La Cina è sempre una splendida scoperta, le sue dimensioni fanno diventare ogni viaggio in questo paese l’occasione per conoscere qualcosa di nuovo. Questa volta mi sono messo in cammino verso la regione chiamata comunemente 东北, il nord-est formato dalle tre province di Jilin, Liaoning e Heilongjiang. Una zona in gran parte remota, famosa per le sue bellezze naturali e dal fascino particolare. Posizione, storia e cultura la rendono unica.
Una regione, molte frontiere
Chi mi segue in rete (per esempio leggendo il mio blog Farfalleetrincee) sa che sono un grande amante della Cina di frontiera, dove i volti delle persone presentano innumerevoli sfumature e gli orizzonti si perdono all’orizzonte. Dove l’urbanizzazione si dissolve nelle steppe o tra le montagne, spesso emerge una Cina diversa da quella a cui siamo abituati, a tratti difficile ma che ti entra nel cuore. Lontana dal ritmo frenetico delle grandi metropoli moderne.
Il nord-est non fa eccezione, incuneato tra Russia, Mongolia e Corea del Nord è un vero caleidoscopio di culture. Harbin è una splendida città dai tratti russi, da vivere non solo per il suo festival del ghiaccio invernale, a Yanji si vive la quotidianità coreana (con insegne bilingue e ristoranti che ricordano più la Corea che la Cina), mentre a Ji’an se ne ammira il passato grandioso. Ci sono poi luoghi come Tumen (dove il confine con la Corea del Nord è visibile a pochi metri e la sensazione di frontiera è concreta) che simboleggiano l’essenza stessa della frontiera. Viaggiare nel nord-est è un’esperienza, tra venti siberiani e tempeste di sabbia dal Gobi.
La culla dei Qing
Il nord est è anche il luogo in cui ha avuto origine l’ultima dinastia imperiale cinese: quella dei Qing (1644 – 1911). Questa dinastia è infatti uno dei casi in cui al potere in Cina ci furono etnie non cinesi, in questo caso parliamo di mancesi. Un altro dei modi in cui è conosciuto il nord-est è infatti quello di Manciuria, termine di uso occidentale derivato da Manchu, ossia l’etnia dei regnanti Qing. Le tracce storiche dell’ultima dinastia sono molto presenti nel nord-est.
A Chengde troviamo l’enorme residenza estiva degli imperatori, dove sfuggivano al calore estivo e celebravano le proprie origini nomadi (un legame che si percepisce ancora oggi nell’architettura e nell’organizzazione degli spazi). Shenyang, una delle città più popolate della regione, ospita il palazzo imperiale, una sorta di Città Proibita in scala, che fungeva da capitale prima di muovere alla conquista della Cina. Qui ci sono anche i templi che racchiudono le tombe a tumulo dei fondatori di quella che sarà la dinastia Qing, vale a dire Nurhaci e Huang Taiji.
La resistenza antigiapponese
Venendo a tempi più recenti, nel nord-est sono molto presenti anche le tracce della lotta di resistenza all’invasore giapponese, che invase la regione nel 1931, instaurando in seguito lo stato fantoccio del Manciukuò. Il palazzo imperiale di Pu Yi, l’imperatore bambino sostenuto dai giapponesi, è davvero bello e si trova a Changchun, che del Manciukuò fu la capitale. Labirintico, sembra una sorta di Città proibita moderna e vale assolutamente la pena di essere visitato.
Al Giappone imperiale succedettero, nel ruolo di nemico, le forze delle Nazioni Unite guidate dagli Stati Uniti durante la Guerra di Corea, che coinvolse direttamente il nord-est come area strategica per i rifornimenti e le operazioni militari. A Dandong, il centro degli scambi commerciali con la Corea del Nord (affacciato sul fiume Yalu che segna il confine), c’è un museo memoriale estremamente interessante, mentre ancora a Shenyang, chiamata allora Mukden, un museo ne ripercorre gli eventi. Piacevole scoperta è anche Lushun vicino a Dalian, in passato Port Arthur e teatro della guerra russo-giapponese.
In conclusione, sono davvero tanti i motivi per visitare il nord-est cinese, che siate appassionati di natura incontaminata oppure di cultura coreana, di storia antica oppure di quella moderna, troverete quello che cercate. Un angolo, letteralmente, di Cina in cui viaggiare è semplice grazie alla capillare rete ferroviaria (efficiente e puntuale anche su lunghe distanze), nonché ai ritmi più rilassati rispetto alla frenesia delle metropoli del sud. Un viaggio da fare!