Archeologia nel Parco del Circeo

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Il Promontorio del Circeo, così come le Isole Pontine ed i territori un tempo paludosi della Pianura Pontina, è abitato sin dall’alba dei tempi.

L’uomo, che ha vissuto nelle grotte del promontorio, ha estratto ossidiane sulle isole ed ha abitato le palafitte sui laghi e le lestre nel bosco, ha percorso questi territori in ogni clima ed epoca.

Le rocce aguzze del Monte Circeo sono state calpestate da uomini di Neanderthal che vivevano nello stesso habitat di ippopotami e rinoceronti, dai primi Sapiens, dai Volsci (probabilmente) e dai Romani; sono state abbandonate e riconquistate più volte. Tutte queste civiltà, prospere e non, a fasi alterne, hanno lasciato le loro tracce, più o meno visibili, che è bello andare a cercare con le scarpe da trekking ai piedi ed un buon libro di archeologia e storia alla mano.

CIRCEO ROMA – COME RAGGIUNGERE IL PARCO DEL CIRCEO

Archeologia del Parco del Circeo

Qui sotto trovate alcuni dei posti dove scoprire la storia e l’archeologia del Parco del Circeo.

Preistoria al Circeo

Il Circeo era un’isola (così lasciano intendere alcune delle teorie predominanti e così conferma anche la leggenda che vuole che il Monte Circeo sia la Eea abitata dalla Maga Circe che trasformò i compagni di Ulisse in porci).

Durante il periodo glaciale la scogliera era circondata, dove oggi c’è il mare, da una pianura in declivio abitata da cervi e percorsa a piedi dall’uomo preistorico. Anche la Palude Pontina era una grande steppa popolata da Mammuth e da cacciatori.

Durante il periodo interglaciale l’acqua salì di oltre 100 metri rispetto al livello attuale e si formarono le grotte ora emerse (qui trovate la guida per visitare le grotte più belle del Circeo). In tutto questo tempo il promontorio era abitato dall’uomo.

Tanti ed interessanti reperti preistorici sono stati trovati lungo le sponde del Lago di Paola, dove venivano lavorate le pietre, gli ossi e le ossidiane. Sull’isola di Palmarola c’era una cava di ossidiana che gli uomini preistorici lavoravano probabilmente al Circeo, sfidando a bordo di zattere la forza del mare.

Durante la bonifica della Pianura Pontina sono stati trovati strumenti, frecce di metallo e vasi di ceramica della prima età del ferro. Il museo dell’Agro Pontino ed il Museo di Piana delle Orme raccontano queste civiltà attraverso i reperti.

Qui sotto trovate i posti dove fare un viaggio nella preistoria al Circeo.

  • Grotta di Neanderthal (Grotta Guattari):

Nella Grotta di Neanderthal, conosciuta anche come Grotta Guattari, è stato trovato nel 1939 il teschio dell’uomo di Neanderthal. Durante i lavori  di costruzione dell’Hotel Neanderthal (oggi in stato di abbandono) sono stati spostati i massi franati che chiudevano da millenni l’ingresso alla grotta usata dai neanderthaliani.

Un teschio, circondato da ossa e sassi disposti in circolo, era stato aperto alla base, probabilmente per estrarre il cervello a scopi rituali e funerari. Su questo punto tanto è stato dibattuto: c’è chi dice che il posizionamento del teschio e dei sassi in circolo la dica chiaramente lunga sulla spiritualità dell’uomo di Neanderthal e la sua tendenza al rituale mistico-religioso; chi dice che siano state le iene a disporre per pura casualità i resti del pasto in modo da lasciar fraintendere ed immaginare un intervento umano. Pennacchi in Le iene del Circeo ne parla ampiamente, confutando con ironia, in una bella lettura, questa tesi.

COME VISITARE LA GROTTA DI NEANDERTHAL: la Grotta di Neanderthal è chiusa al pubblico, ma aperta in particolari circostanze e visite guidate. All’interno c’è la ricostruzione del teschio, mentre quello originale è esposto al Museo Nazionale Preistorico Etnografico Pigorini di Roma.

  • Riparo Blanc

Il Riparo Blanc è un piccolo riparo che prende il nome da Alberto Carlo Blanc, il primo ad aver studiato e condotto degli scavi in modo sistematico nelle grotte e sulle coste del Promontorio del Circeo.

A Riparo Blanc, nella zona di Quarto Caldo sotto Vasca Moresca, sono stati trovati resti di mitili e crostacei di cui si cibava l’uomo di Neanderthal. Sono stati trovati anche gli strumenti che utilizzava in questo lavoro primitivo di preparazione della cena che risultano particolarmente semplici e poco evoluti rispetto a quelli dello stesso periodo trovati in altre grotte.

