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Un treno di nome Anna Frank

Ancora non si è placata la polemica sugli adesivi di Anna Frank trovati in Curva Sud allo Stadio Olimpico di Roma, che ancora una volta il nome della giovane vittima del nazionalsocialismo torna alla ribalta. Stavolta sono proprio i tedeschi, e la Deutsche Bahn in particolare, a suscitare critiche intorno alla figura della giovane ragazza di Francoforte sul Meno. Gli intenti dell’azienda erano sicuramente nobili, ma intitolare un treno ad Anna Frank per molti è un insulto insuperabile, almeno per chi in Germania ancora non riesce a togliersi di dosso il senso di colpa e vergogna per quanto accaduto negli anni ’40 del secolo scorso.

un treno di nome anna frank

In occasione della messa in attività di 25 nuovi Intercity è stato lanciato un contest per far decidere agli utenti i nomi da dare ai treni. una tradizione che in Germania esiste già da un po’. Abbiamo infatti gli Intercity con nome proprio tipo il Deichgraf, il Bodensee, il Grossglockner e ora si è pensato di dare ai treni dei nomi propri di personaggi tedeschi importanti. Nella lista dei nomi troviamo lo studioso Alexander von Humboldt, il musicista Ludwig van Beethoven, gli scrittori Thomas Mann e Heinrich Heine, lo scienziato Albert Einstein ed anche Anna Frank. Un treno di nome Anna Frank però rappresenta per molti una scelta di cattivo gusto. Proprio i treni della Reichsbahn sono stati lo strumento dei nazionalsocialisti per deportare gli ebrei nei campi di concentramento. Questo contrappasso è per molti dunque un qualcosa di inaccettabile.

E pensare che invece la volontà della Deutsche Bahn e della commissione designata alla scelta dei nomi era semplicemente di onorare personalità importanti della storia e della cultura tedesca. Un epic fail giudicato “doloroso” dai responsabili dell’ Anne-Frank-Zentrum di Berlino. Un’esagerazione? A mio avviso sì. La Deutsche Bahn voleva semplicemente mantenere vivo il ricordo della giovane ebrea, non certo infangarne la memoria. Di questi tempi purtroppo basta un nonnulla per gridare all’antisemitismo, anche semplicemente intitolare un treno alla memoria di una cittadina tedesca vittima della follia del nazionalsocialismo. Questo dimostra ancora una volta (ma non ce n’era di certo bisogno) come Italia e Germania – nonostante un passato comune – affrontino diversamente il rapporto con la propria Storia recente.

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