Viaggio attraverso i segreti di Montefoscoli fino al tempio di Minerva Medica

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….. “In Giapponese una storia contiene sempre un elemento d’invenzione. Noi non vogliamo invenzioni. Vogliamo fatti nudi e crudi.” “Raccontare qualcosa, nella mia lingua o nella vostra, non è per se un invenzione? Osservare il mondo è forse una forma d’invenzione?” “Mmmm…” “Il mondo è come lo percepiamo, giusto? Nel percepirlo, ci aggiungiamo sempre qualcosa, e la vita diventa una storia” …
“Vita di Pi”, Yann Martel

 

Ho scelto questa citazione della vita di Pi per introdurre questo viaggio perchè i misteri che si celano intorno al tempio di Minerva Medica sono molti e starà al lettore scegliere a quale storia credere.
La scelta della parola viaggio non è dettata dal caso, come forse nulla di quello che riguarda questa piccola avventura. Nonostante si sia trattato solo di una serata, quello al quale siamo andati incontro è stato un vero e proprio viaggio, attraverso il paese di Montefoscoli , i suoi tesori e i suoi misteri.
Siamo partiti in una serata di pioggia, ma durante il viaggio le nuvole si sono diradate lasciando spazio ad una splendida luna piena. Questo fatto c’era già stato annunciato telefonicamente quando avevamo prenotato la visita, alla mia richiesta di informazioni in caso di mal tempo mi era stato risposto che sono dieci anni che viene fatto questo incontro e che non aveva mai piovuto. E’ stato un inizio elettrizzante, che ha regalato un degno tocco magico a tutta la serata. Arrivati a Montefoscoli il paese era deserto e abbiamo faticato un pochino a trovare il luogo dell’appuntamento : il museo bindolodella civiltà contadina. Accolti e accompagnati da uno dei padri fondatori del comitato di promozione culturale di Montefoscoli, abbiamo fatto un breve tour attraverso utensili, attrezzi e strutture utilizzate per il lavoro nei campi e la lavorazione dell’olio, del vino e delle sementi.
La visita è stata interessante e piacevole, ricca di aneddoti spesso dimenticati come ad esempio il bindolo, che tecnicamente è una macchina, formata da una noria disposta verticalmente dentro un pozzo e mossa, per mezzo di una trasmissione a ingranaggi, da un maneggio al quale è attaccato un animale da tiro.La fune si arrotola intorno ad un asse di legno, da qui nasce il significato simbolico abbindolare, cioè circuire, come fa la fune intorno all’asse di legno. Partendo dalla lavorazione dei cereali, ci sono stati mostrati i luoghi e gli utensili  di tutti i lavori che venivano fatti nella fattoria, dal falegname al fabbro, attraverso la lavorazione dell’olio, le strutture dei silos sotterranei per lo stoccaggio dei cereali, fino ad arrivare alle cantine. Particolarmente interessante è stato scendere negli antichi “frigoriferi”, scavati nel tufo e fare un giro nei vecchi cunicoli.
Sembra che sotto Montefoscoli vi fosse una serie di passaggi sotterranei, utilizzati anche durante il periodo della guerra, oramai in parte distrutti e  crollati. Il tour del museo comprende il passaggio in uno di questi vecchi cunicoli che conduce più o meno dall’altro lato della strada verso il convento dei gesuiti e che è stato chiuso quando i rapporti con gli ecclesiasti sono diventati burrascosi.
casa Vaccà-Berlinghieri Finito il giro della fattoria, accompagnati anche da uno splendido gatto rosso, abbiamo salito le scale che dai locali della servitù portavano ai locali dei padroni e siamo entrati in un mondo completamente diverso, siamo entrati a casa Vaccà-Berlinghieri.