COME VISITARE RIPARO BLANC: si parcheggia in via di Vasca Moresca e si scende a piedi lungo il sentiero proseguendo verso il Precipizio. Sotto al riparo, che altro non è che una curva a volta della falesia che offriva un riparo precario dalle intemperie, ci sono una serie di cavità, più volte svuotate dal mare nel suo sali e scendi, quindi irrilevanti dal punto di vista archeologico, ma belle da vedere.

  • Grotta del Fossellone

La Grotta del Fossellone è stata abitata per una lunga serie di millenni, prima dall’Uomo di Neanderthal e poi dal Sapiens. I sedimenti della grotta, esplorati per ben 14 metri di spessore, hanno portato alla luce gli strumenti forgiati dai Neanderthal e dopo 25 cm di argilla sterile, mai toccata dall’uomo (in un periodo in cui doveva essere stata abbandonata) sono venuti alla luce i resti di un’industria litica ben più evoluta: quella dell’Homo Sapiens. Sono stati trovati anche resti in osso lavorati con un metodo tipico che è stato definito Circeiano.

COME VISITARE LA GROTTA DEL FOSSELLONE: la Grotta del Fossellone si raggiunge facilmente a piedi. Da via della Grotta delle Capre di scende il sentiero sul mare e si devia a destra seguendo le indicazioni (sentiero 757 A del Parco Nazionale del Circeo). Una scalinata scavata nella roccia porta sul fondo dell’anfratto che è oggi in parte bagnato dal mare e riempito dalla frastornante musicalità della battigia sulle rocce.

Archeologia Parco del Circeo

La Grotta delle Capre è la grande meraviglia del Circeo per chi è appassionato di geologia e preistoria. L’antro è un’immensa cattedrale con una volta alta fino a 15 metri. I solchi lasciati dai litodomi segnano la presenza del mare nel periodo interglaciale ed i resti dell’industria neolitica attestano la presenza dell’uomo neanderthaliano e nello stesso periodo, e a posteriori, del Sapiens. Anche le civiltà preromane la frequentavano e la usarono come luogo di sepoltura. Un’urna contenente i resti di un bambino è stata trovata solo di recente.

COME VISITARE LA GROTTA DELLE CAPRE: la Grotta delle Capre si raggiunge a piedi percorrendo il sentiero delle grotte che scende da via della Grotta delle Capre (sentiero 757 B del Parco Nazionale del Circeo).

Mappa dei sentieri del Parco del Circeo
Mappa dei sentieri del Parco del Circeo

Circei e i Protolatini

La fondazione di Circeii risale secondo le teorie al momento più accreditate al regno di Tarquinio il Superbo ed ad opera del figlio Arrunte. Era una colonia romana nata in un’ottica di espansione commerciale di Roma sotto il regno dell’ultimo Re di Roma. Risale probabilmente a questo periodo la costruzione delle mura ciclopiche che, però, secondo alcuni sono molto più antiche e costruite da una civiltà ancora ignota, forse di origine greca e che la leggenda vuole costruite da uomini enormi con un occhio solo: i Ciclopi.

Quello che resta dell’Acropoli di San Felice Circeo è un enorme muro poligonale che racchiude un angolo di promontorio che si affaccia sul Golfo di Gaeta e sulle Isole Pontine. La costruzione è formata da enormi massi lisci e levigati all’esterno e grezzi all’interno. A lungo si è pensato che questa sostanziale differenza di costruzione fosse dovuta all’edificazione in due epoche differenti e ad opera di civiltà diverse. Oggi si pensa che l’acropoli del Circeo avesse una funzione prettamente difensiva e che sia stata costruita così, sul modello delle mura poligonali di altre città italiche, per essere inespugnabile dall’esterno e senza necessità estetiche all’interno. Dopo la passeggiata al Belvedere delle Crocette e intorno alle mura cercate il pozzo ipogeo.

COME VISITARE L’ACROPOLI DEL CIRCEO: si parcheggia in cima a via Acropoli davanti al ristorante La Cruz. Sulla destra c’è un cartello dell’Ente Parco Nazionale con le indicazioni per il sentiero (molto breve) per raggiungere le mura ciclopiche e l’acropoli del Circeo (è il sentiero 754 del Parco Nazionale del Circeo).

  • Pozzo Ipogeo

All’interno della cinta muraria dell’Acropoli del Circeo c’è un’opera interessante: una sorta di cupola sotterranea con un’apertura al cielo. Serviva per divinare ed osservare le stelle? Era disposta in modo particolare per studiare equinozi e solstizi? Probabilmente sì. Ma tra le spiegazioni che circolano al momento negli ambienti scientifici c’è quella che si trattasse, molto poco romanticamente, di una cisterna utilizzata per raccogliere l’acqua piovana. Qui trovate un racconto sull’Acropoli, sui popoli pelagici che potrebbero averla abitata e su Ulisse, che è sepolto al Circeo).

