Il Pozzo di Serraiola sul fiume Cornia

Serenamente contemplava la corrente del fiume; mai un’acqua gli era tanto piaciuta come questa, mai aveva sentito così forti e così belli la voce e il significato dell’acqua che passa. Gli pareva che il fiume avesse qualcosa di speciale da dirgli, qualcosa ch’egli non sapeva ancora, qualcosa che aspettava proprio lui.
(Hermann Hesse)

In estate non esiste un luogo migliore di un fiume per passare una bella giornata insieme con quadrupedi e umani. Uno dei fiumi interessanti e poco conosciuti, della Toscana, è il Cornia.

Panorama- Serraiola- Cornia

In realtà vi abbiamo già proposto un percorso interessante su questo fiume. Nell’articolo “metti un giorno per caso a Riotorto, magari alla festa internazionalista“, il pozzone che viene raccontato è proprio sul Cornia. Esistono vari punti dove il fiume diventa balneabile. Spiaggette di sassi e pozze d’acqua trasparente regalano scorci paradisiaci. Quello che vi raccontiamo questa volta è il pozzone di Serraiola.

Cascatelle- Serraiola- Cornia

La val di Cornia

Il Cornia non è lunghissimo, circa una cinquantina di chilometri. Nasce sul monte Aia dei Diavoli ( Sasso Pisano ) e alla Sdriscia ( Piombino ), si divide in due rami.

Il Cornia, naturalmente da il nome a tutta la valle, che comprende tantissimi borghi e paesini affascinanti. Se avete voglia di un giro non solo sul fiume, ma anche tra i vari borghi e le varie feste, vi consiglio questi due siti, uno sui parchi della val di Cornia e l’altro sul Turismo nella val di Cornia. Esiste anche una pagina facebook sui parchi della val di Cornia, nel caso preferiate l’attuale faccia libro.

il Cornia

L’Itinerario

Il posto che vi proponiamo questo volta è a Serraiola, sulla Sr 398 che va da Monterotondo Marittimo a Suvereto passando da Frassine.
Parcheggiate la macchina a queste coordinate :

43°07’06.8″N 10°44’23.3″E

all’altezza dell’azienda vinicola “Serraiola Wine”.

Attraverso i campi a Serraiola

Proseguite attraversando il campo di grano e arriverete ad un sentierino. Pochi passi e siete sul fiume Cornia. Se sbagliate il sentiero, basta che seguiate il rumore del fiume e troverete le cascatelle.

Vi consiglio di esplorare il fiume, perchè vi sono un paio di punti interessanti dove sdraiarsi a prendere il sole e fare il bagno.

Ecco qua la mappa, non è bella come quelle che fa MicMap, ma almeno vi dice dove andare.

 

Cani time

Questo itinerario è semplicemente perfetto.C’è l’acqua, c’è la possibilità di risalire il fiume, ci sono le rotoballe con cui giocare e il campo dove correre. Praticamente non c’è nessuno. Selvaggina naturalmente si, ma non così tanta da disperdere i cani. Perfetto per cani che non possono camminare troppo. Il sentiero è breve e si arriva veloci all’acqua.
Das e Furia Buia hanno optato per un quattro stelle estivo.

Scherzi a parte, è semplicemente un luogo perfetto per passare un pomeriggio con loro.

Furia Buia Relax

 

La Leggenda del Pozzo di Serraiola

Secondo Decibel

E’ Bricco che mi porta a scoprire questa parte di Toscana. ( se non sai chi è Bricco, guarda l’articolo “chi siamo” ) A dire il vero, da quelle parti, è casa sua e ne è anche parecchio geloso. Da quando abbiamo iniziato a scrivere questa guida, si è messo alla riscoperta delle sue avventure giovanili, quando, annoiato dalle lunghe giornate estive, partiva in motorino, insieme ad un gruppetto di “mazzacani” e se ne andava a fare il bagno lungo i vari fiumi.
Noi ci accodiamo dietro i suoi racconti e cerchiamo di tenere il passo e ogni volta ci troviamo in posti meravigliosi.

