Cosa vedere a Zagabria in un giorno e mezzo11 min read

Comincia la nostra Anabasi. Lunghissima, lenta e piena di imprevisti. Proprio come il contingente di mercenari greci inviati in Persia senza biglietto di ritorno. Sia chiaro: noi i biglietti li abbiamo comprati, ma comunque ci attende una maratona non stop: prima da Skopje a Belgrado, poi Zagabria e infine a Brescia. Tradotto: due giorni da trascorrere ininterrottamente su bus e treni. In pratica si parte da Skopje alle 22 di sera. E siamo gli unici italiani, pardon, stranieri a bordo del pullman. L’autista ci domanda:

Where are u from (Da dove venite?)

Noi titubanti: “Italy”

“Wow!!! I love Italy! And which city? (Adoro l’Italia. Da quale città venite?)

Noi ancora titubanti:”Naples”

“Wonderful. My favourite city. By now, you are under my protection”. (Meraviglioso. La mia città preferita. Da questo momento siete sotto la mia protezione).

Il gelo alla frontiera

Ricordate il viaggio all’andata. Beh, il percorso è lo stesso. Solo che è di notte, non più di pomeriggio. Quindi alla dogana serba siamo costretti a scendere dal pullman e consegnare i documenti per il riconoscimento. Normale? Fa freddissimo. E noi siamo vestiti in bermuda e t-shirt. Non avevamo pensato a questa eventualità. Sul versante macedone funziona diversamente. Sale il poliziotto e ritira uno per uno passaporti e carte di identità, poi li porta in ufficio, infine dopo mezz’ora li riconsegna. Sempre uno per uno. Non aspettiamo al gelo, ma si perde tanto tempo.

Alle prime luci dell’alba siamo a Belgrado senza aver quasi chiuso occhio. Abbiamo qualche ora da spendere nella capitale serba e così ne approfittiamo per fare colazione in centro. Poi, zaino in spalla e dritti verso la stazione. Oddio, anche troppo dritti. Al punto da trovarci all’ospedale cittadino per sbaglio. Alla fine ci rimettiamo in carreggiata e arriviamo in biglietteria. Ad attenderci una fila selvaggia, tipo quella alla posta il giorno di “riscossione pensioni”.

Sale l’ansia, l’angoscia scende in fondo al cuore, brividi di freddo lungo il corpo e un chiodo fisso in testa:” Dopo tutta questa fatica, rischiamo di perdere il treno”. Ma anche stavolta un anonimo santo protettore ci salva. E per il rotto della cuffia riusciamo a salire a bordo.

In viaggio verso la Croazia

Sprofondiamo sui sedili pronti per lasciarci andare a un sonno ristoratore. O almeno questa è la nostra intenzione. Peccato che un pestifero bambino non sia della nostra idea. Strepita, grida, corre avanti e indietro. Piange. Molla qualche calcio al sedile di fronte. Finché una ragazza tedesca non reclama il suo Lebensraum e lo zittisce con un bestemmione. Magicamente il “Criaturo” si spegne. Dopo un malinteso per i posti assegnati con un croato abbastanza scorbutico, ci alziamo e cambiamo carrozza.

Qui incontriamo un signore serbo. Vive in Norvegia e tutta la sua vita è stata un lungo girovagare. E’ stato anche in Iraq al tempo della guerra. Parla un ottimo italiano e ci racconta la sua infanzia in un paese in pace, unito e senza nazionalismi. Lui stesso è figlio di madre croata e  padre serbo. Ha una indole un po’ (eufemismo) complottista. “Le Torri Gemelle? “Ahhhh, Love Story. Tutto falso”! I vaccini? “Ahhhhh, Loooove Story. Tutto falso”.

Però è simpatico  e molto generoso, come tutti i serbi, del resto. Ci dà un panino con sottaceti e fette di tacchino e ci offre anche un passaggio in taxi che noi decliniamo. Si congeda da noi con una grande massima:”Ahhh, questo è il bello dei Balcani. Ognuno fa il cazzo che gli pare”. Sentenzia così mentre si accende la Marlboro in treno davanti al cartello “No Smoking”.

Cosa vedere a Zagabria

Infine eccoci a destinazione. Stanchi, distrutti, morti. Raschiamo dal barile le ultime energie per visitare la capitale croata. Ci confrontiamo per stabilire cosa vedere a Zagabria e ci rimettiamo in marcia. Ecco, quindi, la nostra lista dei monumenti (e non solo) più importanti.

Trg Bana Jelacica

Ehhhh? Non vi spaventate. Non è un codice fiscale. E’ la piazza principale di Zagabria, il cuore pulsante della movida e degli affari, ma anche il nucleo storico della città. Da un lato le luci blu fosforescenti, le vetrine dei brand di moda più prestigiosi e i locali per giovani, dall’altro i palazzi della Secessione e la statua a cavallo del patriota Jelacic.


