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Panza mia fatti vacanza! 10 specialità da non perdere a Lisbona

Baccala Lisbona

 

Ci sono varie concezioni della “vacanza”: tra l’estremo della sindrome della frenesia turistica (tutto quello che si deve vedere in un posto, nel minor tempo possibile) e quello del catatonico dolce far niente (sono in un posto spettacolare, ma chisseneimporta resto a dormire in albergo), ci sono tantissime sfumature.

Qualunque sia la vostra nozione di vacanza, però, non potrete ignorare, da bravi italiani, il peso (in tutti i sensi, come vedrete) del fattore gastronomico.

Ecco quindi fresca fresca per voi una lista delle 10 cose che NON potete NON mangiare qui a Lisbona.

1. Bacalhau

Primo tra tutti, il bacalhau: re della gastronomia nazionale, nonostante le sue origini scandinave (sì, è originario dei freddi mari norvegesi, e in Portogallo ci arriva conservato in forma di puzzolentissimi tranci salati e secchi).

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Il bacalhau lo cucinano in tutte, ma proprio tutte le salse: al forno (assado), à brás (sfilettato, con cipolle e patatine a fiammifero fritte, uovo, olive e prezzemolo), dentro a gustosi folhados, in irresistibili pataniscas (frittelle) o com natas (baccalà che nuota in litri di panna, delizioso per carità, ma solo per stomachi forti).

Per motivi di spazio non posso citarle tutte le ricette, anche perché se no vi rovinerei la sorpresa.

2. Polvo

Non mangiare il polpo a Lisbona è peccato mortale. Sapevatelo. Ottimo quello à lagareiro: bollito, reso sublime sulla griglia e condito poi con olio extra-vergine d’oliva (non a caso il lagareiro è chi lavora nel frantoio) e aglio.

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Le sue compagne per eccellenza sono le batatas a murro, piccole patate cotte al forno con la buccia, leggermente schiacciate (il murro è il pugno) e salate.

Il miglior polvo à lagareiro di Lisbona è quello del Sabor & Arte, senza ombra di dubbio.

LEGGI ANCHE: SABOR & ARTE, UN RISTORANTE DA TROVARE!

3. Crocchette varie: pastéis, rissóis, croquetes

Come antipasto in alcuni ristoranti e in tutti i bar che si rispettino troverete sempre un vasto assortimento di crocchette di varia forma, colore e sapore.

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Ovviamente, non mancano quelle al gusto di…bacalhau! I pastéis de bacalhau (al singolare: pastel) sono deliziose crocchette di forma allungata e di notevole peso specifico. Attenzione a non comprarle se sono molto scure, perché significa che sono bruciacchiate.

Il rissol (plurale: rissóis) invece è a forma di mezzaluna (mezzaluna piena!) e può essere di camarão (gamberi: normalmente il ripieno cremoso nasconde un bel gambero intero) o, molto tipico, di leitão (un povero porcellino, ma questa non mi pare la sede per avere pietà degli animali).

Poi ci sono le cilindriche croquetes, di carne, e le esotiche chamuças (dall’India, hanno forma triangolare e sono di carne o di verdure, normalmente si accompagnano con salsine speziate e ben piccanti), e coxinas (molto di moda in Brasile, hanno forma a goccia e sono ripiene di gallina).

4. Percebes

Quando li ho visti per la prima volta, ho pensato che fossero la prova dell’esistenza della vita su altri pianeti.

Poi ho chiesto informazioni e ho scoperto che sono semplicemente dei molluschi atlantici, che di particolare, oltre all’aspetto, hanno solo il prezzo (possono arrivare ai 90 euro al chilo!).

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Ma vale la pena di provarne qualcuno, si mangiano per lo più bolliti e conditi con limone, e si deve affinare un po’ la tecnica per estrarre il mollusco dal guscio senza che il sughetto vada sprecato sui vostri vestiti.

5. Sardinhas

Dulcis in fundo in questa carrellata di mare le umili sardine, che non saranno il piatto nazionale ma sì il simbolo per eccellenza di Lisbona.

Le sardine alla griglia si devono assolutamente mangiare a giugno, durante le feste di Sant’Antonio.

I lisboeti duri e puri le mangiano praticamente intere, spalmando le interiora come se fossero mostarda su una fetta di pane casereccio che serve da base alla sardina.

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Penso che questa usanza provenga più dal fatto che pulire una sardina è un’operazione piuttosto seccante, soprattutto, come avviene durante le feste di giugno, se dovete farlo in piedi, in mezzo a una folla poco sobria e al suono martellante della musica pimba.

In un ristorante qualsiasi le apprezzerete con molto meno stress.

