Skopje: tra oriente e occidente: una capitale da vedere

Attraverso l’ignoto arriviamo alla conoscenza di noi stessi. Misuriamo i nostri limiti per poi superarli. E’ questo che ci ha spinto a prendere un pullman serbo per raggiungere Skopje, la capitale della Macedonia. La partenza è fissata per il primo pomeriggio, l’arrivo è previsto per le 22:30 in una città per noi sconosciuta. Ovviamente non sono mancati i contrattempi e gli inconvenienti. A cominciare dal cartello degli orari di partenza e arrivo dei bus. Beh, erano scritti in cirillico. Per completezza dell’informazione guardate questa foto.

Orari bus stazione di Belgrado

Ma non è tutto. in Serbia per accedere alla pensilina dov’è parcheggiato il bus bisogna pagare una piccola tassa in dinari. E’ una cifra irrisoria. Il punto è che noi non abbiamo “spicci”. E così il nostro viaggio comincia con una lotta contro il tempo. Mancano 10 minuti alla partenza e dobbiamo racimolare il denaro, altrimenti addio impresa. Proviamo con gli euro, ma ce li rifiutano, chiediamo di  cambiare una banconota da 20, ma ci rispondono di no. Carta di Credito o “Postamat”? Macchè. Improvvisamente, il genio. Cambiamo le ultime 3-4 monete croate rimaste dopo lo stop and go a Slavonski Brod. Bastano per accedere al gate. Pericolo scampato.

In pullman verso Skopje

Dopo altri inconvenienti con i bagagli e altri soldi da pagare, saliamo a bordo. Dovremmo trascorrere 8 ore sul pullman. Sono tante, ma il viaggio dovrebbe essere confortevole. Già, dovrebbe. E invece non lo è. Perché dietro di noi c’è una persona che ha un tic assurdo. Ogni 15 secondi tira su il naso e al contempo emette un sibilo. E tutto questo fino alla frontiera. Paolino la prende bene. Risponde con insulti a mezza bocca incomprensibili per il disturbatore. E mentre dal finestrino scorrono le immagini dei villaggi serbi, decidiamo di impicciarci degli affari dei nostri vicini: due ragazzi, un’americana e un canadese. Non avendo di meglio da fare, ci limitiamo a fare una telecronaca dell’approccio senza esito del canadese.

area di sosta al confine tra Serbia e Macedonia
Selfie davanti a un improbabile autogrill al confine tra Serbia e Macedonia

Dopo aver attraversato passi montuosi a strapiombo, superato la frontiera e il controllo dei documenti, finalmente arriviamo a Skopje. Per evitare gli errori di Belgrado, decidiamo di cambiare i soldi nell’unico modo che conosciamo: bevendo! Assaggiamo subito la Skopsko, una birra chiara che scende una meraviglia. Al bar/localaccio della stazione un ragazzo ci chiede in italiano se vogliamo un passaggio. Già, con nostra grande sorpresa, qualcuno in Macedonia parla la nostra lingua e con sommo rammarico di Paolino che così sarà costretto per le prossime 24 ore a non dire parolacce.

Las Vegas dei Balcani

Dalla stazione, in taxi, si raggiunge il centro anche con 3 euro. Ma noi proseguiamo a piedi. Abbiamo fatto 30, facciamo anche 31, pertanto ci incamminiamo. Superiamo i vialoni d’epoca sovietica, attraversiamo le strade con qualche brivido, costeggiamo dei giardinetti e…veniamo inondati da un diluvio di luci. Ecco Skopje, la Las Vegas dei Balcani, la periferia balcanica di Napoli, meglio ancora, la Caracas (ex) jugoslava. Qualunque connotazione vogliate dare a questa città, il risultato è lo stesso: ce ne siamo innamorati. Troppo tamarra, troppo “ignorante” (nel senso buono del termine): galeoni di legno artificiali improvvisati come ristoranti, discutibili palazzi in stile neo classico from XXI secolo, musica latino-americana mista a turbofok, gente in giro come alla sagra del paese e bandiere macedoni ovunque. Siamo nel punto più a sud del nostro viaggio. E’ notte, ma ce l’abbiamo fatta. L’impresa e compiuta!

