Isola di Santo Stefano

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L’isola di Santo Stefano è un’isola piccolissima e disabitata. Il suo diametro è di soli 500 metri con un’estensione di 27 ettari.

Fa parte delle Isole Pontine e del comune di Ventotene, da cui dista meno di 2 km.

STORIA DI SANTO STEFANO

I Greci arrivavano a Santo Stefano, attraccavano, facevano rifornimento di legname e partivano quasi sempre subito, perché a Santo Stefano, come a Ventotene, non c’era acqua. La chiamavano Partenope, ma anche Palmosa e Borca.

Fu solo nel ‘700 che sull’isola fu costruita una struttura stabile ed abitata. Quella struttura, inquietante ed affascinante al tempo stesso, è il carcere borbonico di Santo Stefano, che ancora oggi svetta, rivolto verso Cala Nave, e ricorda l’isolata inaccessibilità di Santo Stefano.

L’isola ha infatti pareti ripide di tufo. La sua origine è vulcanica e le scogliere offrono solo 4 punti di approdo, da scegliere a seconda del mare e dei venti.


CARCERE DI SANTO STEFANO

Il Carcere di Santo Stefano fu costruito sul finire del 700 allo scopo di separare in modo netto i detenuti dal resto della società. Quale posto migliore di un’isola disabitata?

Il carcere fu costruito ispirandosi al modello filosofico illuminista di Jeremy Bentham, secondo il quale era possibile il dominio di una mente sopra un’altra mente, attraverso un’adeguata struttura architettonica.

Il carcere ha una forma circolare a Panopticon: le celle dei carcerati sono disposte all’esterno del cerchio. In questo modo la guardia al centro della struttura poteva controllare i detenuti senza essere vista.

Il carcere di Santo Stefano fu protagonista di numerosi tentativi di evasione. Nel 1860, mentre le truppe borboniche accorrevano a Capua sotto l’assedio che avrebbe sancito la fine del Regno delle Due Sicilie, i carcerati autoproclamarono la Repubblica di Santo Stefano. La comunità, composta principalmente da Camorristi, si diede uno statuto e rimase in vita per circa un anno, fino a che le truppe della Marina italiana non riportarono l’ordine.

Il carcere di Santo Stefano ospitò detenuti celebri. A Ventotene c’è una libreria dedicata ai testi dei carcerati e dei confinati di Santo Stefano e Ventotene dove è interessante dare un’occhiata.

Tra i detenuti noti ci furono lo scrittore Luigi Settembrini, il brigante Carmine Crocco, gli anarchici Gaetano Bresci e Giuseppe Mariani, il futuro Presidente della Repubblica Sandro Pertini e i banditi Sante Pollastri, Ezio Barbieri e Benito Lucidi, l’unico che riuscì ad evadere.

Al momento il carcere di Santo Stefano è chiuso al pubblico anche se nel 2017, in una visita ufficiale, l’allora Presidente del Consiglio Matteo Renzi annunciava un piano di recupero del carcere da 70 milioni di Euro (confermati dal governo Gentilloni) in ottica europeista.

I carcerati del ventennio fascista Altiero Spinelli ed Ernesto Russo scrissero proprio nel carcere di Santo Stefano il Manifesto di Ventotene in cui, in piena Seconda Guerra Mondiale, immaginavano un’Europa libera ed unita.

RISERVA MARINA PROTETTA DI VENTOTENE E SANTO STEFANO

Di fronte all’isola di Santo Stefano si trova la parte di riserva integrale della Riserva Marina Protetta di Ventotene. Qui non è possibile pescare né transitare né svolgere qualunque altro tipo di attività.

Dal porto di Ventotene partono i tour in barca per Santo Stefano dove si può fare un bagno nelle acque accessibili che circondano l’isola.

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Informazioni su Sara

Dal 2015 scrivo del Circeo e dei posti più belli della Provincia di Latina. Vado in canoa, adoro la bicicletta e sono una guida ambientale escursionistica. Se volete innamorarvi del Circeo e dell'intera zona dell'Agro Pontino vi accompagno alla scoperta di posti segreti, di storie curiose e miti antichi, eccellenze gustose e panorami iconici, a piedi o sulle pagine del mio blog!

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