Ad accoglierci vi era il Prof. Giovanni Fascetti che ci ha introdotto nella vita e nelle lotte di Andrea Vaccà e ci ha presentato questo personaggio quantomai complesso. Come ci è stato spiegato sarebbe stato impossibile andare a visitare il tempio di Minerva Medica se prima non ci fosse stato presentato il suo committente. Dopo il resoconto sulla vita di Andrea Vaccà, le sue scelte politiche e il suo lavoro, siamo stati condotti nuovamente al frantoio, dove siamo stati accolti da un aperitivo veramente speciale. Crostini e affettati tipici toscani e buon vino. Ogni salsa era stata preparata con prodotti del luogo, genuini e saporiti. Veramente un momento piacevole, dove abbiamo potuto scoprire quache cosa di più di questo strano gruppo di persone che si stava prendendo cura di noi. Parlare con loro è stata una delle parti del viaggio più interessante. Mi stupiva il motivo per il quale un gruppo di volontari si stesse prendendo cura di questo strano gruppo di visitatori o forse semplicemente mi sfuggiva. Abbastanza lampante era il fatto che non vi fosse una motivazione puramente economica, c’era qualche cosa che è molto più raro da trovare e cioè la passione.
Il nostro viaggio era solamente a metà, ci attendenva la parte più emozionante. Dopo un caffè presso il circolino arci di montefoscoli, il prof. Giovanni Fascetti, ci aspettava per affidarci delle lanterne e proseguire il nostro viaggio. Tra racconti e storia i nostri passi illuminati dalle piccole candele e dalla luna si sono allontanati dal paese. Ai piedi di un’edicola a forma di tetraedo regolare, ci siamo riuniti ascoltando le parole di Giovanni Fascetti che con maestria è stato in grado di portarci indietro nel tempo, agli inizi del 1800, quando presumibilmente, gruppi di massoni si incamminavano lungo la stessa strada e illuminati anche loro dalla luce della lanterna, intesa però come simbolo di voglia di conoscenza, trovavano nell’edicola un indicazione per raggiungere il tempio. L’arrivo al tempio è una delle cose più suggestive che ci potessero regalare. Illuminato dalle luci delle candele e sormontato dalla luna piena, l’atmosfera era indescrivibile.entrata tempio di Minerva Medica
Abbiamo seguito la storia del tempio e il prof, Fascetti ci ha mostrato la simbologia che lo circonda e del quale è ricco. Ci ha svelato i suoi segreti con calma, creando il giusto rispetto che il luogo merita. Il tempio è diventato in parte famoso, grazie alle storie che circolavano su Andrea Vaccà e sulla sua possibile implicazione nell’aver ispirato con il suo lavoro il racconto di Mary Shelly “Frankenstein”.Noi stessi eravamo rimasti affascinati da queste storie, per quanto non fossero state loro a portarci a scoprirlo. Dopo la visita, mentre ripercorrevamo i nostri passi parlando di massoneria con il professor Fascetti, mi sono chiesta che bisogno avesse questo luogo magnifico di una storia così sensazionalistica. La sua struttura, i suoi simboli, il luogo dove è stato posizionato e tutto il contorno del paese di Montefoscoli erano già talmente intrisi di magia e mistero che non vi è necessità di cercarne altro.
Ho ripensato molto a quella serata e mi sono stupita per come sia stata costruita, quanti simboli racchiudesse senza che in quel momento ne riuscissi a cogliere il senso. Come un viaggio iniziatico dell’Apprendista, siamo stati condotti dal lavoro manuale, attraverso un cammino che grazie alla nostra curiosità e alla nostra lanterna della conoscenza ci ha portato verso il tempio.
Una serata indimenticabile, come trovarsi attori su un palco e al tempo stesso spettatori, diretti magistralmente da persone ricche di entusiasmo e come scenografia il bel paese di Montefoscoli e il bellissimo e unico Tempio di Minerva Medica.
A questo punto un po’ di informazioni pratiche.

