Ventotene: isola, spiagge, mappa e come arrivare

Ventotene è l’isola dei visitatori abituali, del turismo pacato e mai eccessivo, dei prezzi non bassi ma mai ingiustificatamente alti.

Il mare a Ventotene è pulito e protetto, anche se solo in parte, da una riserva. Il fondale è scuro, a causa delle rocce tufacee e basaltiche dell’isola, e l’acqua ha un colore intenso e blu.

Ventotene

Ventotene è strana. Di lei si dice sia selvaggia, anche se poi, esclusa la punta nord dell’isola, è tutta abitata. E il punto è proprio questo: è selvaggia, ma non come ti aspetti possa esserlo un’isola del Tirreno.

Ventotene odora di campagna, di campo incolto e di terra ferma, anche se il mare è visibile da quasi ogni angolo della piccola isola.

Le canne al vento crescono sulla roccia tufacea fino in riva al mare creando una specie di cortocircuito visivo tra la campagna e l’isola, l’acqua dolce e quella salata.

Di acqua dolce in realtà non se ne vede molta, ma il tufo raccoglie l’acqua piovana e la conserva nel profondo delle sue cavità dove sole le canne, con le loro radici lunghe, riescono ad abbeverarsi.

Il paesino colorato di Ventotene vi accoglierà al vostro arrivo al porto. Intorno ad esso c’è la campagna percorsa da stradine di cemento strette dove si affacciano le case, tutte con il loro piccolo orto, un frutteto e le vigne.

Ventotene dove si trova?

Ma andiamo con ordine: dove si trova Ventotene?

Ventotene è la più meridionale delle isole Pontine. Geograficamente fa parte delle isole Flegree anche se amministrativamente è parte dell’arcipelago delle Isole Ponziane, in provincia di Latina.

Con le Flegree condivide le spiagge scure e le rocce tufacee ed in parte la cultura: gli abitanti di Ventotene hanno orgini campane.

Il porto più vicino a Ventotene è il porto di Formia che si raggiunge agevolmente in macchina oppure in treno (dalla stazione dei treni di Formia al porto è una breve passeggiata a piedi (10 minuti). Con il traghetto ci vogliono 2 ore ad arrivare, mentre con l’aliscafo i tempi si dimezzano).

Cosa vedere a Ventotene

Il porto romano di Ventotene è scavato nel tufo ed oggi è un esempio affascinante di stratificazione, dove la storia incontra la contemporaneità e decidere cosa è antico e cosa non lo è diventa quasi impossibile.

Al porto romano di Ventotene sono ancora visibili gli attracchi dove venivano ormeggiate le navi romane.

In questo posto i Romani scavarono anche una peschiera nel tufo, dotata di complicate tecnologie in grado di miscelare acqua dolce e salata e di fare uscire l’acqua ma non i pesci. L’acqua dolce attirava infatti i pesci che venivano poi imprigionati ed allevati all’interno delle peschiere.

Immergendosi con maschera e boccaglio sotto alla scogliera del faro di Ventotene si possono ancora vedere i resti delle peschiere romane.

I romani abitarono l’isola di Ventotene facendone un luogo di passaggio ed un porto abbastanza florido.

Confinavano qui le persone di un certo calibro, che per ragioni politiche dovevano stare lontane dalla città ma non dagli agi. La prima di questi illustri confinati è stata Giulia (la figlia di Augusto Ottaviano) che dà il nome alla villa imperiale: villa Giulia.

  • VILLA GIULIA

In un punto panoramico a picco sul mare, sul promontorio di Punta Eolo, Ottaviano Augusto aveva fatto costruire la sua villa.

Oggi si possono visitare le terme di Villa Giulia e godersi il panorama magnifico dalle rovine. Il Museo Archeologico di Ventotene organizza visite guidate a Villa Giulia.

  • CISTERNE ROMANE DI VENTOTENE

La Cisterna di Villa Stefania e la Cisterna dei Detenuti si raggiungono a piedi da Piazza Castello. Nella cisterna dei Detenuti si possono vedere i murales ed i graffiti di vita quotidiana dipinti ed incisi dai carcerati che la abitarono in epoca borbonica.

La Cisterna di Villa Stefania è un esempio perfetto di sistema di approvvigionamento dell’acqua piovana in epoca romana: è perfettamente stuccata ed intatta.

  • RISERVA MARINA PROTETTA

L’area marina protetta di cui fanno parte Ventotene e Santo Stefano è visitabile attraverso le escursioni che si possono prenotare al porto di Ventotene.

L’area immediatamente davanti a Santo Stefano è una riserva integrale dove sono vietate la pesca e la navigazione. Qui trovate il sito ufficiale dell’area marina protetta di Ventotene e Santo Stefano.

  • MUSEO ORNITOLOGICO DI VENTOTENE 

A Ventotene c’è un museo dedicato alla migrazione degli uccelli, molti dei quali, nei loro lunghi viaggi dall’Africa all’Europa, fanno tappa proprio su questa piccola isola.

  • CARCERE DI SANTO STEFANO

Purtroppo le visite al carcere borbonico di Santo Stefano sono interdette da qualche anno a causa dello stato pericolante della struttura.

Al porto di Ponza i tour operator mostrano ancora i cartelli che promuovono la visita guidata al penitenziario: purtroppo l’unica cosa che hanno da offrire è un giro in barca dell’isola di Santo Stefano con tuffo annesso.

Isola di Santo Stefano

L’Isola di Santo Stefano si trova a 2 km dalle coste di Ventotene. Proprio come la sua vicina ha origini vulcaniche. È disabitata e ha una costa alta e scoscesa che rende difficile, da sempre, l’approdo.

