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Notizia choc dall’Italia: arrestato un malato terminale di cancro per cannabis!

Un uomo di 55 anni, malato di cancro allo stadio terminale della malattia, che consumava abitualmente cannabis per alleviare i dolori ed il malessere indotto dalla malattia e dai pesanti farmaci chemioterapici, è stato arrestato e tradotto in carcere, a Treviso, perché trovato in possesso di marijuana; una quantità piuttosto rilevante, si parla di 2 kg, ma stando a quanto si apprende dal magazine antiproibizionista dolcevitaonline.it non ci sarebbe alcuna prova che dimostri un’attività di spaccio:

(…) risulta difficile pensare ad un’attività di spaccio da parte di un malato terminale bisognoso di aiuto anche solo per mangiare. Il suo avvocato, Antonio Alexandre, ha subito richiesto ed ottenuto la concessione dei domiciliari.

L’uomo avrebbe posseduto i requisiti per accedere alla Cannabis terapeutica, ma la trafila burocratica necessaria, lo aveva scoraggiato.

L’Italia ormai è praticamente l’unico paese europeo dove i pazienti che desiderano avere accesso a farmaci derivati dalla cannabis devono passare un calvario. In tutti i paesi civili la marijuana è disponibile quasi come un farmaco qualsiasi.

Tra l’altro in Italia la cannabis terapeutica può essere prescritta solo per poche, gravi, malattie, dal cancro all’AIDS, fino alla sclerosi multipla e altre patologie molto gravi, mentre altrove i cittadini sono liberi di curare con la cannabis anche disturbi minori, come l’insonnia o il mal di testa. Funziona così negli USA, in Colorado, e funziona così praticamente anche in Spagna, dove nonostante la legge in materia non sia molto chiara e abbia delle serie lacune, i cittadini possono iscriversi ai social club, molti dei quali offrono prodotti ad uso terapeutico, e consumare marijuana in maniera legale, anche per uso ludico.

Come è possibile che un uomo di 55 anni malato di cancro TERMINALE, che a quanto si apprende ha difficoltà anche per mangiare da solo, sia tradotto in carcere, sottoposto a perquisizioni, interrogatori e trattato come un criminale solo perché trovato in possesso di marijuana?!?

Ne sa qualcosa il medico chirurgo toscano Fabrizio Cinquini, che da sempre lotta per il diritto dei suoi pazienti di utilizzare canapa terapeutica. E che è finito per ben 2 volte agli arresti per questo.

Diario di Tenerife