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Die Schwarzen Jahre, l’arte degli anni 30 a Berlino

Che la Neue Nationalgalerie sia chiusa per lavori è ormai cosa nota. Una perdita che insieme alla chiusura del Pergamon Museum toglie a Berlino una buona dose di peso specifico in campo artistico. Sono pochi, ma i turisti che vengono in città per ammirare i musei ci sono. E se la mostra su Botticelli, le visite guidate al Boros o le visite gratuite ai musei minori di Berlino non dovessero bastarvi, in aiuto viene l’Hamburger Bahnhof, luogo di vitale importanza per l’arte cittadina a pochi passi dalla Stazione Centrale.

Già di per sé una visita all’Hamburger Bahnhof vale la pena per vedere la riconversione di una delle stazioni cittadine in museo di arte contemporanea, se a questo aggiungiamo la mostra “Neue Galerie: Die Schwarzen Jahre”, ecco che una mattinata al museo va messa in conto durante il vostro soggiorno berlinese. La mostra è pensata appositamente per poter permettere ai visitatori in città di godere delle opere che di solito vengono esposte alla Neue Nationalgalerie. Per evitare che queste siano messe nel dimenticatoio per due anni, si è deciso di esporre con cadenza semestrale alcune di queste nei locali dell’Hamburger Bahnhof, appunto.

Si inizia con una selezione di opere prodotte tra il 1933 ed il 1945, opere che sono state acquisite dal museo negli anni del nazionalsocialismo o che a causa degli ideali nazionalsocialisti sono state requisite dal Regime e sottoposte a censura. I visitatori avranno quindi la possibilità di ammirare opere importati di Pablo Picasso, Lyonel Feininger, Otto Dix, Käthe Kollwitz, Rudolf Belling ed Ernst Ludwig Kirchner, tra gli altri.

Gli oggetti selezionati per la mostra sono così diversi, così come le vite degli artisti che li hanno creati. Alcune opere hanno goduto dell’approvazione del Regime e sono state innalzate ad esempi di arte ‘nazionale’, mentre altre sono state considerate semplicemente “arte degenerata”. Molti artisti sono stati perseguitati e costretti all’esilio, ad altri è stato negato il diritto di esporre le loro opere, mentre altri potevano contare su sussidi statali. Tuttavia i confini tra l’approvazione e la censura erano spesso molto labili e le decisioni ufficiali riguardo l’arte non erano sempre coerenti.

A photo posted by Anjouna (@missjouni) on

A completare la mostra una selezione interessante di opere italiane prodotte durante il Fascismo. Quindici opere di Giorgio de Chirico, Carlo Carrà e Mario Sironi donate alla Germania nazista dagli amici ed alleati italiani.

Neue Galerie: Die Schwarzen Jahre
Geschichten einer Sammlung. 1933 – 1945

Fino al 31.07.2016
Hamburger Bahnhof – Museum für Gegenwart

http://www.smb.museum/

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