Turismo, Egitto, Marocco e Tunisia si preparano a fare concorrenza alle Canarie: vediamo perché

Sabato 20 Aprile circa 60mila persone hanno invaso le strade delle Canarie per chiedere di limitare il cosiddetto “turismo di massa“, ritenuto dagli ambientalisti insostenibile e dannoso dal punto di vista ambientale e sociale Nel frattempo invece, paesi come Egitto, Marocco e Tunisia si stanno muovendo per attirare investimenti, in modo da  proporsi e consolidarsi come destinazioni turistiche.

Mentre alle Canarie le grandi catene alberghiere sono spesso osteggiate, dalle associazioni ambientaliste e talvolta dalla politica, che cercano di frenarne l’espansione, come sta avvenendo per i progetti di La Tejita e Cuna del Alma, altrove vengono accolte a braccia aperte, considerate una opportunità di sviluppo e di benessere.

I grandi gruppi alberghieri investono in nord Africa

Forse è proprio per questi motivi che cinque grandi catene alberghiere di fama mondiale – Accor, Hilton, Intercontinental (IHG), Marriott e Radisson – stiano puntando verso il Nord Africa per sviluppare nuove strutture turistiche, prevedendo l’apertura di 361 hotel nei prossimi anni. E’ quanto riporta il magazine dedicato al settore alberghiero “Desarrollo Hotelero”, che in un recente articolo mette in guardia le Canarie da queste nuove strutture che,, possiamo scommettere, diventeranno una seria concorrenza per l’Arcipelago come destinazione turistica.

Solo in Marocco sono in cantiere 161 nuovi hotel, che porteranno ad un aumento dell’offerta di 100.000 nuovi posti letto, secondo quanto riportato da Las Provincias. In Tunisia verranno aperti 18 nuovi alloggi turistici, aumentando l’offerta nel paese mediterraneo di 4.121 camere. In Egitto è prevista la costruzione di 109 nuovi hotel, con un incremento di 26.241 posti letto.


Concorrenza in arrivo per le Canarie

Egitto, Marocco e Tunisia hanno le carte in regola per competere con le Canarie. Anche loro offrono un clima favorevole, caldo anche nei mesi invernali, quando in Europa le temperature si abbassano e per prendere un po’ di sole è necessario prendere l’aereo. Si tratta inoltre di paesi che offrono paesaggi marini e naturali mozzafiato, nonché – nel caso dell’Egitto – attrazioni uniche come le Piramidi e la Valle dei Re, il tutto unito a un costo del lavoro ridotto.
Questo si traduce in un immenso potenziale di competitività sul mercato del turismo, specialmente per quanto riguarda le tariffe e la qualità dei servizi offerti

Tuttavia, attualmente questi paesi non esprimono il loro potenziale turistico, a causa della mancanza di infrastrutture e nel caso di Egitto e Tunisia, dell’instabilità politica e dell’insicurezza che hanno caratterizzato gli ultimi anni. Se riescono a superare questi ostacoli, investire in infrastrutture turistiche moderne e accattivanti, e nella promozione turistica, potrebbero sottrarre centinaia di migliaia, forse persino milioni, di turisti alle Canarie.

Le piramidi, una delle attrazioni più affascinanti offerte dall’Egitto

Quando l’Egitto riceveva milioni di turisti ogni anno

Chi ha almeno quarant’anni ricorderà quando, una ventina di anni fa, l’Egitto dominava incontrastato la scena del turismo invernale. I governi di Moubarak avevano dato stabilità al paese, che si era imposta come una ambita meta turistica. Sharm el Sheik e Marsa Alam disponevano di villaggi turistici e strutture alberghiere di qualità a prezzi concorrenziali, unitamente ad interessanti proposte di escursioni: quad e cammelli nel deserto, snorkeling e immersioni nella spettacolare barriera corallina del Mar Rosso e ultima ma non meno importante, la ricca storia della Civiltà Egizia

Le Canarie nel giro di qualche anno potrebbero trovarsi a competere con queste destinazioni, specialmente per quanto riguarda il turismo di fascia media e medio-bassa. E in un contesto dove il turismo garantisce lavoro, direttamente e con l’indotto, a poco meno della metà della popolazione residente nell’arcipelago, fare scritte sui muri contro i turisti, dando vita ad un clima ostile, arrivando ad imbrattare persino le auto a noleggio dei turisti, non appare come una strategia sensata e intelligente.

Le grandi catene alberghiere progettano centinaia di nuovi hotel in Nord Africa

Investimenti verso il nord Africa

In un contesto come quello che si sta venendo a creare, le grandi multinazionali del turismo e delle strutture ricettive potrebbero ritenere più conveniente e remunerativo  investire nelle nuove destinazioni nordafricane, e promuoverle mediante i loro canali, capaci di smuovere moltissimi turisti.

Ascoltare le ragioni dei manifestanti

Quanto alle manifestazioni del 20 Aprile , la politica ha il dovere di ascoltare le ragioni dei manifestanti, e prendere atto che l’aumento del costo degli affitti registrato negli ultimi anni ha messo in una situazione di estrema difficoltà gli strati più vulnerabili della popolazione. Decine di migliaia di case sono state tolte dal mercato residenziale per essere affittate ai turisti, creando una mancanza di case tale che migliaia di persone non riescono ad avere accesso ad una casa decente.

Si parla di un contesto in cui moltissimi garage sono stati adibiti ad alloggi, per non parlare di chi è costretto a vivere in camper, roulotte, ma in alcuni casi persino in auto o in una tenda da campeggio. Le tendopoli si sono moltiplicate a Tenerife, in alcune zone, e ormai vi trovano riparo svariate centinaia di persone. Inoltre è necessaria una seria valutazione sul fatto che, mentre gli affitti e l’inflazione sono alle stelle, gli stipendi delle Canarie siano tra i più bassi di tutta la Spagna, nonostante i grandi numeri del settore turistico, che ha battuto ogni record di presenze.

Ignorare il grido di dolore di ampie porzioni di popolazione sarebbe ingiusto, oltre che miope, e porterebbe ad un inevitabile aumento delle tensioni sociali che non fanno bene a nessuno.

Bilanciare le esigenze economiche e sociali

Allo stesso tempo però, è necessario tenere in considerazione il fatto che creare troppi ostacoli ai grandi investitori, capaci di creare posti di lavoro, attrarre turisti e fare girare la economia può spingerli verso altre destinazioni. Stesso discorso per i turisti. Se i prezzi dovessero lievitare eccessivamente, potrebbero orientarsi verso altre mete.