Italia, Salvini dichiara guerra ai negozi della ‘canapa light’

E’ notizia di oggi (vedi Repubblica) che il governo italiano, capitanato da Matteo Salvini, intende dichiarare guerra ai negozi che commerciano canapa light, ovvero i negozi che sono spuntati negli ultimi anni in Italia e che vendono inflorescenze di cannabis con una percentuale di THC inferiore allo 0,2%, praticamente prive di principio attivo.

Italia fuori dal tempo

Mentre il mondo va verso la legalizzazione, ormai attuata in numerosi stati americani ai quali si è recentemente aggiunto il Canada, in Italia a gestire la vendita della cannabis sono ancora le organizzazioni criminali. Un mercato illegale che frutta alle mafie guadagni nell’ordine dei MILIARDI di euro, evasi ovviamente anche al fisco.

In Spagna la cannabis NON è legale, e chi viene trovato in possesso della sostanza anche per uso personale è sanzionato con una multa. Tuttavia la legge spagnola tollera i cosiddetti “cannabis social club“, dei circoli privati dove gli associati possono coltivare piante di canapa collettivamente per l’uso personale dei soci. In questo modo il mercato pur non essendo regolamentato, è stato tolto dalle mani degli spacciatori, in quanto i consumatori sono liberi di coltivare le proprie piante.

Una mossa deleteria

Nonostante il M5s più volte si sia espresso in favore della regolamentazione della cannabis, il governo italiano sembra aver intrapreso la più buia strada del proibizionismo. Al punto da dichiarare guerra ai negozi che vendono prodotti a base di canapa (vestiti, alimenti, olio di semi di canapa, etc.) e la “canapa light“, non destinata (almeno ufficialmente) ad essere fumata, ma anche qualora lo fosse gli effetti psicoattivi della sostanza sarebbero davvero limitati, in quanto la legge ha stabilito un tetto massimo dello 0,2% di THC, nulla di paragonabile alla marijuana ad uso ludico che ha quasi sempre oltre il 10% di principio attivo, talvolta anche il 20%: ben 100 volte di più della canapa venduta in Italia.

Quando alcuni anni fa la legge italiana ha consentito la vendita della canapa light in questione, migliaia di italiani (questi negozi sono 50 nella sola Milano) hanno investito per creare i negozi che ora il governo vuole chiudere. Ci sono persone che hanno preso prestiti per aprire la loro attività che ora potrebbero vedere chiudere. Migliaia di posti di lavoro che andranno in fumo, oltre alla perdita per l’erario che questo provocherà. Perché si tratta di negozi che pagano le tasse e versano i contributi ai lavoratori. Ha davvero senso tutto questo?

Diario di Tenerife

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