Cascatelle di Serraiola

Era il solito pomeriggio di sempre. L’aria era calda e l’estate sonnecchiava come un cane sdraiato all’ombra. Un fischio lontano ed eccoli. Tre mazzacani, sull’orlo dell’adolescenza. Crosta era come al solito in testa. Nessuno riusciva a stargli dietro su quella discesa. Le carte rubate dal tavolo del vecchio e infilate tra i razzini, facevano rombare quella bici rugginosa come un’ Harley Davidson. Le ginocchia avevano una crosta talmente alta e perenne da fare invidia a Pronto Soccorso del bar sotto il mare di Stefano Benni. Dietro di lui, ululando e abbaiando veniva Canizza. Figlio del macellaio del paese e cresciuto tra cinghiali e cani da caccia, Canizza aveva imparato prima ad abbaiare e poi a dire “mamma”. Per ultimo a chiudere la folle discesa Gessetto. Il più piccolo del gruppo. Un ragazzino curioso e buffo, in grado di infilarsi sempre nei guai, ma sopratutto in grado di infilarsi ovunque. Per questo veniva mandato in avanscoperta nei posti peggiori e non sempre riusciva ad uscirne indenne. Alla veneranda età di nove anni, era riuscito a rompersi rispettivamente :
la mano destra, tentando di recuperare una vecchia chiave da dentro un buco.
La caviglia sinistra, saltando dentro un vecchio pozzo delle antiche miniere.
Indice, medio, anulare della mano sinistra, per colpa di un sasso cadutogli sulla mano, mentre cercava di arrampicarsi su un muro per cogliere dei capperi.
Due costole, cadendo mentre tentava l’assalto al castello di Fosini.
Quando entrava al pronto soccorso, oramai non gli facevano più nemmeno le radiografie, lo mandavano direttamente in sala gessi.
Arrivati in fondo alla discesa, con Crosta in testa, i tre si diressero a tutta velocità dentro il campo di grano. Le rotoballe, come tanti guardiani silenziosi, osservavano la folle corsa.
Le biciclette vennero parcheggiate a lisca di pesce sdraiato, con un lancio calibrato.
Per lucchetto, la certezza che al loro ritorno le avrebbero trovate esattamente lì.

Inerpicandosi tra i rovi del vecchio sentiero, si trovarono in un batter d’occhio alle piccole cascate.

Si tuffarono con i vestiti quasi ancora addosso dentro l’acqua fredda del Cornia, scomparendo per un attimo alla vista.

La sensazione dell’acqua fredda che comprime il respiro e le tre bocche nuovamente verso il sole.

“Maremma cinghiala quanto è fredda!” imprecò Crosta mentre si arrampicava sul muretto delle cascatelle.

Nessuno seguì il suo commento, ma in un battibaleno erano tutti e tre seduti uno accanto all’altro a guardare la cascatella dall’alto.

” Do-do-dove è finito il Secco? Pe-Perchè non è qui? O-ora ce lo dici Cro-Crosta?” balbettò Gessetto ricoperto da un giacchettino di brividi, tessuto dalle acque gelide.
“E’ stato preso. E’ stato preso anche lui.” Disse piano Crosta, guardando in basso, verso la cascata.

Canizza mugolò la sua tristezza e tirò un sasso sull’acqua.

“C’è poco da essere tristi Canizza! Tanto lo sai che prima o poi toccherà a tutti” Disse duro Crosta.

Per un attimo cadde il silenzio sui tre ragazzini. Crosta si grattava un ginocchio nel tentativo di farlo sanguinare nuovamente. Canizza stava togliendo i residui dell’inverno dai piedi e Gessetto se ne stava tutto arrotolato su se stesso nel tentativo di scaldarsi.

” E’ stata la Rossa”. Disse a bruciapelo Crosta.

” Oggi la portava a Follonica. Gli hanno regalato il Si, al Secco. Per la promozione dice. Lui è più grande di noi, lo può già guidare il motorino. Appena ha avuto il motorino è andato dalla Rossa a chiederle di andare a fare due passi sul lungomare. Mi sa che non lo vedremo più.” continuò quasi sovrappensiero il ragazzo.