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Cosa vedere a Skopje

Cosa vedere a Skopje? Non è difficile rispondere a questa domanda. Noi siamo rimasti qui 24 ore  e possiamo comunque affermare di aver visto abbastanza. Anche perché la città somiglia più a un capoluogo di regione che a una vera e propria capitale. E poi c’è una considerazione da fare: Skopje ha due anime che architettonicamente fanno a cazzotti, marmo e cemento contro pietra, occidente contro oriente. Da un lato la parte moderna, anzi nuovissima, scintillante e un po’ trash, dall’altra quella antica, raccolta e timida. Diverse, ma unite da un ponte, simbolo di pace e tolleranza nei Balcani. Ma ecco la lista dei principali luoghi di interesse di Skopje.

  • Old Bazar
  • Il ponte di pietra
  • La mosche di Mustafa Pasha
  • Piazza Macedonia e Arco di Trionfo
  • Casa di Madre Teresa di Calcutta

Old Bazar

Un angolo mediorientale nei Balcani. Ma forse sarebbe più giusto un pezzo di Turchia trapiantato in Macedonia. Le bandiere e le foto di Erdogan sono un po’ ovunque. Ma al di là degli interessi geopolitici, il vecchio di Bazar di Skopje  è una perla e per grandezza è secondo solo a quello di Istanbul. L’aria è satura di odori: olio, frittura, agrumi, kebab e pellami. E’ un luogo magico in cui le lancette scorrono lentamente, mentre il muezzin chiama alla preghiera. Ogni incrocio nasconde un tesoro architettonico o il giardino curato di una piccola moschea, sullo sfondo i minareti disegnano lo skyline di questo scorcio di Skopje. C’è un solo modo di esplorare l’Old Bazar ed è perdersi per poi ritrovarsi davanti a un “cafè” a sorseggiare tè. (già, in questa parte della città l’alcool non viene servito in tutti i locali).

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Il ponte di Pietra

L’Old Bazar si raggiunge tramite il ponte di pietra di Skopje. Poggia su eleganti arcate ed è uno dei simboli della capitale macedone. La sua funzione è simile a quella di una  macchina del tempo che trasporta in pochi passi da un’epoca all’altra, dall’ambiziosa Skopje moderna a quella antica. In molti non resistono alla tentazione di scattarsi un selfie. Persino gli sposi. E per la verità nemmeno io posso fare a meno di mettermi in posa come testimone scomodo. Del resto lo avevo già fatto qui: a Lublino.

Sotto lo Stone Bridge scorre il fiume Vardar. Alcune guide hanno il coraggio di considerarlo un’attrattiva. Magari di notte. Alla luce del sole il colore varia tra marrone organico ora flebile ora intenso. Inutile aggiungere cosa ha pensato Paolino dopo averlo visto di giorno. Nonostante il discutibile cromatismo, alcuni fidanzatini si concedono una romantica passeggiata al tramonto sul lungofiume.

La moschea di Mustafa Pasha

La moschea di Mustafa Pasha fa da sentinella al vecchio bazar. Merito della sua posizione elevata. Nonostante i restauri successivi al terremoto del 1963, il complesso ha mantenuto la sua bellezza. L’esterno è dominato dal porticato e da una fontana sormontata da una cupola per le abluzioni. Un portico retto da 4 colonne annuncia la facciata del luogo sacro affiancata da un alto minareto. L’ingresso è libero e gratuito. L’unica avvertenza è quella di togliersi le scarpe prima di accedervi.

moschea mustafa pasha skopje
L’affascinante mosche di Mustafa Pasha

Piazza Macedonia e Arco di Trionfo

Attraverso ponte di pietra si ritorna nella città nuova, in particolare a Piazza Macedonia. Sul perimetro sfilano negozi, caffè, bar e pub, al centro una statua altissima in bronzo di Filippo il Macedone appoggiata su un pilastro che sormonta una fontana. Non proprio un capolavoro del buongusto. Di sera il trash si trasforma in ridicolo: si accendono luci a led abbaglianti e in lontananza si ha l’impressione che il valoroso Filippo sia sceso da un’astronave. Ah, piccola annotazione per i cultori della serietà storica: Filippo non era macedone.  Ma ai locali piace crederlo. Non a caso c’è in atto un contenzioso con la Grecia proprio sul nome “Macedonia”.