Circeii e i Romani

Il periodo tumultuoso che segue il crollo dell’egemonia dei Tarquini resta misterioso. Non sappiamo molto del ruolo di Circeii durante la Repubblica e nella guerra Latina. Con il I a.C. invece le testimonianze aumentano e niente di meno che il padre di Giulio Cesare viene citato come ecista (condottiero fondatore) di una colonia presso il Circeo. Mezzo secolo dopo le sponde meridionali del Lago di Paola videro la costruzione di una sontuosa residenza imperiale e Circeii era già una ridente zona di villeggiatura sul mare e sul lago dove l’élite romana viveva le sue vacanze.

Il principale centro della nuova Circei si trovava proprio nella zona della darsena romana sul lago dove furono edificate le terme (di cui rimane qualcosa) ed un anfiteatro (di cui non rimane niente).

L’opera romana più grande e maestosa del Circeo è la villa imperiale costruita sotto l’imperatore Domiziano. Aveva un porto sul lago che si raggiungeva grazie al canale romano scavato per collegare il Lago di Paola al mare. Enormi esedre si affacciavano sul lago all’altezza delle terme e un sistema complesso di cisterne sotterranee riforniva la villa di acqua in abbondanza.

COME VISITARE LA VILLA DI DOMIZIANO: la villa di Domiziano si visita solo con i tour guidati organizzati dall’istituto Pangea o da altre agenzie.

I Casarini, o Casarina, si trovano nel braccio del Lago di Paola accanto a quello della Villa di Domiziano. Erano delle terme romane che furono trasformate in convento durante il Medioevo. In questo periodo sono in fase di ristrutturazione e l’accesso è chiuso al pubblico.

  • Villa dei Quattro Venti (Villa di Marco Emilio Lepido)

La villa dei Quattro Venti è una grande villa disposta in posizione felice davanti al mare ed a mezza costa sotto al centro storico di San Felice Circeo. Sulla sommità dei suoi resti il principe Poniatowski fece costruire un belvedere durante l’epoca del suo feudo al Circeo, dove amava leggere con vista panoramica sulle Isole Pontine, esposto ai 4 venti (da cui il nome). Secondo recenti ritrovamenti potrebbe trattarsi di un tempio votivo, dedicato a Circe o a Venere, a cui la Gens Iulia che governava Roma in quel periodo, era legata per discendenza.

COME VISITARE LA VILLA DEI QUATTRO VENTI: la Pro Loco di San Felice Circeo organizza tour guidati alla Villa dei Quattro Venti. Per iscrivervi e partecipare seguite la loro fanpage ufficiale.

La Grotta della Sibilla è quello che rimane di un’ampia villa rustica, costruita nei pressi della Via Severiana sul versante esposto a nord del Promontorio del Circeo. Rimangono in piedi una grande costruzione in muratura e la cisterna alla base.

COME VISITARE LA GROTTA DELLA SIBILLA: dal Peretto percorrete il sentiero 751 del Parco Nazionale del Circeo (un sentiero semi pianeggiante e di facile percorrenza) e a metà strada, tra la Torre di Paola ed il Peretto incontrerete i resti della grotta della Sibilla.

  • Villa del Peretto

Il Peretto è un’area picnic che si trova a mezza costa del Monte Circeo sul versante di Quarto Freddo. La zona nasconde nel folto del bosco i resti di una grande villa di epoca romana che non è mai stata scavata. Vedrete mura, scale e una cisterna, ma non molto altro. La zona merita una breve passeggiata al fresco del bosco per un po’ di forest bathing ed è collegata al sentiero del Vecciaro che dal Peretto scende con una scalinata scenografica alla Cava di Mezzomonte.

Il Circeo nel Medioevo

Durante il Medioevo il Circeo fu più volte abbandonato e ripopolato. I Frangipane e Terracina controllarono la Rocca Circea fino all’arrivo dei Templari. I Cavalieri furono a San Felice Circeo per solo un paio di decenni ma disegnarono in così poco tempo il profilo dell’attuale centro storico.

Seguirono i Caetani, che per circa 400 anni governarono il territorio pontino. Arrivò poi un principe illuminato, il Poniatowsij che migliorò le condizioni degli abitanti del Circeo promuovendo migliorie che sono ancora oggi visibili, tra queste l’orologio della Torre dei Templari. Qui sotto trovate i posti da vedere per un tour del Circeo medioevale.

  • Torre dei Templari

È la torre centrale del paese vecchio di San Felice Circeo. L’orologio ancora in funzione che ne decora la facciata è successivo (del ‘700). La Pro Loco organizza visite guidate della Torre dei Templari dove potrete affacciarvi su una terrazza con un panorama unico e visitare la collezione di Elsa de Giorgi (con 2 Guttuso, libri e schizzi autografati dall’élite culturale dell’Italia degli anni 30).

