Villa di Domiziano a Sabaudia

Sulla sponda orientale del Lago di Paola, a Sabaudia, ci sono i resti, a volte sontuosi, di una villa imperiale di epoca romana: è la villa dell’Imperatore Tito Flavio Domiziano.

Villa di Domiziano

La residenza estiva dell’Imperatore si estendeva su 50 ettari di campagna intorno al lago ed era dotata di un porto privato e di un sistema idrico molto complesso, di cui rimangono imponenti cisterne ancora intatte.

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Come visitare la Villa di Domiziano

Gli scavi degli anni 80 hanno portato alla luce il reticolo di una parte della villa, ma sono stati poi interrotti a causa della mancanza di fondi.

Oggi sono visitabili le cisterne sotterranee immerse nel fitto del bosco e l’impianto termale; i resti dell’attracco per le barche e le esedre monumentali.

La zona termale è quella più sorprendente. Ci sono i bagni, alcune parti di pavimentazione in marmo, frigidarium, calidarium ed una grande palestra. Le esedre sul lago sono i resti più sontuosi ed imponenti della villa ed erano parte integrante dello stabilimento balneare di Domiziano.

Sulla sponda del braccio del lago (a nord est dell’impianto termale) ci sono le rovine delle piscine, ma questa porzione della villa è chiusa al pubblico perché gli scavi non sono mai stati terminati.

Storia

In questa zona del lago di Paola, conosciuta come Palazzo, prima della costruzione della villa di Domiziano (nel I sec d.C.) c’erano stabilimenti balneari e ville patrizie.

Domiziano inglobò tutto, abbattendo gli edifici che non rientravano nel suo progetto architettonico e cambiando uso agli altri. Nacque così un palazzo enorme con una grande esedra sul lago, delle terme, piscine per l’allevamento dei pesci e per abbellire il parco.

A partire dal ‘700 la villa, fino ad allora presumibilmente intatta, fu oggetto di saccheggi e distruzioni. Le opere ed i marmi più pregiati furoni strappati e finirono con il decorare i palazzi nobiliari secondo la moda allora in uso tra le famiglie più importanti d’Europa.

Per decenni anche gli abitanti di San Felice Circeo sfruttarono gli edifici come fonte di mattoni da costruzione, ma nonostante il degrado ed i ripetuti saccheggi qualcosa di meraviglioso è arrivato comunque fino a noi.

Qui trovate altri 13 posti da visitare per conoscere l’archeologia nel Parco Nazionale del Circeo.

Visite alla Villa di Domiziano

L’unico modo per visitare la Villa di Domiziano è la visita guidata. La villa infatti è chiusa al pubblico in tutti gli orari.

Visite guidate alla Villa di Domiziano

  • Prenotando con anticipo (almeno 4 giorni) è possibile visitare i resti della Villa di Domiziano di Sabaudia in battello oppure in canoa. Si parte dalla Proprietà Scalfati e si attracca al pontile nei pressi dell’esedra sul lago (qui trovate tutte le info utili).
  • Sentiero Travel organizza anche i tour guidati con l’accesso via terra e chi vuole, dopo la visita, può fermarsi a pranzo con l’Imperatore, nel ristorante a 4 stelle di un albergo sul lago.
  • La Pro Loco di Sabaudia organizza visite guidate di gruppo a piedi  (Tel. +39.0773.515046; prolocosabaudia@libero.it.).
  • Anche l’Istituto Pangea organizza dei tour alla Villa di Domiziano e per partecipare bisogna tenere d’occhio il sito della Onlus.

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Come arrivare alla Villa di Domiziano

La villa di Domiziano si trova nel Parco del Circeo nel territorio del comune di Sabaudia in località Molella, a due passi da San Felice Circeo.

Percorrendo via Litoranea in direzione di San Felice Circeo incontrerete sulla vostra destra via dell’Imperatore Tito Flavio Domiziano. Percorrendo questa strada, in parte sabbiosa (attenti al fango dopo le piogge) arriverete al recinto che circonda il bosco e le rovine della villa.

Cosa vedere vicino alla villa di Domiziano

PARCO NAZIONALE DEL CIRCEO

SANTUARIO DELLA SORRESCA

NECROPOLI DEI PESCATORI

Casarina a Sabaudia

Poco distante dalla villa di Domiziano c’è una penisola occupata da cisterne e resti di stabilimenti balneari romani. Uno di questi, chiamato Casarina come la lingua di terra che la ospita, è ancora in piedi.

Dopo essere stato uno stabilimento termale del I sec. è diventato un piccolo convento nel Medioevo. La struttura del convento mantenne la pavimentazione romana a spina di pesce.

Il complesso archeologico della Casarina è purtroppo chiuso al pubblico.

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