Statua di Filippo il Macedone a Skopje
Sta per decollare Filippo il Macedone

L’arco di Trionfo del kitsch. Non ci sono altre parole per descriverlo. Avete presente i negozietti di souvenir che riproducono l’Arc du Triomphe parigino. Ecco, ingrandite il ricordino a grandezza naturale e avrete quello di Skopje. Ma con due sostanziali differenze: la prima è che non si capisce il senso di tutto ciò, la seconda è la presenza di un distributore automatico di Bevande e Caffè all’interno. Forse una provocazione dadaista? Un omaggio futurista?

Casa di Madre Teresa di Calcutta

No, niente di tutto questo. Lo stesso distributore lo ritroviamo nel sottoscala della casa di Madre Teresa di Calcutta. Oggi l’edificio è un museo, anche se dall’esterno fa di tutto per non sembrarlo: pietra e vetro, antico e moderno, serietà e bizzarrie. Insomma, la sintesi in Macedonia non esiste. Soprattutto sul piano architettonico. L’ingresso è libero. Anche perché l’interno non è molto ricco: qualche foto e il letto in cui ha dormito da giovanissima. Ah, piccolo avvertimento: questa non è in realtà la vera casa di Madre Teresa. E tra le altre cose, la santa di Calcutta era nata qui, ma era albanese. Allora perché abbiamo inserito il Memorial House nella lista delle cose da vedere a Skopje? Beh, perché è un po’ come andare a Roma e non vedere il papa.

Memorial house of Madre Teresa Skopje
Il bizzarro museo/casa di Madre Teresa di Calcutta

Hotel a Skopje

Dove dormire? Cominciamo con una bella notizia. Se siete parsimoniosi, la capitale macedone fa per voi. Costa tutto davvero poco. Anche meno di Belgrado. Noi abbiamo dormito con 13 euro a notte in un appartamento con vista “Arco di Trionfo”, quindi in pieno centro. Si tratta dello Skopje Arch Residence, nuovo, ordinato, pulito e ovviamente economico. Se amate invece il lusso, il migliore è il Marriot Hotel, proprio a Piazza Macedonia.

Cosa mangiare e bere a Skopje

La cucina macedone guarda a occidente e a oriente. Il primo polo è rappresentato dal piatto tradizionale: il tavce gravce, composto da fagioli e carne stufati separatamente e successivamente mescolati con verdure di vario genere. Ma anche i cevapcici, diffusi in Serbia e Bosnia, sono un doveroso tributo alla gastronomia balcanica. La tradizione ottomana sopravvive nella Turli Tava. Non lasciatevi ingannare dal nome. Le uova non c’entrano niente, si tratta di una tagliata di carne (vitello, montone o suino) e verdura non tanto diversa dall’italico spezzatino, anche se condito con cipolle e paprika. La Turchia è presente nel Kebap e nel Borek, una torta di verdure con pasta sfoglia. Se non siete ancora sazi, per dessert potreste ordinare il Sutlijash, un delicato budino di riso.

Già, ma dove assaggiare tutto questo ben di Dio? Beh, le alternative non mancano. Ma vi diamo una piccola dritta: provate sia i ristoranti nella città nuova, sia quelli nel vecchio bazar per tirare le somme. Noi abbiamo fatto così: la cena nella Skopje moderna, il pranzo in quella vecchia. Abbiamo mangiato in uno dei tanti ristorantini all’aperto sul lungofiume prima di Piazza Macedonia e in una osteria turca oltre lo Stone Bridge. Come bar consigliamo il Gastroteca Siesta, moderno, colorato, ma anche con una libreria vintage. Davvero una piacevole scoperta. E pensare che ci siamo entrati solo per ripararci dal temporale balcanico.  Da bere? Beh, l’abbiamo già detto: la Skopsko. Suggeriamo anche il baretto dell’hotel Old Bazaar, situato in una piazzetta silenziosa che confina con una moschea. Si sorseggia dell’ottimo tè, mentre il canto melodioso del muezzin invita i fedeli alla preghiera.

Bene, questo è il resoconto della nostra gita in Macedonia. Breve, fugace, ma intensa. Ora zaino in spalla e biglietto in tasca. Si riparte. Comincia un lungo viaggio di ritorno. Destinazione? Beh, lo scoprirete nella prossima puntata.

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