L’unico edificio di Santo Stefano è il carcere borbonico: un piccolo carcere circolare che è stato in uso fino al 1965 e che ha visto prigionieri illustri durante il ventennio fascista, tra cui il futuro Presidente della Repubblica Sandro Pertini.

 

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Storia di Ventotene

L’isola di Ventotene ha una storia affascinante. I Greci vi avevano già costruito un approdo e la chiamavano Pandataria o Pandaria. Non la abitarono mai però, perché l’isola non ha sorgenti di acqua dolce.

I romani ne fecero una colonia dell’impero e proprio qui confinavano illustri personaggi di Roma. L’unica figlia di Augusto, Giulia (39a.c.-14d.c.), visse molti anni in confino a Ventotene ed i resti della sontuosa Villa Giulia a Punta Eolo sono un ricordo del suo soggiorno.

Tra i confinati di epoca più recente c’è l’ex Presidente della Repubblica Sandro Pertini.

Il manifesto “Per un’Europa libera e unita” poi noto come il Manifesto di Ventotene è stato redatto sull’isola da alcuni oppositori confinati del regime fascista e che in piena seconda guerra mondiale immaginavano l’unione dei paesi europei.

Nel 1943 un aereo inglese ha affondato il traghetto Santa Lucia che faceva la spola da Ponza a Ventotene.

A nord ovest di Punta Eolo sono ancora visibili ai subacquei i resti del relitto dove morirono circa 60 persone. A Ponza c’è un museo dedicato al Santa Lucia.

Spiagge di Ventotene

La costa di Ventotene è per lo più rocciosa, c’è però qualche bella spiaggia.

Una delle spiagge iconiche di Ventotene si trova sotto il centro abitato e si chiama Cala Nave. Prende il nome dallo scoglio tufaceo che affiora di fronte alla spiaggia e che assomiglia ad una nave.

  • Scogli del faro

Accanto alla spiaggetta di Cala Nave iniziano gli scogli del faro che offrono spazi comodi per stendersi e trampolini di tufo perfetti per tuffarsi.

  • Cala Rossano

Cala Rossano è piccola e s reaggiunge a piedi dal porto.

La selvaggia e bellissima Cala Battaglia si raggiunge solo via mare, così come Parata Grande che è una delle mie preferite. Purtroppo sono entrambe chiuse al pubblico.

Ventotene e la bellissima riserva marina protetta si prestano in particolar modo alla sbacquea ed allo snorkeling. Punta Pascone ha un fondale di 15 metri di sabbia lavica nera, popolato da tracine e rombi.

La Secca dell’Archetto è una secca che si trova a circa 300 metri dalla costa dell’isola in mare aperto. Il tunnel subacqueo abitato dalle spugne lascia senza fiato.

Qui trovate la guida con altre 10 cose speciali da fare a Ventotene.

Come arrivare a Ventotene

Oltre che dal porto di Formia, da cui l’isola è facilmente raggiungibile, i traghetti per Ventotene partono dai porti di Terracina e da Anzio. Dal porto di San Felice Circeo invece si raggiunge solo Ponza.

Le isole di Ponza e di Ventotene sono collegate tra loro dai traghetti.

Tassa di sbarco

Chi arriva a Ventotene con il traghetto oppure attracca al porto con barca privata è tenuto a pagare una tassa di sbarco di 1,50 euro. La tassa si paga per raggiungere l’isola, ma non per tornare sulla terra ferma.

Dal 2018 anche i natanti che ormeggiano nelle acque di Ventotene sono tenuti a pagare una tassa. Ancora non si sa a quanto ammonterà (probabilmente 10 – 15 euro a imbarcazione) né con quali modalità sarà pagata (online, in un ufficio di Ponza oppure attraverso una barca che si occuperà di raggiungere i natanti in arrivo).

Come visitare Ventotene

Hotel a Ventotene

Su Airbnb ci sono tante soluzioni per chi vuole dormire a Ventotene.

I prezzi partono da 40 euro a notte. La maggior parte delle stanze e degli appartamenti costa circa 60 euro a notte. Qui trovate i posti dove dormire a Ventotene su Airbnb.

Dove mangiare

  • Il  “Faro” presso gli scogli sotto al faro è uno dei posti consigliati per mangiare un primo o un secondo, magari a pranzo con vista mare, in costume e con i capelli ancora bagnati.
  • Il ristorante “Il Giardino” offre una bella location, un ottimo servizioe piatti semplici ma ricercati.
  • L’Isola dei Sapori, al Porto Romano, prepara cose sfiziose con cui fare un aperitivo o una cena leggera.
  • La Lampara, proprio accanto, fa fritti di pesce e verdure e crudité.

Ventotene Mappa e Cartina

Di seguito trovate la mappa di Ventotene in cui è segnata una sola strada, che è la direttiva principale. Tutto il resto è un intrico di stradine di cemento che possono essere percorse in motorino, ma non con le auto, perché sono troppo strette.

Alcune navi permettono di imbarcare l’auto che è però possibile guidare solo un’ora dopo l’arrivo di traghetti ed aliscafi per non disturbare la quiete dell’isola.

La bicicletta invece, se si hanno buone gambe, è un buon mezzo per visitare Ventotene, anche se il miglior modo per muoversi sull’isola sono le gambe 🙂

Immagini di Ventotene

Qui trovate 10 immagini di Ventotene che vi faranno venire una gran voglia di visitare l’isola al più presto. Ci sono le strade fiorite e gli scorci vicino al porto vecchio costruito dai romani e altri angolo indimenticabili dell’isola.

Buongiorno

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