ARTISTI. Monologo surreale..di fantasia “L’ Umorismo”

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L’ Umorismo
Invitato a partecipare ad un’ audizione per un Concorso “ Nuovi Comici “.

Presentatomi davanti alla Giuria, così iniziai il mio monologo: “ Buona sera Signore e Signori della Giuria, premetto che non sono un fine dicitore, non declamo poesie ne recito l’ Amleto, sono un Umorista e vado a braccio, chi mi ha ascoltato prima di Voi si è espresso in questo modo – hai un’ Umorismo deflagrante, il tuo umorismo farebbe tacere i rumori di guerra ed eliminerebbe la fame nel mondo. Voi direte “OSSignur, perché non lo fai? “ Fatto!

Ma i Signori della guerra non amano il mio Umorismo, loro ridono solamente davanti al sangue versato dai contendenti, come gli allevatori di cani da combattimento, che istigano i propri cani ad uccidersi fra loro per puro sadico divertimento, godono al fischiare di proiettili, di missili, da rombi di bombardieri, esplosioni di granate che tutto distruggono e, uccidono chi la guerra non vuole, godono a vedere il sangue sgorgato dai – Taglia Gole, drogati e infarciti di Credi fasulli e, con loro sghignazzano i Mercanti d’armi pensando ai loro proventi miliardari. Il loro è un’ altro Umorismo, un Umorismo sadico e feroce, ecco perché non ci sono riuscito. Potrei fermare allo stesso modo la fame nel mondo?

Certamente! Ma sempre gli stessi gioiscono a vedere morire di stenti popoli indifesi, privati di tutto e vedere camminare scheletri viventi denutriti, assetati, bambini impiagati divorati da mosche fameliche, quando scavando pochi metri di terra c’ è acqua in abbondanza, e potrebbero vivere con i loro raccolti, invece li privano dei mezzi per trovarla e tutti assieme depredano i loro territori ricchi di materie prime sfruttando gli indigeni come carne da macello a cercare preziosi del loro territorio, quindi schiavi in casa loro.

Potrei fare sorridere anche Voi Esimi Signore/i della Giuria, se prima di entrare in questo teatro non avessi visto là fuori gente disperata, senza una casa, senza un lavoro, morti che camminano distrutti da politiche scellerate di gente incapaci o scientemente preparati per un loro personale tornaconto. Ora, se con il mio Umorismo deflagrante, che non ho ancora espresso, uno di Lor Signore/i, accennasse ad un minimo sorriso, io ne uscirei vincitore (forse ) ma con la morte nel cuore”…..L’ Umorismo non sempre fa ridere, per ridere e far ridere, devi essere sereno e libero dentro.

FIRMA: Josè Saccani

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