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Dieci cose che fanno di te un vero berlinese

Kennedy ci ha provato nel suo tedesco stentato a proclamarsi berlinese con l’ormai stra-famoso “Ich bin ein Berliner” e puntualmente sui social media più di qualcuno continua a definirsi berlinese, anche se si trova nella Capitale solo da un paio di ore. Tutti si credono super esperti della città dopo aver visto Kreuzberg, aver mangiato il kebab di Mustafà e dopo aver passato un paio di serate nei locali cittadini (senza aver mai messo piede in locali storici come Bar25 e Icon, perché chiusi già da qualche anno, ma vabbè….).

I veri berlinesi, gli Urberliner, non amano in modo particolare i nuovi abitanti della città, siano essi di Stoccarda, di Madrid, di Roma o di New York. E a meno che non viviate la vera Berlino, quella popolare, quella meno “fescion”, quella lontana dal Uarscauabrucche e da Croizbberg no, non potete dirvi berlinesi neanche se vivete qui da 10 anni. Tante volte leggo articoli di sedicenti blogger che parlano della città, ma che poi “stringi stringi” dicono sempre le stesse cose, parlano sempre degli stessi posti e sembrano non conoscere davvero la realtà in cui vivono.

jfk

Come capire allora se si è davvero berlinesi o meno? Queste qui sotto sono esattamente le dieci cose che fanno di te un berlinese

1 – Mangia bio
Non importa quanto possa costare, non importa se poi non hai 2 euro per farti un kebabbino di nascosto dagli amici del tuo circolo radical-chic. mangia bio. Sempre e comunque. Spendi 3 euro per una zucca che al supermercato accanto trovi a 79 centesimi. Mangia carne di manzo a 19 euro al kilo perché stai sicuro che il manzo prima di morire ha passato una vita dignitosa. Fatto? Bravo.

2 – Goditi l’inverno
Se non ti piace il freddo che cosa ci fai a queste latitudini? Barcellona non ti piaceva? Lisbona era troppo umida? A Roma non si trova lavoro? Se riesci ad apprezzare i -15 e a Gennaio ti fai lunghe passeggiate lungo la Spree ghiacciata allora sì amico mio, sei davvero un berlinese!

3 – Ricevi (e rispondi a tono a) gli insulti dei ciclisti
I ciclisti a Berlino sono una razza a parte. Pensano di essere i padroni della strada, di avere la precedenza su tutti e se per errore ti trovi sulla loro pista ciclabile iniziano a suonarti il campanello già due kilometri prima. E no, non si fanno problemi a metterti sotto. Secondo me ci provano pure gusto. Per vendicarti, insultali e fai loro notare quanto siano scomodi quando salgono in 2000 sulla S-Bahn strapiena in orari in cui la gente gradirebbe andare e tornare dal lavoro in modo comodo ed umano. Anche perché, se hai una bicicletta, perché poi sali su S-Bahn e U-Bahn? “Hai voluto ‘a bicicletta? E mo’ pedala!”

4 – Lamentati della gentrification
E su queste pagine in passato pare che la sgentrifichescion fosse l’argomento principale. Però cari “berlinesi” miei, a meno che non viviate a Prenzlauerberg da 30 anni in un appartamento con la vasca da bagno in cucina, la toilette in comune sul pianerottolo ed un canone di affitto di 200 marchi orientali al mese, sappiate che non avete nessun diritto a lamentarvi della sgentrifichescion. Siete anche voi che avete contribuito a tutto ciò. Ed è inutile che andiate in piazza a protestare contro voi stessi, non trovate?

5 – Regala le cose che non usi più
O meglio detto: butta in strada materassi, divani, televisori, sedie, poltrone, armadi. Lascia libri che non usi più nell’androne delle scale. Ci sarà sempre qualcuno che passerà a “smaltire” i tuoi rifiuti per arredare il suo nuovo locale nello Schillerkiez. Altrimenti come vi spiegate tutti questi locali di Neukölln dove non c’è un divano uguale all’altro, un paio di sedie dello stesso design?

6 – Vivi in una WG
Perché a causa della gentrification del punto 4, non puoi più permetterti un monolocale a Mitte con i soldi che guadagni con il minijob. Sei stato costretto a lasciare il tuo quartiere per trasferirti appena di 500 metri. E condividi l’appartamento con altri ragazzi e ragazze che tanto quanto te odiano la sgentrifichescion. Li hai selezionati apposta attraverso un casting di 300 aspiranti coinquilini del resto.

7 – Bevi birra nella metro
Ma anche sulla S-Bahn, mentre cammini, sul tram, sul bus. E più è scadente ed economica e meglio è. Distruggiti le sinapsi tracannando come se non ci fosse un domani Sterni, Pilsator e altra robbaccia chimica che ti farà tanto tanto male. Tanto poi c’è la comunità e la Krankenkasse che pagheranno per te.

8 – Mangia cibo di strada
Non importa se sia un döner, un currywurst, un panino con il matjes o un asian box. Spendi poco e mangia il più possibile. Del resto con i soldi dell’Hartz IV non puoi permetterti il cibo bio come i berlinesi ricchi del punto 1. E poi una Sterni da 60 centesimi ci sta sempre bene per digerire no?

9 – Partecipa in una protesta
Vai a supportare i rifugiati della Oranienplatz. Vai a protestare contro la sgentrifichescion (basta!!!! sta sempre in mezzo!). Protesta contro la chiusura del tuo locale preferito che per colpa della sgent… (vabbé, basta davvero!) ha dovuto trasferirsi a Treptow perché a Prenziberg gli affitti sono troppo alti. Protesta contro l’abbattimento di un pezzo di East Side Gallery. Protesta contro il rumore dell’aeroporto di Tegel. Però non scordarti di protestare per i ritardi nell’apertura del nuovo aeroporto. Ma dove lo trovano tutto sto tempo per protestare i berlinesi? Vai al punto dieci

10 – Disoccupato è bello!
Quando lo Stato ti sovvenziona il dolce far niente, ti paga l’affitto e le bollette, perché sbattersi a cercare un lavoro? Il vero berlinese una volta raggiunti i punti per richiedere l’Hartz IV si rilassa e passa le giornate tra punto 7, punto 8 e punto 9. Chi in Italia dice che i romani sono sfaticati e non hanno voglia di lavorare non ha mai conosciuto i berlinesi.

Voi in quale dei 10 punti vi riconoscete?

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3 thoughts on “Dieci cose che fanno di te un vero berlinese

  • 29 Ottobre 2014 at 13:26
    Permalink

    Ahah, post fantastico, mi piace questo punto di vista piú ruvido su Berlino, l’essere berlinese, l’atmosfera debberlino e tutte `ste altre menate qui. Preparati peró all’esercito di lobotomizzati della cittá che si sentirá offeso…

    Reply
    • 29 Ottobre 2014 at 16:06
      Permalink

      Sto aspettando il primo che mi scrive “Quelli come te Abberlino non sono graditi. Non hai capito l’essenza della città, ecco!!!”. Ovviamente digitato da un Macpro comprato coi soldi di papà. Direttamente da qualche bar bio di F’hain dove starà bevendo un Doppio Latte di Soya macchiato con caffè equosolidare del Gibuti. Con radiosgentrifichescion nelle orecchie.

      Reply
  • 9 Settembre 2016 at 19:15
    Permalink

    Ahahah bellissimo articolo! Eh no, no son per nulla berlinese 3 punti su 10 , troppo pochi .

    Reply

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