Insomma Trg Bana Jelacica è un luogo che racchiude in sè le due anime della capitale: quella che guarda al futuro e quella rivolta al passato. E forse questo piccolo controsenso è confermato da un’altra particolarità: l’intera area è pedonale, ma al tempo stesso attraversata dai tipici tram blu croati. Che vi piacca o meno questa disposizione architettonica, la vostra gita a Zagabria non può che partire da qui.

Chiesa di San Marco

E’ la cosa più bella da vedere. Senza ombra di dubbio. E’ una chiesa edificata nel XII secolo, si trova nella parte alta della città a poca distanza dalla sede del Parlamento. E’ il luogo simbolo di Zagabria e della Croazia intera. Lo si capisce immediatamente dallo splendido tetto decorato con piastrelle bianche e rosse ( i colori nazionali) per fare da sfondo agli stemmi policromatici della città e dell’antico regno di Croazia, Slavonia e Dalmazia. Un autentico splendore.

 

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🇭🇷 Zagreb, Croatie. Une toiture qui en jette #saintmarkchurchzagreb #gradec #aagreb #croatie

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Meraviglioso anche il portale gotico. Risale al XIV secolo e ha 11 nicche che ospitano 15 effigi che riproducono la Sacra Famiglia, San Marco e il Leone e i 12 apostoli. Davvero molto suggestivo. L’interno ricalca lo stile tardo gotico con 3 navate e volte a vela, mentre sulle pareti scorrono affreschi con scene bibliche. Ah, una buona notizia: la visita è gratuita. Non male, no?

Cattedrale di Zagabria

Imperiosa e autorevole. Queste sono le prime due cose che abbiamo pensato dopo averla scorta. E non è un caso. La cattedrale di Zagabria è uno degli edifici religiosi più alti. A slanciarla sono le guglie cuspidate che si arrampicano fino alle nuvole. Ricordano un po’ Notre Dame de Paris, mentre il campanile con la cupola a cipolla è la carta di identità della grande architettura mitteleuropea.


La severità dell’esterno si riflette all’interno, nel complesso meno interessante. Al di là di questo, la  Cattedrale dell’Assunzione della Vergine Maria custodisce anche tesori di inestimabile valore con suppellettili preziose che risalgono sia all’XI secolo sia a tempi più recenti. Le altre cose interessanti da vedere sono le vetrate policrome, l’enorme lampadario della navata e le spoglie mortali del controverso beato Stepinac. Una buona notizia per il vostro portafoglio: l’entrata è libera, anche se regolata dai seguenti orari: 10-17, dal lunedì al sabato, 13-17 di domenica.

Parco di Maksimir

E’ il giardino botanico di Zagabria, ma forse è troppo riduttivo definirlo così. Il Parco di Maksimir è il polmone della città e dista appena 10 minuti di cammino da Piazza Jelacica. Conta circa 10000 specie vegetali incorniciate in un tipico giardino all’inglese con fontane, laghetto, ponticelli e viuzze tortuose. E’ un bel idillio impressionista e merita una visita, anche se non siete appassionati di botanica.

Del resto, nel parco è presente anche un piccolo zoo per i più piccini. Tuttavia, se non avete prole al seguito, potrete sempre sorseggiare un caffè o bere una bibita fresca nel caratteristico chioschetto bianco. Dai, ve lo potete permettere. Anche perché l’ingresso è completamente gratuito. Fate solo attenzione all’orario di chiusura previsto per le 19.

Museo Mimara

E’ il museo più bello di Zagabria. Senza dubbio. Si trova in uno splendido palazzo rinascimentale annunciato da eleganti aiuole fiorite. Prende il nome dal mecenate Topic Mimara che ha donato la sua collezione alla città. Il museo ospita circa 3700 opere di epoche e provenzienze diverse: dalla preistoria all’età contemporanea, dall’Egitto all’America.

 

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Mimara Museum, Zagreb. 🔅 Donji Grad is the centre of modern Zagreb. This part of the city dates from the 19th century and contains famous squares, tree-lined streets, museums, galleries, shops, cafes, gardens, parks and important public buildings constructed in different architectural styles. 🔅 Blog Link in Bio. 🔅 #croatia #croatiafulloflife #croatia_photography #croatiannomads #instacroatia #wonderlustcroatia #croatiapostcards #zagreb #europe #europetrip #europe_vacations #europe_gallery #euro #europetravel #europa #europe_greatshots #architecture #monument #roman #romanforum #sunset #city #heritagesite #church #travel #travelblogger #museum #building #summertrip #travelblogger

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I pezzi più importanti sono le tele dei grandi maestri dell’arte come Velasquez, Rembrandt, Goya, Delacroix, oltre ai capolavori di Giorgione, Lorenzetto e Canaletto. Anche per questo motivo una visita al Museo Mimara è sacrosanta.

oRARI DI APERTURA E COSTO BIGLIETTO

Costo biglietto: intero 5,30 euro. Si applicano riduzioni per studenti, bambini e pensionati (4 euro). Orari: variabili

ottobre-giugno

martedi, mercoledì, venerdì e sabato 10-17

giovedì 10-19

domenica 10-14

luglio-settembre

martedì-venerdì 10-19

sabato 10-17

domenica 10-14.