Chiusa in una cinta fortificata con mura merlate, era un angolo del centro storico adibito alla coltivazione. Oggi è un parco comunale aperto tutti i giorni e una finestra meravigliosa sulle isole e sul golfo di Gaeta.

  • Il Convento

Al Convento, nel centro storico di San Felice Circeo, sembra di essere nel Medioevo. Avventurandosi lungo le scale che portano alle abitazioni private potrete ancora camminare lungo l’antico percorso che portava alle celle monastiche (che sono oggi appartamenti) con i soffitti originali che affacciano sulla piazzetta dell’ex convento.

  • Torri di guardia

Tutta la costa del Lazio era munita di torri di avvistamento con un personale di guardia in pianta stabile. Tra tutte l’unica ad essere rimasta intatta nei secoli e priva di modifiche sostanziali è Torre Paola. Anche Torre Olevola (così chiamata per via del fiume che le passava accanto, il Levola) è rimasta pressoché intatta. Tutte e quattro le torri costiere del Circeo (Torre Olevola, Torre Vittoria, Torre Fico e Torre Cervia) sono di proprietà di privati.

Parco del Circeo: cosa vedere

Nel Parco Nazionale del Circeo, oltre ai resti archeologici, c’è molto da fare e da vedere. Ci sono grotte da esplorare a nuoto, calette selvagge, percorsi di trekking e santuari. Qui trovate qualche idea su Cosa fare al Circeo.

Parco Nazionale del Circeo itinerari

Gli itinerari per scoprire il Parco Nazionale del Circeo sono tanti.

  • Itinerario Storico-Archeologico – Quello archeologico passa per la Circeo preistorica, prosegue con il Circeo italico e romano e poi sbarca dal Medioevo alla Sabaudia razionalista ed ai borghi della bonifica pontina.
  • Itinerario naturalistico – L’itinerario naturalistico del Parco Nazionale del Circeo esplora i vari ambienti del Parco del Circeo: 1) l’ambiente lacustre e lagunare del laghi costieri (Monaci, Fogliano, Paola e Caprolace) 2) l’ambiente mediterraneo della duna costiera di Sabaudia e la macchia del Promontorio sul versante di Quarto Caldo accessibile da Via del Faro 3) il  bosco di pianura del Parco Nazionale del Circeo (accessibile dal gate del parco a Sabaudia) 4) il bosco di montagna di Quarto Freddo popolato di lecci, faggi e querce e che termina con l’uliveto baronale.
  • Itinerario storico-naturalistico – Si percorre il sentiero di Lestra Cocuzza per visitare il museo della scuola nella palude che prima della bonifica era una scuola ed un’infermeria che arginava la piaga della malaria e dell’analfabetismo. Si visitano le Piscine della Verdesca dove c’è un angolo di palude ancora vivo con il suo ecosistema intatto (zanzara anofele a parte) e le ricostruzioni delle lestre dove vivevano i Ciociari in inverno, producendo carbone e pascolando maiali e mandrie di cavalli.

Parco del Circeo visite guidate/escursioni nel Parco del Circeo

La Cooperativa il Sentiero organizza visite guidate alla Villa di Domiziano ed in altre zone del Parco Nazionale del Circeo e dintorni della Provincia di Latina.

L’istituto Pangea organizza tour naturalistici e storici-archeologici.

Giancarlo Pagliaroli è una delle guide AIGAE della zona. Seguendo la sua pagina Facebook si trovano escursioni interessanti al Circeo e dintorni, compreso il trekking guidato al Picco di Circe (sentiero 750 del Parco Nazionale del Circeo) sulla cui sommità ci sono i resti del tempio romano dedicato a Circe.

Nella sezione Experience di Airbnb c’è un’esperienza di scoperta, offerta in italiano ed in inglese, di uno dei sentieri più panoramici del Promontorio del Circeo e delle curiosità storiche e culturali sulla zona. Si cammina lungo il sentiero della Pietraia che procede su tornanti a gomito ed a picco sul Faro di Capo Circeo. Quasi al termine del sentiero si banchetta con i prodotti locali: salsiccia di cinghiale del Parco Nazionale del Circeo, prosciutto di Bassiano, ricotta di bufala pontina, frutta di stagione a km 0 e vino naturale di Cori.

 

Libri da leggere sul Circeo

Aggiornato il

Pubblicato da Sara

Dal 2015 scrivo del Circeo e dei posti più belli della Provincia di Latina. Adoro la bicicletta, il trekking e le passeggiate in natura. Se volete innamorarvi del Circeo e dell'intera zona dell'Agro Pontino vi accompagno alla scoperta di posti segreti, di storie curiose e miti antichi, eccellenze gustose e panorami iconici! Dal 2021 sono Guida Ambientale Escursionistica, ai sensi della Legge 4/2013, iscritta al registro AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche).

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