Brno: stop & go ( pt. 9)

Globalizzazione

Cosa si può fare alla stazione di Breslavia alle 5 di mattina dopo una notte insonne? Ovvio, prendersi un caffè allo Starbucks, l’unica concessione alla globalizzazione in 10 giorni di viaggio. Lì mettiamo le radici per le prossime due ore e mezza. Cioè fino a quando partirà il prossimo treno per Usti Nad Orlici. Ah, non abbiamo la più pallida idea di cosa sia questo posto. Forse è un codice fiscale o un villaggio. Ma lo scopriremo presto. E prima di arrivare a Brno.

Il cavallo di ferro

Che spettacolo i treni della Repubblica Ceca! Il primo sembra proiettarci almeno 40 anni indietro con i sedili foderati con il feltro maculato. Mancava solo la carta da parati. Ma il top è il secondo: una sola carrozza/locomotiva. In pratica sembra una funicolare. Però ne vale la pena. Il panorama è mozzafiato: la linea a binario unico attraversa per un quarto d’ora le verdi valli della Repubblica Ceca. Stupendo. Dopo una rapida colazione nell’unico bar aperto (è pur sempre domenica anche per i cechi) saliamo sul RailJet per Brno.

Treno repubblica ceca usti nad orlici
Il treno lungo la linea per Usti Nad Orlici

 

La cattedrale di Brno

A Firenze potete intravedere la cupola del Brunelleschi dall’autostrada, a Roma quella di San Pietro dovunque. A Brno invece la Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo. E’ il primo impatto visivo che avrete dalla stazione del capoluogo moravo, perchè la cattedrale gotica si trova sulla collina Petrov, un’altura del centro storico. L’esterno è bello, l’interno di meno, forse perchè l’originale è stato assorbito dalle successive stratificazioni. Ma una visita la merita. Il centro di Brno è pulito, tranquillo e ordinato nel suo disordine. Può sembrare un controsenso, ma non è così. La città moderna fa a spallate con quella storica. Si può imboccare un vicolo stretto e ritrovarsi nel XVII secolo. O viceversa. Senza motivo. Insomma, Brno non ha la sindrome di Peter Pan: è gelosa del suo passato, ma ha anche smania di crescere. E di sentirsi più di una sorella minore di Praga.

Brno cattedrale dei santi Pietro e Paolo
Brno. Sullo sfondo la cattedrale dei Santi Pietro e Paolo

Il mercato silenzioso

Una delle piazze più belle è quella del mercato superiore , uno spazio enorme in leggera pendenza con al centro una imponente fontana. E’ qui che si svolge il mercato cittadino. Quanto è differente da quelli italiani: c’è un silenzio irreale, nessuno blatera o contratta. E non c’è manco l’ambulante che grida:”NON RUBATE CA QUA E’ TUTTA ROBBA ARRUBATOSKY”. Senza dimenticare che alla fine la piazza è restituita al suo decoro in un batter d’occhio.

vvoe / Shutterstock.com

 

Brno mercato settimanale
Brno. Il mercato settimanale

 

Il pub dei riders

Mentre girovaghiamo senza meta per il centro ci imbattiamo in pub molto originale: è un antro tetro, ricavato forse dalle fondamenta di un precedente edificio. E’ gestito da due riders, probabilmente comparse della Serie Tv “Sons of Anarchy“. Le condizioni igieniche non superano la soglia della decenza e la clientela lascia a desiderare, anche perchè c’è un sosia di Peter Griffin che dice “hi” prima di accasciarsi per la sbronza. Pazienza. Comunque la birra è ottima (siamo nella patria o quasi d’elezione). Mentre intorno a noi il circolo degli intellettuali di Brno (vedi foto), composto da Kafka, Kundera e Vaclav Havel, sorseggia il quinto boccale (di birra, of course) della giornata. Ah, sono appena le 17!

il noto circolo degli intellettuali di Brno
Brno. il circolo degli intellettuali

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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