Se volete sperimentare questa bellissima escusione che si ripete ogni notte di luna piena, basta che mandiate una mail a questo indirizzo e prenotiate : grupporosellini@yahoo.it
Per avere tutte le info, su eventi e curiosità del tempio di Minerva Medica il sito di riferimento è questo :  http://www.tempiodiminerva.com/

Per le informazioni sul museo della civiltà contadina, potete fare un giretto qua, il sito non è aggiorantissimo, ma qualche informazione la riuscite a trovare : http://www.museomontefoscoli.it/

Molto più aggiornata e seguita è invece la pagina facebook del comitato di promozione culturale.

Se vorrete saperne di più vi consiglio anche due libri che sono veramente belli e interessanti. La visita è esaustiva, ma ammetto che la curiosità di saperne di più viene spontanea. Il primo libro che vi consiglio è : ” L’anima-farfalla. Studio sul tempio di Minerva medica a Montefoscoli e analisi della simbologia” di Chiara Blanco, il secondo invece è ” Sigillum Salomonis. Simbolica esoterica del tempio di Minerva Medica a Montefoscoli” di Giovanni Ranieri Fascetti.
Entrambi i libri sono facilmente reperibili su internet e sono abbastanza diversi, entrambi delle buone letture.

Informazioni per i vostri cani

Per la prima volta abbiamo scritto di un’escursione che non è propriamente studiata per i cani, ma meritava troppo e non potevamo non parlarvene.In questo posto magnifico potete portare anche i vostri amici quadrupedi che sono ben accetti, unica attenzione al meraviglioso gatto rosso che Pintovive a casa Vaccà- Berlinghieri. Quando prenotate è cortese dire che saranno presenti anche i vostri amici. Per quanto riguarda il tempio, l’esterno è visitabile in qualsiasi momento e quella è sicuramente la parte dell’escursione che apprezzeranno di più. Nelle vicinanze abita un grosso cane buonissimo che si chiama Pinto. E’ un pochino pauroso, ma veramente dolce e simpatico. Intorno al tempio vi sono un sacco di percorsi interessanti, uno ve lo abbiamo raccontato nell’articolo “ Villa Saletta e l’accademia dei georgofili“, quindi se vorrete andare a fare un giro prima della visita guidata, avete un sacco di itinerari possibili per passeggiare con i vostri amici.

Solitamente negli articoli che scriviamo, vi è un incipit con un racconto e poi viene descritta l’escursione. In questo caso abbiamo voluto fare un’eccezione perchè volevamo dare il giusto rilievo a questa iniziativa che merita veramente di essere vissuta.
Se però non avete la possibilità di andare a visitare questo luogo incantato e non potete andare a conoscere queste persone speciali, ci prendiamo la licenza di raccontarvi qualche piccola curiosità, quindi mettetevi comodi, vi auguriamo una piacevole lettura.

Un’edicola a segnalare la via

edicola Prima di parlarvi del tempio è giusto fermarsi all’edicola che ne segna la strada.
La parola edicola viene dal latino aedicula, che è il diminutivo di aedes che significa tempio, quindi letteralmente il suo significato è “tempietto”. In questo caso le dimensioni dell’edicola sono importanti e la sua posizione strategica. Come accennato è a forma tetraedica. Sulla sommità vi sono tre sfere sormontate da tre croci, iconografia utilizzata per indicare il monte Golgota. Se osservate bene le croci da vicicroci no, potrete notare che sono inclinate in modo particolare. Questo perchè offrono uno spettacolare effetto ottico. Se vi mettete al centro di ogni lato della base del teatraedo e vi allontanate lungo la strada, ad un certo punto le tre croci saranno perfettamente verticali. La stessa immagine si ripete su tutti e tre i lati. Non credo che sia un caso la posizione e l’incrocio di strade, di fatto da ovunque si arrivi si ha sempre la stessa accoglienza e cioè il monte Golgota.
Il significato che racchiude è la prima indicazione di quello che ci apprestiamo a fare, un viaggio verso la redenzione che siamo noi stessi a voler compiere.
Se analizziamo questo luogo, soprattutto attraverso la teologia dei Vangeli e in particolare del quarto Vangelo, ci accorgiamo che esso è, sì, il monte della morte ma anche, a ben vedere, il monte della vita; è il monte dell’umanità, della tragedia di un Dio che assume la finitudine fino al punto da bere il calice della sofferenza, della solitudine, della tristezza, del silenzio di Dio (“Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”); ma è insieme anche il luogo nel quale Giovanni già ci mostra la gloria dell’elevazione, della resurrezione. Il Calvario è già anche il monte dell’ascensione, è già il monte degli Ulivi, è il monte anche della glorificazione, dell’esaltazione, della speranza. Il Calvario è dunque insieme monte del dolore e del sangue e monte della gloria e dell’infinito. A questo punto giungiamo a capire come il Calvario riesca a riassumere quelle due dimensioni a cui sempre abbiamo fatto riferimento. Sul monte infatti è sempre Dio che noi cerchiamo, però siamo noi a salire, siamo noi che con la nostra fatica ascendiamo.

“L’allenamento per chi vuole salire” di Gianfranco Ravasi

Nelle nostre escursioni abbiamo trovato un altra edicola con la stessa simbologia, quella che indica la via per il convento di Nicosia a Calci (Pi).

