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Gli expat anti-expat: “Io qua ci vivo molto bene, ma tu ci vivresti molto male”

Dopo la pubblicazione dell’articolo sui connazionali “demotivatori seriali” che vivono a Tenerife e che cercano in tutti i modi di tenere lontani dall’isola gli altri italiani che stanno valutando di trasferircisi, ho ricevuto sulla pagina Facebook il messaggio di una ragazza italiana che vive a Londra, che mi ha fatto notare come anche sui gruppi degli italiani a Londra e in Inghilterra, avvenga lo stesso fenomeno. E lo stesso avverrebbe un po’ ovunque, a tutte le latitudini.

Donna-e-valigie

Molti italiani che vivono a Tenerife, piuttosto che a Londra o in Baviera, non vedono di buon occhio la presenza e sopratutto l’arrivo di nuovi connazionali. Il nuovo expat viene visto come un concorrente nella ricerca del lavoro e magari nel mercato immobiliare.

Ci sono italiani che abitano a Los Cristianos a cui ho personalmente sentito affermare, con tono stizzito: “per colpa dei troppi italiani che si sono trasferiti qua, gli affitti sono aumentati” come se lui stesso non fosse “uno dei tanti italiani che si sono trasferiti a Los Cristianos, facendo lievitare i prezzi degli affitti“. La “colpa” è degli altri che hanno deciso di trasferirsi dove lui, che invece è una vittima costretta a pagare di più. Il fatto che viva li da pochi mesi, e che la maggioranza dei connazionali fossero già li, è un dettaglio secondario: la colpa è degli altri italiani. Basta, chiudiamo le porte, non facciamoli venire altri!

Questi individui cercano in tutti i modi di demotivare gli altri expat a trasferirsi dove vivono loro, cercando – se proprio di stare a casa non vogliono saperne – di dirigerli verso altre mete: “qui ormai non si trova lavoro” – “si guadagna poco” etc. fino a criticare la città in cui il soggetto stesso si è insediato. Viene da chiedersi come mai non se ne tornino a casa, visto che si lamentano tanto. Oppure perché non vanno loro nelle “altre mete” che consigliano al prossimo.

La risposta, spesso la trovate cliccando sui loro profili Facebook, dove ogni 3 post, ce ne è uno in cui decantano le lodi del paese dove si sono trasferiti, con l’intento di far “rosicare” chi vive in Italia. Ed ecco la selfie con il Big Ben sullo sfondo, con sorriso a 32 denti, oppure la classica foto sulla spiaggia a Tenerife, in pieno inverno, in quei giorni in cui in Italia si crepa di freddo.

Capite? Loro ci vivono benissimo, sono rinati, etc. ma voi ci vivreste male. Voi è meglio se rimanete in Italia o in ogni caso recatevi in altri lidi. Recatevi ovunque, ma non dove vivono i “demotivatori seriali”.

Loro si sono trasferiti, integrati, a Tenerife come a Londra o altrove, si sono costruiti un’esistenza felice lontani da un paese che ormai rende impossibile vivere a milioni di persone, con tasse al 70%, stipendi da fame, precariato e costi della vita assurdi. Però gli altri non devono fare la stessa scelta, devono restare in Italia, magari ad ingrassare le fila dei suicidati per depressione. 

Loro ce l’hanno fatta, ad integrarsi, perché sono migliori degli altri, più belli e più intelligenti, ma gli altri non ce la farebbero. Gli oltre 20.000 italiani residenti alle Canarie (almeno 50.000 se includiamo chi non è registrao AIRE) sono dei super eroi, così come i ventimila italiani che vivono a Londra, in Germania, ovunque.

Certamente trasferirsi all’estero richiede una certa pianificazione, e un budget iniziale per insediarsi, “sopravvivendo” fino a quando non riusciamo a conseguire un lavoro. Sicuramente è bene tenere i piedi per terra e fare scelte lucide e razionali. Ma queste persone non demotivano “per il vostro bene” come dicono per giustificarsi. Di voi (ovviamente) non gliene frega nulla, neanche vi conoscono. Semplicemente, “difendono il loro orticello”, o questo è ciò che credono di fare, demotivando aspiranti expat e spalando fango.

Queste persone non intervengono quasi mai, per dispensare consigli utili a chi chiede informazioni; ma quando c’è da demotivare, da spalare fango e da tenere lontani nuovi expat, appaiono subito. Sono “attratti” da chi sta valutando di trasferirsi dove vivono loro, e pur di farvi cambiare idea, sono disposti a dedicarvi anche decine di commenti.

PEGGIO DEI “DEMOTIVATORI” CI SONO I “DECANTATORI”

Peggio dei demotivatori, ci sono però i “decantatori”, quelli che dicono che la zona dove si sono trasferiti loro è il paradiso in terra, cercando di convincere altre persone a recarsi li, con lo scopo di “aiutarle” a sistemarsi e lucrare sul trasloco, proponendo “di aiutare a trovare la casa”, disbrigare pratiche burocratiche e quant’altro.. State molto attenti ai “falsi amici” e ai veri e propri truffatori alla ricerca di nuovi aspiranti expat da “ripulire”. Di questo ne ho parlato in vari articoli, evito di ripetermi.

Ormai paradisi in terra e luoghi dove si trova lavoro facilmente non ce ne sono, ma in molti paesi le condizioni di vita sono certamente migliori di quelle che offre l’Italia. Ormai ci vuole poco. 

Diario di Tenerife

Una risposta a “Gli expat anti-expat: “Io qua ci vivo molto bene, ma tu ci vivresti molto male””

  1. Hai descritto un fenomeno che è solo parzialmente vero.
    Io abito nelle Filippine da 13 anni e frequento i gruppi social di expats italiani nelle Filippine.
    Ogni tanto arriva un sognatore che crede che nelle Filippine si possa vivere con 250€ al mese come decantano tanti siti di disinformazione, oppure credono che sia facile trovare lavoro e potersi mantenere facendo il lavapiatti o peggio, vivendo come un hippie offrendo di sistemare il giardino in cambio di ospitalità.
    È normale che chi viene nelle Filippine con queste idee vada assolutamente scoraggiato, non riuscirà mai nel suo intento. Tanti di questi li abbiamo visti mendicare presso gli altri italiani di aiutarli a comprare il biglietto di ritorno.
    Peggio ancora quelli che credono che con poche decine di migliaia di euro si possa aprire un fiorente business, alcuni ci sono riusciti, ma la maggioranza si è mangiata in poco tempo i risparmi di una vita. Le restrizioni per gli stranieri qui sono moltissime e espongono i nuovi arrivati a truffe di ogni genere.
    Non esistono paradisi in terra ed è giusto fare presente a chi ancora non conosce il lato B della medaglia come sia questo lato per evitare che sopraffatti dall’entusiasmo si rompano le corna.

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