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I giardini pensili del centro storico di Ventimiglia.

I giardini pensili del centro storico di Ventimiglia.

Molti ancora non sanno dell’esistenza di questi magnifici giardini a Ventimiglia nel centro storico affacciati al mare e al nuovo porto in costruzione.. Un nesso tra moderno e storico che rivoluzionerà una nuova era.

Riportiamo un importante articolo che descrive quello che volevate sapere su questi gioielli..

Un angolo segreto che vive in ogni stagione e subito dopo la pioggia è ancora più viva l’atmosfera di altri tempi

 

Uno degli otto giardini pensili, che rappresentano un unicum urbanistico del centro storico di Ventimiglia, è quello di palazzo Galleani. L’antico viridarium, giardino con alberi da frutto,  mantiene la fisionomia che aveva già nel 1600. Nel corso dei secoli l’antica destinazione è inevitabilmente mutata. L’aspetto attuale è quello voluto nell’Ottocento, influenzato anche dall’esotismo dei vicini Giardini Hanbury.

 

La costruzione  del belvedere e della torretta , voluta da Carlo Galleani, nel 1887 conferiscono un aspetto più romantico all’insieme e consentono un’ampia vista  fino alla baia di Villefranche. Lo spazio (circa 700 mq) diviso geometricamente, presenta un’alternanza di pieni e di vuoti: i camminamenti e le aiuole. Le due più grandi rettangolari, contenute da muretti, sono collegate visivamente da una  pergola con gelsomini bianchi e gialli. Al centro interrompono il ritmo un pozzo, con ai lati statue antiche in stile genovese, e vasi in terracotta e pietra con crassule, bergenie e aspidistre. In questa parte del giardino, sopravvivono alcune varietà di agrumi: limoni, aranci, Citrus maxima e dai diversi verdi di clivie, peonie, Chlorophytum, agapanto, acanto e iperico, emergono una gigantesca araucaria, delle palme, cycas, yucche, lagestroemie, pittospori agavi e Aloe ferox.

 

Il clima particolarmente mite della zona ha favorito l’acclimatazione delle piante tropicali che sono diventate parte integrante del paesaggio della Liguria di ponente. L’accostamento di violette e Echinocactus grusonii, diventa quasi familiare e sottolinea la continua alternanza delle delicate fioriture con la durezza scultorea di cactus e succulente. Nelle aiuole disposte lungo i muri di divisione i rampicanti addolciscono i confini del giardino dando un’impressione di continuità, a ovest, dietro il glicine emergono le palme al là del muro e lo spazio appare così dilatato. Negli ultimi anni l’attuale proprietaria ha accentuato l’effetto scenografico studiando gli accostamenti delle foglie, sia per il colore che per la forma ed il loro rapporto con la  struttura architettonica circostante.

Ringraziamo personalmente per il testo Giardini&ambiente

Crediti per la foto vanno riconosciuti a Bona Nico

Pubblicato da travelmoi

travel/moi nasce da un'idea di Massimo Mandi. Spero che sia di vostro gradimento. Buona lettura.

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