Il nostro viaggio nei Balcani: il prologo4 min read

Ci risiamo. Dopo 3 anni di attesa, abbiamo ripreso gli zaini impolverati dall’armadio e siamo ripartiti. Destinazione? Un viaggio nei Balcani. In treno? Macché, in pullman. Niente Interrail, stavolta si viaggia con Flixbus. D’accordo si va: ma dove di preciso? Ecco questo è il primo problema. Le destinazioni non sono facilmente raggiungibili. Flixbus ha una ottima rete di collegamenti in Europa Occidentale, ma verso Est si dirada, fino a diventare una fiumara in estate. Poco incoraggiante, ma ormai siamo decisi e corriamo il rischio. Andiamo a oriente. Costi quel che costi.

L’organizzazione

La prima cosa da fare è scaricare gratuitamente l’applicazione di Flixbus. Da qui è possibile acquistare il carnet da 5 biglietti “Scopri 5 città in Europa” a 99 euro, consultare la mappa dei collegamenti, gli orari delle partenze e prenotare i bus. Ora inizia la vera e propria organizzazione. Abbiamo a disposizione 5 viaggi e 8 giorni per muoverci nei Balcani. Con un’altra limitazione: non si possono ripetere le stesse tratte al ritorno. Per esempio, se usi il coupon per il viaggio Roma-Napoli, non puoi usarlo di nuovo per il tragitto inverso.

Quando Paolino lo scopre inizia a inveire come un carpentiere macedone. Così, giusto per ambientarsi in anticipo.. Superato il piccolo spavento, riprendiamo i preparativi nella speranza di aiutarci anche con i treni locali. Per il resto improvvisiamo. Compreso l’itinerario. Come sempre. Improvvisazione e adattamento: ecco i primi due consigli per organizzare un viaggio nei Balcani.

Perché proprio i Balcani

Alt: piccolo passo indietro. Perché abbiamo scelto di fare un viaggio nei Balcani? Non siamo poi così introspettivi, ma sia io sia Paolino eravamo bambini quando in Jugoslavia scoppiò la guerra, anzi le guerre. Ogni giorno al Tg e a scuola ci raccontavano di morti, feriti, fame e sangue, tanto sangue. E non capivamo perché. Siamo cresciuti anche con quella voglia di conoscere e di capire: cosa ne è stato dei 6 stati, 5 nazioni, 4 lingue, 3 religioni, 2 alfabeti 1 Tito?  Perché persone che avevano convissuto pacificamente per tanto tempo, d’un tratto avevano iniziato a uccidersi? Ecco in questo senso il nostro tour è un ibrido: camminiamo avanti, ma con lo sguardo rivolto indietro.

Eppure la storia recente non è la sola motivazione. Attraversare i paesi balcanici con i pullman (e in parte con i treni locali) significa vivere una grande avventura, incontrare culture diverse, conoscere nuove persone, sentirsi cittadini del mondo per qualche giorno e visitare belle città, villaggi caratteristici, lasciarsi affascinare dal mare e dalle montagne imperiose.

Itinerario nei Balcani

La partenza è fissata per le 23:00 da Brescia ed è l’unica certezza. Già, dal 2015 molte cose sono cambiate. Paolino non vive più a Nola, ma in Lombardia. E quindi lo starting grid è lì. Ah, ho dimenticato di dirvi una cosa: mancano 6 ore alla partenza, ma non abbiamo neanche uno straccio di itinerario. Le prime due ore se ne vanno per scegliere la seconda tappa, le altre due per imprecare contro la penuria del trasporto flixbus e locale, un’ora e mezzo per decidere se giocare la carta Sarajevo o Belgrado, l’ultima mezz’ora organizziamo l’itinerario. Eccolo qui:

  1. Brescia-Lubiana
  2. Lubiana-Bled-Lubiana
  3. Lubiana-Slavonski Brod-Belgrado (in treno da Slavonski)
  4. Belgrado-Skopje
  5. Skopje-Belgrado-Zagabria (bus+treno)
  6. Zagabria-Brescia

Totale? 3800 km circa e la follia totale di spingersi a Skopje con i pullman locali. E’ una sfida, ma noi non possiamo tirarci indietro. Si parte l’11 agosto, si torna il 18. Forse. Questa è la mappa definitiva del percorso.

viaggio nei balcani
Itinerario del nostro viaggio nei Balcani

 

 

 

I documenti

D’accordo: ci piace rischiare, ma non siamo mica sprovveduti. Pertanto qualche giorno prima abbiamo consultato il sito della Farnesina per vedere la documentazione necessaria per gli ingressi nei paesi balcanici. Anche perché ne attraverseremo un bel po’. Responso finale, basta la carta d’identità, elettronica o cartacea, valida per l’espatrio. Dunque, niente passaporto. A meno di deviazioni verso il Kosovo. Meglio così: del resto la Terra dei Merli è troppo lontana e non ho il tempo materiale per richiedere il passaporto.

Se consultate TripAdvisor ed altri portali di viaggio, potrete leggere che è meglio portare con sé anche il passaporto “perché le frontiere sono strane” e non stiamo viaggiando all’interno della UE. Beh, state sereni, il personale di frontiera è informato e non vi farà alcuna difficoltà. E poi io ho un compagno di viaggio rassicurante “Se ti fermano alla frontiera per via della carta d’identità io non ti conosco”. Severo, ma giusto.

viaggi on the road nei balcani
La devastazione psico-fisica sui volti di due post trentenni

 

 

 

Partenza

E allora si parte. Saliamo sul bus e iniziamo il nostro primo viaggio odissea. Direzione Lubiana, arrivo previsto alle 6:00 del mattino. E’ un deja-vu: ci siamo già stati 3 anni fa, di ritorno da Brno. Ci sono solo due piccolissime differenze: stavolta viaggiamo di notte e soprattutto fino alle 3 del mattino l’autista ci ammorba con il Greatest Hits della musica Balcanica. Ovviamente già a Peschiera sul Garda, Paolino comincia a dare segni manifesti di squilibrio. Sarà il leit motiv del nostro viaggio, come vedrete nelle prossime puntate.

 

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