Arrivare, andare e… tornare a Lisbona – Il post per i nostalgici

Arrivare, andare e… tornare! Se ci aggiungessi nuotare e autostop sembrerebbe la parte mancante di gioca jouer e invece é solo l’incipit di uno strano post che vorrei propinarvi. Lo so, ci vuole pazienza con me e con i miei voli pindarici che, prima o poi, mi lasceranno atterrare senza paracadute. Malgrado ciò… il post ve lo beccate lo stesso.

Parliamoci chiaro: chi di voi, dopo aver trascorso tanti mesi fuori casa, all’ estero, per lavoro o studio, non ha sognato, anche solo per un istante, le tanto attese vacanze?

Si va, chi per scelta forzata,  chi per fuga, chi  semplicemente per trovare/si o ritrovare/si.

Vogliamo l’indipendenza, economica e dell’anima e seminiamo il mondo rivoltandolo come un calzino. Ci sentiamo padroni di meraviglie e tesori di cui essere gelosi … eppure arriva il momento in cui le uniche cose che vogliamo sono la parmigiana di nostra madre e le strade del nostro paese.

Non è un post sull’ emigrazione giovanile ma le mie vacanze a casa, in Sicilia (i dieci giorni appena trascorsi) oltre all’indigestione di arancini e di pasta di mandorle mi hanno dato modo di riflettere un po’ (succede anche a me).

A 19 anni pensavo che Roma, prima meta, sarebbe stata il mio posto. A 24 è diventato il luogo della crescita e solo dopo averla lasciata per raggiungere Lisbona ho realizzato che, in fondo, la partita era appena iniziata.

Arrivare è sempre una scoperta, un mettersi alla prova, un meravigliarsi.

Andare é  rivedere il punto di  partenza, capire che, in fondo, siamo quello di cui, per la maggior parte della nostra vita, ci siamo riempiti gli occhi e il cuore; andare a casa è sempre riconoscersi, guardarsi allo specchio e ricaricare le pile.

Come sarà, allora, tornare?

Non so se quell’amicone di Gaio Plinio Secondo avesse ragione nel dire che  “casa è dove hai il cuore” (botta di diabete… olè!);  forse un cuore non basterebbe. Abbiamo troppe case nel mondo, ognuna diversa dall’altra, ognuna per un momento preciso della nostra vita.

Me ne accorgo quando la lascio e mi manca qualcosa.

Il viaggio  di ritorno verso Lisbona è stato tutto un pensare a cosa mi fosse mancato di più e, da qui, l’idea del post (volo pindarico-fase atterraggio, alias-sono arrivata al succo).

Cosi come in casa ci  impossesiamo di spazi mi è mancata la mia panchina al Miradouro da Graça, una di quelle in fondo, lontane dalla terrazza, dalla quale si vede Lisbona e la gente che la osserva. Difficilmente la trovo occupata. Avranno capito che è zona mia oppure è solo fortuna?

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Mi sono mancate le colonne laterali del Panteão Nacional, spazio dedicato alla lettura o all’osservazione dei turisti che entrano e escono. Si, è una vergonga, sto appoggiata alle colonne e non sono mai entrata, forse per paura mi deluda l’interno; forse perchè vorrei conservarmi qualcosa da vedere.

Mi è mancato il mio girare per le fiere e i mercatini a caccia di cose strambe per non parlare del chioschetto di Largo do Carmo che mi vede sempre ad ore improponibili (sanno già che prendo una limonata) dopo aver rischiato l’insolazione dentro l’ Igreja do Carmo.

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Cosi come mi è mancata la granita con la brioche in questi mesi, devo ammetterlo, l’essenza del vinho verde si è sentita, soprattutto davanti ad un piatto di pesce e, più volte, l’espessione “ci starebbe bene” è uscita dalla mia bocca (per i siculi “ci stasse bellu” rende di più).

Mi è mancata l’immagine dell’ engraxate di Praça Dom Pedro IV, colui che, da tradizione, pulisce e lustra le scarpe ai passanti che lo desiderano, il guardiano di un mondo antico del quale faccio parte ogni volta che passo di li con in mano una ginja.

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Mi è mancata la Bica di giorno e il Torel al tramonto e quell’ angolo di rua do Telhal dove sul pannello che copre i lavori in corso di un palazzo c’è ancora la frase: Bom dia alegria.

Mi è mancato perdermi per i vicoli di questa città che sempre  più mi appartiene e che si fa pavimento, pareti, tetto; i palazzi con gli azulejos e la gente affacciata ai balconi che da un lato all’altro delle case in Alfama stende i panni; le “gargalhadas” che vengono fuori dalle tascas, risate fragorose.

Mi è mancata la grandezza di Terreiro do Paço che ogni volta mi fa venire voglia di giocare a chi arriva prima all’ Arco di Rua Augusta.

Mi è mancato ciò che vedo dalla mia finestra, i tetti e la piattaforma del Tejo, quella davanti alla quale la gente sospira.

A volte mi chiedo se non sia anche solo un po’ di quella saudade di cui tanto si parla.

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Chiaramente anche qui si lasciano e ritrovano espressioni e volti, rituali e i sorrisi di chi mi permette di essere me, perchè nessuno basterà mai a se stesso da solo, ovunque vada.

Un post di natura per nulla turistica? Per nulla informativo?  Non saprei, forse lungo e soggettivo ma chiunque abbia vissuto Lisbona potrebbe aggiungere qualcosa alla lista. La mia non finisce certo qui.

In realtà la curiosità più grande sarebbe sapere cosa manca a voi che ci siete stati, a chi ci vive e di tanto in tanto parte e sopratutto cosa mancherà a te che non sei ancora arrivato?

Allora casa può anche essere vivere un momento e se il momento si chiama Lisbona  fate un passo in avanti, prendete aria e poi …

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3 Risposte a “Arrivare, andare e… tornare a Lisbona – Il post per i nostalgici”

  1. Ah.. mi manca il mio chioschetto di praça das flores dove prendevo sempre un “xarope de cha verde”, mi manca la strada che dal bairro alto va a Rato e che percorrevo quasi tutte le sere, mi manca il cielo di quell’azzurro e il vento tra i capelli e mi mancano i profumi di Lisbona…
    Non finirei mai di dire cosa mi manca!

    Bellissimo articolo! Mi sono proprio rivista… Treviso-Milano-Lisbona-Treviso ed ora vorrei proprio ripartire…

  2. Ti premetto che sono stato solo 3 giorni a Lisbona ma….

    mi manca guardare il tramonto dal Miradouro de Santa Catarina, mi manca passeggiare per le vie di Bairro Alto e sentire i profumi di Lisbona, mi manca percorrere tutta Rua Augusta fino all’arco e arrivare a Praça do Comercio… mi manca LISBONA!

    Mi è piaciuto molto il tuo articolo, complimenti 😉 e salutami Lisbona!!! 😀

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