Le miniere di Calcaferro: l’ultimo regalo di Das

Ma quando penso a te, mio caro amico, ciò che era perduto è ritrovato, e ogni dolore ha fine.

William Shakespeare

Ebbene si, non c’eravamo mai stati alle miniere di Calcaferro! Lo so che secondo voi è incredibile perché è un luogo conosciuto, ma la verità è che non eravamo mai andati a esplorarle, ma questo forse è un po’ l’articolo delle cose che andavano fatte visto che erano facili, ma che siamo riusciti a non fare perchè ci sembravano difficili.

L’occasione è avvenuta grazie a una persona speciale, o forse dovrei dire due, ma una non è esattamente una persona, bensì un simpatico e sorridente quadrupede.

Questa volta la vera avventura non è stata trovare le miniere, che sono ben segnalate e facilissime da visitare, ma trovare, o meglio, ritrovare due compagni di viaggio che forse non avevamo mai perso.

Non si cammina anche per questo? per perdersi e ritrovarsi? a volte si incontra se stessi, alle volte si incontrano persone che avevamo lasciato in un punto della nostra vita. Se incontrarsi la prima volta spesso è un fatto casuale, ritrovarsi è quasi sempre una scelta.

Questa è stata una scelta, l’ultimo regalo di Das a dire il vero!

Le miniere di Calcaferro1000029705 01 320x240 - Le miniere di Calcaferro: l'ultimo regalo di Das

Le Miniere di Calcaferro a Mulina di Stazzema, rappresentano un importante sito storico legato all’estrazione mineraria di pirite, limonite e ferro con cui venivano prodotte armi sin dal 1400. Le prime notizie storiche le abbiamo proprio intorno al 1401, anche se il luogo dovrebbe avere origini addirittura romane. Nel 1400 si parlava di tre borghi: Carbonaia, Culerchio e Calcaferro. Quest’ultimo divenne noto per la grande produzione di polvere da sparo, armi e materiale in ferro usate durante la prima e la seconda guerra mondiale.

Il contesto ambientale e geologico del canale della Radice, che percorre tutta la zona di Calcaferro, ha reso possibile l’insediamento di due realtà, quella estrattiva e quella di produzione di polvere da sparo e di micce.

Calcaferro è una vera e propria industria nascosta dalla vegetazione, lungo il sentiero ad est di trovano gli ingressi delle gallerie e dei saggi minerari con la torre di partenza della teleferica mineraria. Parallelo al sentiero, poco più in alto, si intravede un piano. Questo era il punto di partenza del binario che metteva in comunicazione le miniere con la teleferica.

Dalla parte opposta gli edifici erano usati per la produzione della polvere da sparo.

L’acqua del fiume, veniva incanalata attraverso grossi mulini e andava ad alimentare le macchine per la produzione.

Lungo tutto il percorso si ritrovano edifici particolari, come la “Pistoniera”.E’ un po’ isolato, lo trovate verso il fondo del percorso ad anello. Il macchinario funzionava tramite un unico albero a canne che distribuiva l’energia meccanica ai pestelli. Questi venivano sollevati e rilasciati bruscamente permettendo la macinazione del materiale. All’interno dell’insediamento erano presenti due macchinari di questo tipo, uno dotato di quattro e uno di cinque pestelli.

Le grotte sono interdette e pericolose, sono puntellate e a rischio crollo, pertanto non sono visitabili se non dall’esterno.

Il percorso delle miniere di Calcaferro

Arrivare e visitare le miniere è facile e molto poco ipegnativo, è un’escursione perfetta anche per i cani anziani, fattibile perfino durante le giornate estive visto che il canale della Radice regala refrigerio e qualche bagno qua e là.

E’ un percorso ad anello, di circa 3 chilometri

Unico problema un ponte in ferro a grata, che potrebbe costringervi a rifare il percorso all’indietro se i vostri amici quadrupedi non amano passare sopra questo tipo di superficie, ma essendo breve, è facile fare il giro e tornare indietro sui propri passi senza concludere l’anello.

