Tenerife ha poche barriere architettoniche: il rispetto per disabili e anziani

Egregio Alessandro prima di tutto ti faccio i complimenti per il blog e per la pagina Facebook, davvero utili per chi vuole trasferirsi a Tenerife e anche per chi vuole visitare l’isola. Prima di trasferirmi me lo sono letto tutto e mi ha fatto davvero comodo per capire i passi da fare e come farli. Quello che manca sul tuo blog se posso permettermi è un po’ di informazioni dedicate ai disabili. E se ti va di parlarne ti preparo un articolo da pubblicare, conoscendo purtroppo bene la questione perché ho un figlio 32enne costretto su una carrozzina.

Trasferirsi per abbattere le barriere architettoniche

Mi sono trasferita a Los Cristianos da due anni con mio marito e mio figlio, e non lo abbiamo fatto per il clima, le tasse minori o per le motivazioni che muovono la maggioranza degli italiani. A convincerci a trasferirci è stato il grande rispetto che c’è per i disabili, che qui possono fare una vita quasi normale. Probabilmente chi non ha di questi problemi non ci fa nemmeno caso, non ci focalizza l’attenzione, ma le barriere architettoniche a Tenerife sono davvero limitate. Un altro mondo rispetto a Roma, dove una persona in carrozzina non può assolutamente uscire da sola in modo autonomo.

Los Cristianos è amica dei disabili

Quando fai una passeggiata a Los Cristianos, fai caso a come i marciapiedi iniziano e finiscono sempre con una salita senza gradini, così come la maggioranza delle scalinate hanno lo scivolo per passare in carrozzina. I parcheggi riservati ai disabili sono numerosi e rispettati, e sono state eliminate tutte le barriere architettoniche possibili, persino per l’accesso alle spiagge. Ovviamente non tutte, ma molte si, e tra queste Las Vistas di Los Cristianos e Las Teresitas di Santa Cruz, due delle spiagge più belle.

Mio figlio è rinato

Da quando viviamo a Tenerife mio figlio è rinato, ha ripreso ad uscire da solo, cosa che a Roma non faceva ormai da anni. A Roma infatti le barriere architettoniche sono numerose, la città non è assolutamente pensata per i disabili. All’inadeguatezza strutturale poi si somma la dilagante inciviltà, con le auto che vengono parcheggiate in ogni dove, senza alcun rispetto e ritegno. Sui marciapiedi, in corrispondenza delle salitine per i disabili, persino nei posti riservati ai disabili oppure a fianco degli stessi, dove ci sono le righe gialle, perché per caricare un disabile e la carrozzina occorre un certo spazio, e se parcheggi sulle strisce gialle a fianco dello stallo rendi inutilizzabile il posto stesso, oppure ci costringi a fare le operazioni di carico e scarico fuori dallo stallo, magari creando disagio alla circolazione. A Roma non c’è rispetto da parte delle persone e c’è pochissima attenzione da parte dell’amministrazione, a prescindere che governi un partito o l’altro.

Quando mio figlio usciva a Roma da solo ha dovuto affrontare di tutto. Una volta giunto alla fine di un lungo marciapiede ha trovato un’auto parcheggiata in modo da chiuderlo, in prossimità di un incrocio che doveva attraversare. L’auto occupava il marciapiede e la discesa per la carrozzina. Ha dunque girato l’angolo con l’intenzione di scendere all’incrocio successivo. Ma avvicinandosi ha notato che anche l’altro incrocio era tappato da un’auto parcheggiata male. E’ dovuto tornare dunque indietro, percorrendo centinaia di metri in più, e perdendo venti minuti. Chi può camminare passava tra le auto, ma chi è costretto su una carrozzina non può. Deve tornare indietro, o comunque trovare un modo per potere scendere il marciapiede. Se è accompagnato si tratta di fare uno sforzo, se è da solo?

I disabili romani non escono

A Roma è difficile che trovi un disabile per strada da solo, rinunciano ad uscire, vivono murati o si affidano ad un accompagnatore. Non se ne vede molti in giro, non perché ce ne siano pochi, ma perché non escono, oppure escono pochissimo. Perché uscire è un calvario che ti passa la voglia, oltre a dipendere da un accompagnatore. Purtroppo c’è indifferenza da parte dei comuni, delle regioni, dello stato e sopratutto da parte delle persone, menefreghiste, egoiste, indifferenti. Non voglio generalizzare ma credimi tre persone su quattro sono così. Non si domandano se il loro parcheggio può precludere il passo ad un disabile o meno, non hanno sufficiente sensibilità, cuore, buonsenso per domandarselo. Roma è una giungla, ma credo che non sia la sola città italiana in queste condizioni.

Tenerife è un’altra cosa

Per le vie di Los Cristianos vedere carrozzine con disabili o anziani che circolano tranquille è la regola, basta fare una passeggiata per Avenida Los Playeros (nei pressi della chiesa, ndr) per incontrarne più di una. Persone non accompagnate, che sono libere di circolare, di fare una vita quasi normale. Persone che hanno avuto la sfortuna di ritrovarsi ad affrontare grossi limiti fisici, ma che con un minimo di attenzione da parte dello stato e dei concittadini possono vivere dignitosamente. Quando si progetta un marciapiede è doveroso pensare ai passaggi per le carrozzine, possibilmente in più punti. Non è un costo aggiuntivo farlo. Ma sopratutto chi parcheggia dovrebbe avere la coscienza di pensare all’eventuale passaggio di un disabile.

 

Testimonianza per Diario di Tenerife

 

Cara Marta, ti ringraziamo sentitamente per la tua lunga esposizione, che siamo felici di pubblicare. Le barriere architettoniche sono un tema importante che non viene tenuto nella giusta considerazione. Riguarda i disabili, ma anche gli anziani, e ci vorrebbe senza dubbio più attenzione da parte del legislatore, delle amministrazioni comunali e sopratutto, della gente. Molte persone probabilmente non ci pensano nemmeno a quanto hai descritto sopra. E’ necessario sensibilizzarle, e spero che questo tuo sfogo possa servire in tal senso. Cari saluti Alessandro.

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