Storia, teorie e mistero del tempio di Minerva Medica

Il tempio fu costruito per volontà di Andrea Vaccà-Berlinghieri per celebrare la memoria del padre Francesco. Proprio sopra la porta di ingresso vi è una sentenza che esplicita questo intento, vi sono anche un paio di lettere, scritte da Andrea Vaccà all’architetto Ridolfi dove parlano dell’iscrizione : …L’iscrizione non esprime sufficientemente i miei sentimenti per mio Padre, e io vorrei che fosse variata così:
a Minerva Medica Alla Cara ed Onorata memoria del Sommo Medico, del più tenero dei padri, Francesco Vaccà Berlinghieri Andrea, figlio e discepolo, eresse, dedicò o erige e dedica. L’imperfetto non mi piace benchè usi. Non mi importa niente che siano variate le parole, e son contento che se ne trovino delle migliori
, purchè nell’iscrizione si faccia sentire che sono pieno di ammirazione per i talenti, e le virtù di mio padre… Andrea e Ridolfo, Pisa 30 maggio 1823

dedica sulla porta
Francesco era un medico, esattamente come il figlio, molto amato e stimato.
Andrea era un chirurgo, aveva iniziato a insegnare molto giovane, c’è la testimonianza di una lettera del padre al commissario dello Spedale di Pisa, dove lo propone come suo sostituto e dove richiede anche dei cadaveri sui quali far esercitare il figlio e che in quel caso non gli verranno concessei. Questo fatto è particolarmente importante. La cosa fece tanto scalpore e Andrea faticò parecchio prima di riuscire ad ottenere dei cadaveri per poterli studiare, perchè all’epoca lo studio dell’anatomia era per le discipline artistiche e filosofiche, non per quelle mediche. Solo nel 1742, ad opera di  Antonio Cocchi, nell’ospedale di Santa Maria a Firenze venne introdotto l’apprendistato chirurgico.
Padre e figlio, oltre che medici formidabili erano entrambi iscritti alla loggia massonica dei Perfetti. Tutta la loro vita è stata dedita a questa scelta, le lotte politiche di Andrea accanto a Napoleone, le discussioni sulla fraternità e l’uguaglianza. Dobbiamo per un attimo cercare di inserire Andrea nel suo momento storico. parafulmineE’ un periodo di fermento, è il periodo della rivoluzione francese, nel 1752 abbiamo l’esperimento di Benjamin Franklin con il parafulmine, nel 1764 viene costruita la prima macchina a vapore da Watt e nel 1781 i primi esperimenti di galvanismo di Luigi Galvani. Per quanto riguarda la letteratura e la filosofia sta nascendo il romanticismo con la teorizzazione del “sublime” e “dell’orrido”. Sono gli anni di Byron, di Blake e di Percy Bysshe Shelley. Andrea Vaccà era indubbiamente quello che si può definire un uomo del suo tempo, immerso totalmente negli avvenimenti politici e culturali che stavano avvenendo intorno a lui. Aveva conosciuto gli Shelley nel loro viaggio in italia e era amico di Polidori che parla di lui a Byron in una lettera del 1817.
E’ in questo clima culturale e politico che Andrea da vita al tempio, interessante è vedere che nelle lettere ne parla definendolo il suo Esculapio. Vi è una profonda discuisizione sulle motivazioni che abbiano spinto Andrea a dedicare il tempio a Minerva e non ad Esculapio e è da questo particolare che inizia la teoria per il quale il tempio fosse un vero e proprio tempio massonico, utilizzato per gli incontri della loggia.
Non mi soffermerò su tutta la simbologia che è molteplice a favore di questa teoria, ma è innegabile che già il riferimento a Minerva, dedicataria del tempio,  ci porti in quella direzione. Minerva infatti compare nella triade massonica accanto a Ercole e Venere e fa parte della simbologia cara al mondo massonico.Altro tema molto caro ai massoni è il rapporto vita-morte e di fatto tutta la struttura del tempio è basata su questo concetto, dalle farfalle che affollano il tempio, all’uroboro sulla porta di ingresso. Una delle cose che mi ha colpito maggiormente è proprio la pignoleria del simbolismo, che parte dal parco che circonda il tempio con i suoi lecci e ulivi. Giusto per fare un esempio per dimostrare quanto forte sia il concetto di morte-vita, Andrea fece piantare appositamente i lecci nel parco, la simbologia