Due abbai lunghi e uno corto spiegarono abilmente il punto di vista di Canizza.

” Seee! tanto non ti ho visto come guardi all’Ilaria! il prossimo che parte sei tu Canizza! inutile che abbai tanto! ti ci vedo sulla spiaggia abbracciato all’Ilaria che le dai tutti i bacini dicendole che è più bella del tramonto! Ribbattè Crosta spingendo Canizza nuovamente nell’acqua mentre Gessetto faceva le boccacce schifato.

Con le orecchie verso il basso e l’espressione mogia, Canizza riprese il suo posto sul sasso al sole.
Il silenzio aveva nuovamente riempito l’aria.

“Io non voglio smettere di venire qua, mica ci voglio andare sul lungomare a Follonica!” Sussurrò Gessetto rompendo il silenzio.

“C’è solo una cosa che puoi fare allora, devi esprimere un desiderio alla fatina del silenzio!”

“Crosta, la fatina del silenzio non esiste!” ribattè irritato Gessetto “sono piccolo, mica stupido!”

“e invece sei anche stupido Gessetto, solo perchè non l’hai mai vista mica vuol dire che non esiste!” lo punzecchiò Crosta.

” e tu l’hai vista mai?” mugolò Canizza.

” Certo che l’ho vista! non solo l’ho vista ho anche espresso un desiderio. Non posso dirvi quale è altrimenti non si avvererà mai.” Disse fiero Crosta e continuò: ” la fatina del silenzio è grande pressappoco così” e mise le mani ad una quindicina di centimetri l’una dall’altra. ” Come tutte le fate ha le ali. Non è cattiva, ma se le dici una bugia, lei si prende le tue parole e non parlerai mai più. Quando la incontri ti fa una domanda, se rispondi la cosa giusta allora puoi esprimere il desiderio e lei te lo fa avverare. Ma devi stare attento, perchè la domanda non è una cosa del tipo, quanti anni hai o quando è scoppiata la prima guerra mondiale. No. La domanda è sempre qualche cosa di mooolto personale, qualche cosa che tu non gli vuoi dire. Per questo è difficile.”

” e tu dove l’hai incontrata?” chiese Gessetto curioso.

” l’ho incontrata l’anno passato. Proprio qua. Era un giorno caldo, come oggi. Ero venuto da solo alla pozza perchè voi vagabondi avevate altro da fare. Mi sono tuffato e poi sono andato all’esplorazione delle grotticelle sotto la cascata. Mi ero trattenuto troppo a lungo e mi stava per mancare l’aria, così decisi di risalire. E’ stato in quel momento che ho visto una lucina. Pensavo fossero le allucinazioni da apnea, ma era la fatina. Si è avvicinata e voi non ci crederete, io riuscivo a respirare tranquillamente, anche sotto l’acqua. Lei nuotava come una sirena. O meglio, una sirena in miniatura. Mi si è avvicinata e mi ha detto “che cerchi?“. Quello che è successo dopo non ve lo posso raccontare perchè ho promesso”.

“Dai Crosta!” abbaiò Canizza.

Crosta non si fece incitare di nuovo ” e va bene, e va bene !Ma non abbaiare che non ti sopporto quando fai così, sembri il mio cane! Allora, ero lì, con questa cosetta che mi nuotava davanti e ho pensato : e ora come te lo dico che non cercavo niente, stavo solo cazzeggiando per passare il tempo? Ho aperto la bocca per tentare di dire che non cercavo niente e ho prodotto una serie di bolle d’aria. La fatina si è messa a ridere. ” Basta che tu pensi! Se non cercavi niente, cosa ci fai a casa mia? dimmi la verità, vuoi che ti avveri un desiderio!“. A quel punto avevo imparato e ho pensato che non avevo niente da desiderare perchè avevo tutto quello che volevo. Poi mi è venuta in mente una cosa, ma questa proprio non ve la posso dire”

“Crosta, sei una merda! agli amici queste cose si possono raccontare!” lo incalzò Canizza.

