Katmandu (Nepal): la dea bambina, le scimmie e la fontana di birra (pt.2)4 min read

Nepal: Benedict eggs e polli da spennare 

Katmandu-Nepal-centro
Katmandu, Nepal: il centro della capitale

Sveglia presto e ottima colazione in albergo: ho provato le “benedict eggs”, una sorta di toast con l’uovo sopra servito molto elegantemente. Una rapida corsa in camera e poi via verso Durbar Square. Alla fine, secondo me, quella di Kathmandu risulterà più bella di quella di Patan. Come in ogni posto turistico del mondo ci sono sempre gli avventori che propongono qualsiasi servizio con il solo scopo di spillarti soldi, vedendo il turista come un pollo da spennare. A tutte le latitudini del sub continente indiano questi “commercianti”  sono particolarmente insistenti e fastidiosi. A tal proposito ho perfezionato una tecnica di “fuori dalle palle” eccellente: fingo di non sapere una parola d’inglese e rispondo in “italiano ?” “Ehm no” “ah sorry io no spik inglisc”. Di solito funziona. A Kathmandu ho beccato la guida che parlava italiano. Colto di sorpresa mi faccio fregare e cedo. I venti dollari richiesti in un primo momento diventano sei dopo un’estenuante trattativa (avevo 6 dollari, resto dell’ufficio nepalese del visto, di cui mi dovevo disfare) perché qui si tratta pure per un bicchiere d’acqua.

 

Durbar Square: tra vestali, kamasutra e alcool

Kathmandu- Nepal- tempio
Katmandu, Tempio nel centro cittadino

Tra i monumenti più interessanti di Durbar Square da segnalare: 1) è il Kumari Chowk dove dimora la Kumari ossia una divinità vivente, scelta con un rituale macabro tra le bambine di 3 anni e che tornerà ad essere una comune mortale quando perderà molto sangue (non importa la causa ma vi lascio immaginare di solito a che età perde i poteri di Dea). Si dice che vedere la Kumari porti fortuna, ho aspettato che si affacciasse dal balcone pazientemente (fotografarla é proibito) ed ho incrociato il suo sguardo nei 3 secondi che ha concesso a noi comuni mortali (manco Lady Gaga,ah già: lei è una Dea, quella al massimo una diva) 2) la statua di Kala Bhairab. Si dice che mentire di fronte a questa statua comporti la morte istantanea. Ho detto “Juve Merda” e sono ancora vivo. 3) la statua di Seto Bhairab. Ogni anno in occasione dell’Indra Jatra dalla bocca di questa statua (chiusa dietro una griglia il resto dell’anno) sgorga della birra sacra, i “fedeli” si accalcano per bere un po’ della bevanda che, ingurgitata, porterebbe fortuna. Chi becca il sorso con il pesce rosso buttato nel barile “sacro” è ancora più fortunato. Birra benedetta: avanti sti nepalesi. 4) il tempio di Jagannath. In cui sono presenti 25 posizioni del kamasutra. I maschi vengono qui a pregare affinché… vabbè se avete un po’ di fantasia ci arrivate! Quando si dice che per farti quella tipa ti serve un miracolo.

L’ Ade nepalese e la grande Stupa

Dopo aver visitato tutta la piazza mi sposto a Pashupatinath. Questo complesso di templi è caratterizzato anche dal fatto che qui vengono cremati i morti poveri (i ricchi vengono seppelliti nei templi, c’è classismo anche qui gente) e gettati nel fiume, che andrà a confluire nel Gange, fiume sacro in India. Da segnalare all’interno di un tempio un enorme toro dorato di cui ho potuto fotografare solo il posteriore (e le palle) perché l’accesso al tempio era riservato ai soli induisti. Pausa pranzo. Vado a Basantapur Square dove c’è la più grande stupa del Nepal, purtroppo anche questa danneggiata pesantemente, con la classica punta (quella tipica di tutte le cartoline del nepal, con gli occhi del Buddha ed il ghirigoro sotto che è il numero 1 non un naso) distrutta dal terremoto. Nella piazza ci sono molti ristoranti panoramici, fosse stata integra sarebbero venute fuori foto bellissime da mettere su Facebook. Nelle viuzze interne ci sono dei magnifici monasteri buddisti molto belli che vale la pena visitare.

Katmandu-Durbar square
Katmandu, Nepal: prospettiva di Durbar Square

Le scimmie di Swayambhunath

La tappa successiva è il tempio Swayambhunath detto il tempio delle scimmie perché invaso da questi simpatici animaletti. Nel tentativo di avvicinarmi per fare un selfie con una di loro, me la sono ritrovata sulla spalla! La strada di accesso al tempio più suggestiva è la scalinata che inizia con “tacci tua quanti sono” e finisce con un “però….che panorama!”. Da lassù si domina tutta Kathmandu. Il tempio è molto bello e ben tenuto, la foto da cartolina migliori alla fine saranno state scattate qui. Se siete fortunati vi potete pure beccare una lite tra scimmie.

 

Vito DoppioViaggio

 (2-continua)

 

 

Precedente Nepal: una gemma tra i ghiacciai (pt.1) Successivo Nepal: ritorno in India