legata al leccio riguarda il fatto che si pensava che vi scaturisse una sostanza divina in grado di mettere in comunicazione con gli inferi.Vi racconterò solamente due particolari che a mio avviso maggiormente avvalgono la teoria della massoneria e si ritrovano uno sulla facciata e uno all’interno. Nella facciata vi è un tassello mancante, uno spioncino. Questa apertassello mancante tura immette direttamente nel pronao e serviva al Copritore per fare la guardia durante le cerimonie. I copritori solitamente erano due, uno all’interno e uno all’esterno. Tutta la facciata è mirabilmente studiata per “difendere” il tempio. L’altro particolare è all’interno, la decorazione del drappeggio della parete dell’orchestra, il velo di Pitagora. Viene tramandato che Pitagora fosse solito fare le sue lezioni agli acusmatici, cioè agli iniziati, da dietro un velo.Le terorie pitagoriche sono parecchio care al mondo massone, che ne adottano molteplici simboli.
A questo punto se è abbastanza chiaro il collegamento del tempio con il mondo massonico e se andrete a fare l’escursione che vi abbiamo raccontato, il professor Fascetti vi spiegherà nel dettaglio la simbologia, dobbiamo per un attimo soffermarci sulla teoria che il Vaccà sia l’ispiratore del Frankenstein di Mary Shelley.
I dati a favore sono in primis, le numerose richieste di Andrea allo Spedale di Pisa di cadaveri, che però come abbiamo visto sono collegate ai suoi studi da chirurgo, a seguire l’amicizia con i coniugi Shelley che vennero perfino a trovarlo durante il loro viaggio in italia e per cocludere un particolare del lucernario all’interno del tempio. Personalmente credo che essendo l’epoca degli esperimenti sul galvanismo anche il Vaccà abbia fatto esperimenti in tal senso. Per quanto riguarda l’amicizia con gli Shelley le cose sono complesse, poichè vennero in Italia solamente dopo la stesura del Frankenstein. E’ vero che i resoconti dell’amicizia con Polidori, amico degli Shelley, sarebbero datati nel giusto periodo, ma allora si dovrebbe teorizzare che Polidori abbia raccontato di Andrea a Mary, alimentando così la sua fantasia. Il particolare del lucernarnio è discutibile. Questa apertura sul soffitto con un anello in metallo non ha una reale spiegazione, quindi è stata manipolata a favore della teoria che immaglucernario ina che da lì vi fosse un meccanismo per incanalare l’energia del fulmine per fare gli esperimenti di galvanismo.  Sinceramente non so bene cosa credere. Personalmente non credo che il tempio venisse utilizzato per gli esperimenti, come non credo possibile che Andrea abbia tentato di creare un uomo con parti di cadaveri per poi dargli vita. Credo che abbia praticato il galvanismo, che abbia imparato l’arte chirurgica sui cadaveri, ma che non lo facesse nel tempio. Ho trovato solamente un riferimento epistolare legato all’utilizzo del tempio, in una lettera ad Andrea dalla moglie durante il periodo della sua malattia a Parigi, dove lei lo esorta a tornare a casa per andare a trascorrere un buon tempo di pace e relax al tempio di Minerva. Difficile far coincidere questa immagine con l’immagine di un laboratorio sporco di sangue e con resti umani come soprammobili. A questo punto abbiamo la terza teoria. Che vi sia una stanza sotterranea, che il vero laboratorio fosse situato al di sotto del tempio. L’accesso si presume essere da un cunicolo che conduceva dalla vecchia casa Vaccà al tempio. La casa era situata poco distante dal tempio e è andata distrutta per colpa di un terremoto. Su questa teoria non vi sono assolutamente basi di nessun genere, non vi sono documenti che ne parlino, lettere che ne facciano anche minimamente cenno. Se la costruzione di un tempio sullo stile del tempio di Salomone, ricco di simbologia, non vi basta, vi è anche questa parte, che si avvicina di più al mondo dell’invenzione, ma che non può non affascinare.

Quindi non vi resta che prenotare una visita e lasciarvi guidare, alla fine della serata, sceglierete voi quale sia la versione della storia alla quale credere.

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