“t’ho detto che non ve lo dico e non ve lo dico! ora mi fai finire la storia o hai intenzione di continuare a interrompermi?” brontolò con fare offeso Crosta. Canizza si rimise in silenzio.

” e’ stato allora che me l’ha detto. Mi ha detto : ” io il tuo desiderio te lo posso pure avverare, ma tu mi devi dare qualche cosa in cambio?” Non ho niente signora fata, ho pensato. ” o si, tutti hanno qualche cosa, tu hai sicuramente una verità” Allora l’ho guardata con fare interrogativo e lei mi ha detto ancora : ” io ti avvero il desiderio, ma ora ti farò una domanda, se mi dirai una bugia, quando uscirai da qua, mi sarò presa tutte le tue parole”. Quello che è successo dopo ve l’ho già detto, mi ha fatto questa domanda che non era facile proprio per niente e alla fine mi ha detto che mi avrebbe avverato il desiderio.

” e l’ha fatto?” disse perplesso Gessetto.

” e che ne so. Mi ha detto che fino a che non si fosse avverato non potevo raccontarlo a nessuno, ma siccome è un desiderio lontano, ci vorrà un po’ perchè si avveri!” Brontolò Crosta irritato.

Non aveva fatto in tempo a finire la frase che Gessetto era in piedi sopra la cascata. L’espressione decisa. Aveva ascoltato dall’inizio alla fine il racconto e lentamente un’idea gli si era formata in mente ” io so cosa chiedere” disse un attimo prima di tuffarsi.

“Gessetto! Che fai? Non fare stupidaggini!”

“Lascia stare Canizza, tra poco torna su!” Rise Crosta, fermando Canizza che si stava per tuffare subito dietro all’amico. ” Tu gli riempi la testa di stupidaggini Crosta! Gessetto è più piccolo di noi, lui ci crede!” Sbraitò Canizza.
“Non preoccuparti! ora torna su! andrà tutto bene! mica la trova davvero la fatina del silenzio! e poi che desiderio avrà mai di così importante!” Lo calmò Crosta.

Intanto i secondi passavano e Gessetto non risaliva dalle acque.

“Cazzo Crosta! Gessetto non risale! come minimo si sarà incastrato da qualche parte, rompendosi qualche osso!” Canizza iniziava ad essere irrequieto e seriamente preoccupato.

” ora vedrai che risale!” Disse Crosta cercando di rimanere calmo, ma una certa inquietudine stava prendendo anche lui.

” Gessetto! Maremma cinghiala! Esci di lì!” Urlò Canizza, con tutto il fiato che aveva. Un cane riconobbe la frase e abbaiò in lontananza.

” Crosta, che facciamo?”

“Non lo so Canizza!”

I due ragazzini ora erano in piedi che guardavano oltre la cascata, sotto le acque, cercando di vedere la sagoma familiare di Gessetto.

” Cazzo, Crosta, l’hai ammazzato!”
“Non dire stupidaggini! primo Gessetto non è morto e secondo mica gliel’ho detto io di fare questa cosa!”
“Dobbiamo andare a cercarlo!”
” Si, dai, dobbiamo tuffarci, come minimo il ragazzino è rimasto incastrato”
“Non dire stupidaggini Crosta, se è rimasto incastrato a questo punto Gessetto è morto affogato!”

In piedi, sopra la cascata gelata i due erano oramai in preda al panico.

Forse fu il panico, o forse il rumore della cascata, che non gli fece vedere la sagoma che lentamente era sbucata dall’altra parte del muricciolo, proprio dietro di loro. La sagoma che mentre loro si urlavano addosso, lentamente si era arrampicata tra i sassi e si era portata alle loro spalle.

Quando lo videro era oramai troppo tardi. Due piccole mani bastarono per farli scivolare dal muretto, dentro la cascata.