6. Caracóis e caracoletas

A partire dalla primavera e fino a estate inoltrata, la maggior parte dei bar e dei ristoranti di Lisbona mettono in mostra retine o vassoi pieni di lumachine (caracóis) e lumaconi (caracoletas) di terra.

Dovete capitare bene però: se cucinati male possono essere davvero disgustosi, se invece vi dice bene quacuno dovrà farvi smettere di mangiarli con la forza.

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Si servono in dosi di dimensioni variabili: iniziate con un pires, il piattino, per vedere se sono buone.

Il sughetto in cui sono immerse vi farà rimpiangere l’italianissima usanza della scarpetta, ve lo assicuro.

Se vi è venuto il mal di mare con questa prima carrellata di pesci e strane creature, non temete: un po’ di carne ve la faccio mangiare (anzi, un’usanza molto portoghese è proprio quella di mangiare un bel paninozzo pieno di carne dopo una scorpacciata di pesce, alla faccia del dessert!)

7. Bifana e Prego no pão

La bifana (da bife, bistecca) e il prego no pão (“chiodo nel pane”) sono due esemplari, per l’appunto, di quel paninozzo ripieno di carne di cui sopra.

Nella bifana si usano succulente bracioline di maiale cotte in vino e aglio, nel prego la carne è di vitello.

Il pane di solito non è un granché, ma condito con mostarda e burro, o con un uovo fritto sopra la carne (ebbene sì), magari non ve ne accorgerete.

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Se non siete così hardcore da mangiarvelo dopo tre quintali di pesce, state tranquilli: lo trovate anche fuori dai ristoranti, anzi è un ottimo esempio di street-food lusitano d.o.c., tant’è che il diabolico Mc Donald’s s’è dovuto inventare la Mc Bifana.

Ma voi mangiatelo nel peggior bar di Lisbona, che è sicuramente più buono e verace.

8. Cozido à portuguesa

Ma ecco qui il piatto forte per gli amanti della carne: il cozido à portuguesa, una sorta di cassoeula in versione lusitana.

In una miriade di verdure “leggere” come patate, carote, cavolo, fagioli, più riso (per tappare anche il più minuscolo dei buchi che possa essere rimasto nel vostro stomaco), un tripudio di carne di maiale (dalle costine alle orecchie, passando per tutte le declinazioni possibili di chouriço, una specie di salsiccia dal gusto forte, morcela, la salsiccia nera nera fatta col sangue del maiale e farinheira, salsiccia a base di farina, peperone e grasso di maiale.

Alla faccia del colesterolo!), bovino, volendo anche pollo, il tutto in una zuppa molto light che forse vi farà passare notti poco tranquille.

Anche, per riflesso, ai compagni di viaggio che non abbiano avuto l’ardire di provarlo.

Questa è una specialità che troverete solo se visitate Lisbona durante l’inverno. D’estate potrebbe essere letale.

9. Pão de Deus

E ora qualcosa di dolce. Anzi, qualcosa di soffice, rotondo, con una copertura di crema e cocco in scaglie…il pão de Deus “pane di Dio” (altro che ostia!).

Questa briosche che metterà a dura prova la vostra golosità a causa delle sue dimensioni tutt’altro che mignon, è uno dei migliori (e pochi) dolci da forno portoghesi (la pasticceria portoghese predilige dolci al cucchiaio, semifreddi e budini).

Se volete mangiarlo nel modo più portoghese possibile, chiedetelo misto: con prosciutto cotto e formaggio (ma anche solo con formaggio, cioè de queijo).

Sembrerà un accoppiamento blasfemo per una briosche di Dio, ma funziona bene.

10. Pastéis de Belém

Beh, questi ve li abbiamo già raccontati ampiamente (qui), quindi vi do solamente una dritta – secondo me fondamentale – su dove mangiarli, cioè a Belém, nella famosissima pasticceria.

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Primo, perché nessuna imitazione riesce ad arrivare allo stesso livello; secondo, perché là li mangerete sempre appena sfornati, caldi e con la sfoglia ancora croccante.

Non vi fate spaventare dalla fila che a volte toverete all’entrata, perché là sono davvero organizzati e vi assicuro che scorre molto in fretta.

E soprattutto chiedetene sempre almeno due a testa, perché uno non vi potrà mai bastare.

Un ultimo avvertimento ai turisti frenetici: quello che per voi vale per il sightseeing (tutto nel minor tempo possibile) non lo applicate mai alla gastronomia portoghese.

E uno ai fan della catatonia: dovrete pur uscire a mangiare qualcosa nei momenti di veglia! L’importante è far passare quelle due-tre ore prima di tornare a letto…

Bom proveito!

 

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