Arrestato a Tenerife un connazionale ricercato per pedofilia

La Policia Nacional ha arrestato un connazionale ricercato sin dall’anno scorso dalle autorità italiane per i laidi reati di sfruttamento sessuale di minori e possesso di materiale pedopornografico. A casa dell’uomo i Carabinieri trovarono materiale pedofilo registrato dallo stesso con una telecamera.

L’arresto del fuggitivo

Le manette ai polsi sono scattate martedì 30 luglio, presso l’aeroporto di Tenerife nord. Alle indagini che hanno portato alla sua cattura hanno partecipato attivamente anche le autorità italiane. Si tratta dell’ennesimo caso di latitanti italiani che vengono localizzati a Tenerife. Quello precedente era accaduto a Marzo di quest’anno, nemmeno cinque mesi fa, quando a finire dietro le sbarre fu un’intera famiglia ricercata per traffico di droga.

Due casi solo nell’anno in corso, e anche negli anni precedenti si erano verificati altri arresti di italiani ricercati trovati alle Canarie e nello specifico a Tenerife. Criminali comuni, ma anche delinquenti di un certo spessore criminale. Nel 2013 le forze dell’ordine arrestarono un pezzo grosso della mafia romana, mentre nel 2016 le manette scattarono ai polsi di un uomo accusato di essere legato alla camorra. Ma l’isola sembra essere scelta anche come meta dai fuggitivi di altre nazioni. Solo due mesi fa fu catturato un latitante americano, che in patria è accusato di furto e addirittura di torture.

Un luogo non adatto ai latitanti

Probabilmente il fatto che le Canarie siano isole ubicate ai margini dell’Europa fa pensare ai latitanti che possano essere una buona meta dove nascondersi. In realtà non è così, come evidenziano i numerosi arresti di ricercati. A parte la capitale Santa Cruz, che ha oltre 300mila abitanti, Tenerife è composta da numerose cittadine di poche migliaia di abitanti, e dunque passare inosservati a lungo risulta difficile. Si tratta di un luogo molto turistico, e dunque la possibilità di incrociare qualche conoscente che possa riconoscere il fuggitivo è concreta. (E’ già accaduto)

Infine, le autorità dell’isola – anche alla luce del fatto che i latitanti cercano di nascondersi qui – sono molto attente ai documenti falsi, e sono formate per riconoscerli. Pensate che solo la Policia Local di Arona, in quattro anni ha scoperto ben 150 casi di documentazione falsa. Non solo riguardante persone, ma anche autoveicoli rubati in altre nazioni.

 

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