Come ci si arriva

Arrivare è facilissimo. Prendete la strada che porta a Mulina di stazzema, arrivate alla chiesa e continuate lungo la strada che si conclude con un piccolo parcheggio sulla sinistra e un arco sulla destra.

1000029665 03 320x240 - Le miniere di Calcaferro: l'ultimo regalo di DasL’entrata è già di per sè unica, con questa arcata che come una porta magica ci introduce in un mondo dimenticato. Sulla sinistra, trovate un ponte, dopo poco il sentiero si conclude, o meglio, quando ci siamo state noi era pieno di rovi e non è possibile continuare, quindi prendete la strada facile.

Lo so che è strano, ma ogni tanto si possono anche prendere i percorsi facile e in questo caso non solo è la scelta giusta, ma vi porterà direttamente dentro le miniere.

A quel punto non è possibile perdersi, è un percorso ad anello. Non si può entrare negli edifici perché crollano, quindi fate attenzione e rimanete sulla retta via, ma non è pericoloso.

Vi metto un buon percorso su wikiloc, che non ho fatto io, ma è fatto molto bene, con tanto di foto, quindi merita, rignraziamo Adrian Orla per averlo condiviso :
percorso Wikiloc

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L’ultimo regalo di Das

– Chiamala per favore

– Non ci penso nemmeno Das, ora figuriamoci se mi metto a mandare un messaggio a una persona che non sento da quasi 12 anni perché tu stai morendo e vuoi salutare la tua amica storica. Magari è pure morta la tua amica.

– Ma forse no.

– Ho capito, ma ti ricordo che 12 anni fa io e l’umana abbiamo smesso di vederci e sentirci e non certo per colpa tua o della tua amica. Se non ti ricordi male litigammo!

– Non mi ricordo sai, ma oramai sono vecchio, quindi tendo a dimenticare le cose. Perché litigaste?

– Dai Das, lo sai perché.

– No, te lo giuro, non me lo ricordo.

– Litigammo per … litigammo per Furia Buia…cioè litigammo di preciso perché…Das non me lo ricordo i motivi per i quali si litigò

– Allora se non te lo ricordi puoi anche mandarle un messaggio e dirle che io sto per morire…che ti costa? alla fine cosa può succedere di così brutto? Alla peggio non ti risponde, oppure ti rispode di non rompere le scatole. Cosa altro può mai succedere?

– Das, ma te alla Lupa gli vuoi ancora bene?

– Certo, ma noi cani siamo diversi, abbiamo un concetto di amore che non ha, come per voi umani, i limiti del tempo e dello spazio.

 

Scelsi le parole ad una ad una, mi tolsi le scarpe per non sporcare o fare rumore e dall’altra parte trovai la stessa risposta.

La Lupa era ancora viva, ma poco dopo che Das se ne fu andato, anche lei decise che non era più il tempo di percorrere questo mondo. A me piace pensare che lo stesse aspettando. Era sempre stato lui il più coraggioso dei due e anche in questo caso fu lui il primo a varcare la soglia di questo mondo. Sono sicura che lui andò a prenderla quel giorno.

Certo, lo avrebbe fatto comunque, perché Das era così. La verità era che non aveva davvero bisogno che io mandassi quel messaggio, ma sapeva che ne avevo bisogno io e che quello sarebbe stato un modo per ricordarlo.

Ci incontrammo in un giorno d’estate, ai laghetti di Campo. Furia Buia e Smile si riconobbero anche se non si erano mai incontrati e decisero che esplorare insieme era divertente e noi stupidi umani lasciammo che le lacrime cancellassero un passato che nemmeno ricordavamo più, per un passato di giochi, esplorazioni, risate e magia, che ricordavamo benissimo.

– Quindi questo è un inizio?

– Direi di si

Ed eccoci alla scoperta delle miniere di Calcaferro 12 anni dopo.

 

Consiglio dell’esploratore

C’è un passato da ricordare e un passato che si può anche dimenticare

In memoria di Pongo e Hayla che definirli speciali è solo limititivo

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