata, ovvero la legalizzazione e quindi l’apertura dei Cannabis Social Club. Il servizio si riferiva principalmente ai club in Spagna dove, come ha sapientemente spiegato la mia “collega” del blog Vivere Barcellona, fumare una canna non è illegale perciò sono nati questi club che gestiscono piantagioni collettive di cannabis producendo così un quantitativo di marijuana che viene consumata da tutti i soci.

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Ma qual è la situazione in Francia? Anche qui il paese è diviso in 2, così com’è stato per la legge sui matrimoni e le adozioni gay; il 4 maggio scorso è stata una data importante perché si è svolta a Parigi e in altre importanti città francesi, la Marcia Mondiale per la legalizzazione della cannabis. Questa lotta francese data ben il 1999 ma solo quest’anno l’argomento di discussione principale è stato il “problema” dei cannabis social club. L’organizzatore della marcia difende lo scopo non lucrativo di questo tipo di club e ha assicurato di non cercare una sfida ma piuttosto un dialogo aperto con chi vuole distruggere già quest’iniziativa. Dominique Broc, portavoce del  CSCF(Cannabis Social Club Français), è in attesa di processo per uso e detenzione di cannabis, ha dichiarato che in Francia esisterebbero più di 400 club che aspettano una legge che possa loro permettere appunto un’esistenza “alla luce del sole”, del resto, spiega Broc, la repressione potrebbe portare solo all’effetto opposto. C’è da dire che i fondatori e i soci di questi club non vogliono più vivere nascosti e sottolineano il “consumo responsabile” di cannabis che viene consumata in questi particolari club. La lotta si basa anche su un recente studio secondo il quale la cannabis farebbe meno male del consumo d’alcol ma possiamo dire che, nonostante una forte battaglia in atto, la Francia è ancora lontana dal resto d’Europa e il ministro dell’Interno Manuel Valls ha proposto di punire con una multa salata i consumatori di cannabis.

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A Parigi dunque questi club restano ben nascosti in attesa che una legge possa cambiare la loro sorte del resto sono tutti molto speranzosi dopo la notizia che un primo Cannabis Social Club francese è stato riconosciuto legale dalla Prefettura della regione della Vendée (Paesi della Loira).”per allontanare i giovani dal serio problema della droga. Le “peuple de l’herbe” come vengono chiamati qui, spera che questa decisione possa essere d’esempio per tutte le altre regioni di Francia e in tantissimi hanno “manifestato” anche attraverso Facebook , pubblicando come foto del profilo una riproduzione della tessera soci verde e indicando nome cognome e da quanto tempo fanno uso di marijuana.


Dunque per il momento tutti aspettano un cambiamento e i francesi stanno lottando tanto per avere gli stessi diritti degli Spagnoli o i loro “cugini” del Belgio, la battaglia si fonda su una decisione quadro dell’Unione Europea, secondo la quale il consumo personale non è punibile. Vedremo nel corso di mesi come la situazione evolverà, per il momento i Cannabis Social Club in Francia  non sono riconosciuti dallo Stato e assolutamente punibili penalmente.

I parigini “verdi”sono agguerriti e sperano che al più presto possano nascere dei “cannabis bistrot” sul modello dei coffee shop di Amsterdam… e voi che ne pensate?

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Foto di :  Remi Noyon


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