Cosa e dove mangiare

La cucina croata varia in base alle regioni. In Dalmazia assaggerete piatti a base di pesce per ovvi motivi, ma in Slavonia e nella capitale vince la carne all’ arrosto o allo spiedo, proprio come in Serbia. In particolare a Zagabria si mangia:

  • Zagabrabacki Odrezak: molto simile al nostro cordon bleu, si tratta di carne di vitello condita con prosciutto e formaggi.
  • Pecenje con mljnci o pecenikrumpir: è un piatto “assemblato” con carne accompagnata da pasta al forno o patate.
  • Peka Janjetina: agnello cotto in piastra con cenere.
  • Sir i vrhnje: si tratta solo di formaggio fresco con panna acida, al netto dell’impronunciabilità.
  • Palacinke: crepes dolci farcite con ingredienti a scelta.

 

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3️⃣0️⃣ komada (sa domaćim džemom) . . #palacinke #crepes #njamnjam

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Queste sono le pietanze più diffuse nella capitale croata. Tuttavia, in molti locali servono anche prodotti provenienti da altre regioni. In particolare il gulash della Slavonia, denominato Cobanac, così come gli evergreen Cepvacici.

In Croazia si distingue tra ristoranti (Restauracja), trattoria a conduzione familiare (Gostionica) e pub (Pivnica). Nella capitale sono molto diffusi i primi e gli ultimi. Nella categoria “raffinato” consigliamo il Dubrakvin Put situato nella città alta, mentre per i “più economici” vale la pena provare l’Heritage, un localino accogliente e dai prezzi modici.

Piccola avvertenza sulla moneta a Zagabria. Quasi nessun locale accetta gli euro. E non si sa perché. Quindi, vi conviene sempre cambiare banconote di piccolo taglio in kune. Ricordatevi che una kuna equivale a 0,13 euro.

Dove dormire

Anche qui le alternative non mancano. La capitale croata offre varie soluzioni a seconda delle esigenze. Tra gli hotel a 5 stelle di Zagabria segnaliamo lo splendido Esplanade Zagreb Hotel a 900m dal centro e lo Sheraton Zagreb Hotel. Ma siccome io e Paolino siamo ignoranti, abbiamo optato per l’ostello.

Il più bello di tutti è l’Adriatic Train Hostel. In pratica alloggerete in una locomotiva del 1968 all’interno della stazione centrale di Zagabria. Dormirere dentro il treno e avrete la possibilità di farvi la doccia gratuitamente solo per 40 secondi. Inusuale, sicuramente, ma estremamente bello e caratteristico. Un’esperienza che consigliamo. I prezzi partono da 14,95 euro fino a 19,84 euro per la “camera singola”.

 

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#🇭🇷 #adriatictrainhostels #glavnikolodvorzagreb #hostel #accorhotels #ibishotel #hiltonhotel #waldorfastoria #kempinski #ritzcarlton

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Altrimenti potete optare per l’ostello della gioventù. Certo l’età media è bassa e se andate per gli-enta vi sentirete un po’ vecchi. Il costo sale, ma neanche tanto. Troverete quasi sicuramente posto anche senza prenotazione. Tuttavia, prima è necessario iscriversi per ottenere l’Hostelling International Card. Dura un anno circa e vi offre alcuni vantaggi come lo sconto del 10% sul pernottamento in un’altra struttura del circuito.

Bene, qui si conclude il nostro racconto di viaggio a Zagabria. In realtà, ci sarebbe ancora un’altra cosa da dirvi. Vi ricordate il giorno della partenza? Beh, nella fretta io e Paolino abbiamo prenotato due bus diversi. Morale della favola, io dovevo aspettare a Zagabria una notte in più. Alla fine Paolino, tra una imprecazione e uno sguardo schifato, ha rinviato la partenza anche lui. Sembra cattivo, ma in fondo non lo è. In fondo, in fondo.

Beh, ora vi diamo l’appuntamento alla prossima puntata, cioè il finale di stagione del nostro Balkan  Tour! Ciao.

 

 

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2 commenti su “Cosa vedere a Zagabria in un giorno e mezzo11 min read

  1. Annalisa il said:

    Buonasera,
    ho letto con interesse questo articolo e mi chiedevo … qual è per voi il paese più bello dei Balcani..

    • viaggiignoranti il said:

      Ciao Annalisa. Abbiamo amato molto la Serbia per l’ospitalità.
      Ma Skopje (la capitale della Macedonia) ci ha emozionato. Non fosse altro per come siamo riusciti a raggiungerla!

I commenti sono chiusi.