Caddero nell’acqua con un tonfo sordo. Si tirarono su dagli sbuffi, imprecando e sputando l’acqua che avevano bevuto. Sul muretto Gessetto rideva a pieni polmoni. Rideva una delle risate che si sarebbe ricordato per tutta la vita, una risata da bambino. Con un tuffo a bomba Gessetto si infilò tra gli amici e i tre iniziarono una guerra di schizzi e sputi, come solo tre mazzacani sull’orlo di un’adolescenza che poteva ancora aspettare, sanno fare.

“come te le dico cosa penso?”

“basta che tu lo pensi”

“quindi mi leggi nel pensiero?”

“Grande intuizione ragazzino!”

” sono piccolo, ma non sono stupido!”

“non ho detto questo, cosa sei venuto a fare qui? cosa cerchi?”

“cerco la fatina del silenzio”

” e perchè la cerchi?”

“voglio esprimere un desiderio”

“mmm…lo sai che i deisderi sono sopravvalutati?”

“sei tu la fatina del silenzio?”

“no, sono la sirenetta! Ma sei davvero sicuro di non essere stupido?”

” Non hai un gran senso dell’umorismo”

” Sei venuto per un desiderio o vuoi che ti racconti una barzelletta?”

“voglio un desiderio”

“l’erba voglio non esiste nemmeno nel giardino del re!”

“pago un desiderio”

“così si comincia  ragionare! Come paghi?”

“con la verità”

“see. Da quando in qua la verità è quotata in borsa. Sono una fatina, sono nel bussiness dei desideri, secondo te come faccio a campare? la verità oramai non esiste più, è sopravvalutata”

” soldi non ne ho. Non pensavo che anche le fate avvessero bisogno di soldi”

” benedetta ingenuità. i patti con il diavolo son cose vecchie! Come sei antiquato ragazzino!”

” e quindi come faccio ad avere il mio desiderio?”

“semplice, non lo avrai. Te ne vai e mi ringrazierai che ti ho insegnato che non sempre si può avere quello che si desidera”

“ma il mio desiderio è importante! io non voglio crescere! non voglio che mi succeda come al Secco che poi smetto di venire alla pozza per andare sul lungomare a Follonica, per sbaciucchiarmi con qualcuna. Che schifo!Non voglio che mi succeda! Voglio continuare a stare sul fiume!”

“che desiderio stupido! comunque anche se tu avessi i soldi non lo potrei avverare. E’ stato fatto una volta da una collega una cosa simile. Campanellino mi sembra si chiamasse, ma forse mi sbaglio. Lui me lo ricordo, si faceva chiamare Peter Pan. Un guazzabuglio di problema che non ti dico! Ha creato il caos! Lui e la sua stirpe. Un gruppo di odiosi ragazzini – vecchi! Anche se potessi non lo farei mai!”

” uffa, come fata fai schifo!”

“sono una fata, mica un jukeboxe dei deisderi! Per chi mi hai preso?”

” Via allora me ne vado, i miei amici saranno preoccupati”

“Posso fare una cosa, se mi regali quel braccialetto di conchiglie che tieni alla caviglia”

” Ok. Tieni. Cosa puoi fare?”

” Posso fare solo in modo che tu incontri qualcuna che venga con te sui fiumi, quando sarai grande, ma ci vorrà molto tempo!”

“le femmine non ci vengono sui fiumi!”

“alcune si…ma dovrai tenere gli occhi aperti! ora va, ma passa dalla porta sul retro che da davanti ho appena dato il cencio”

“il cencio? ma siamo sott’acqua!

“casa mia, cencio mio! Adesso vattene prima che cambi idea e ti faccia trovare una racchia che ti porti tutti i fine settimana all’ikea!”

“cos’è l’ikea’”

“prega di non scoprirlo mai! Adesso sciò! via dalla mia casa! e passa da di là!”

“grazie fatina”

“aspetta a ringraziarmi. Vedi te che bega ti ho intessuto. Te ne accorgerai. Ti divertirai un sacco, ma te ne accorgerai!”

Galleria

Consiglio dell’esploratore

Passate dalla grotta sotto il muretto e suonate a casa della fatina del silenzio

 

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