Cristo si è fermato sul Lago di Paola

Un giorno, o forse era notte ed avevano lanterne che illuminavano malamente le sponde di un lago nero come la pece, i pescatori di San Felice Circeo ritirarono reti troppo pesanti rispetto alla magra pesca di sempre.

Nella rete logora c’era un viso di legno mangiato dai tarli marini e gonfio d’acqua salmastra: la Madonna nera era emersa dal fondo melmoso del lago ed ora se ne stava sdraiata là, scura in viso come un pescatore bruciato dal sole.

Dalla chiesa di S. Paolo, dove la portarono immediatamente, scomparve il giorno stesso e la ritrovarono, come risorta, sulle sponde dove era stata trovata. Decisero così che proprio lì doveva essere costruito un Santuario dove la Madonna della Resurrezione, la Sorresca, avrebbe riposato in eterno.

Santuario della Sorresca

Gli abitanti di San Felice Circeo sono da sempre devoti alla Sorresca. La Sorresca si impreca, si canta e si prega.

Durante la Seconda Guerra Mondiale le donne, madri e mogli, andavano a piedi al Santuario a chiederle, con la confidenza che si riserva ad una compaesana e la devozione per chi, se vuole, sa come aiutarti, il ritorno dei mariti e la fine della guerra.

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Festa della Sorresca

Il lunedì dopo la Pentecoste è sempre un giorno di festa a San Felice Circeo. I bambini non vanno a scuola e si cammina liberi con i compagni (i genitori in qualche altro punto della processione).

Si percorrono cantando i 10 km orlati dal bosco che vanno da San Felice Circeo al Santuario della Sorresca a Sabaudia.

Quando arrivavamo alla Sorresca salutavamo la statua seduta al centro di una piccolissima cappella a pochi metri dal lago. Sembrava pensata e scolpita da un bambino che colora con i pennarelli a spirito e esce fuori dai bordi. Forse era un gioco degli adulti fingere di non accorgersene, o forse ci facevano caso solo i bambini.

Secondo la leggenda le Madonne nere raffigurano Maddalena che tiene tra le braccia Sara, la figlia di Gesù.

Secondo altri arrivano dritte dritte dalla Terra Santa dove i Templari le avrebbero portate con sé, in una di quelle commistioni di sacro e profano, principio femminino, ereticismo e devozione che fanno i santi più vicini.

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Una foto pubblicata da Sara argentesi (@saraargentesi) in data:

La storia della Sorresca

La storia scritta è molto diversa però. Già prima del X secolo i monaci Benedettini abitavano in questo minuscolo monastero, costruito come tanti altri sul litorale pontino (uno dei quattro laghi costieri del Parco Nazionale del Circeo si chiama Lago dei Monaci proprio per questo). Un altro lo avevano costruito sopra i mosaici e sui ruderi romani delle terme della Casarina (sempre sul Lago di Paola).

Nel 1301, dopo una parentesi Templare, il santuario fu acquistato insieme allo specchio d’acqua dai Caetani e poi, all’inizio del ‘700, dalla Reverenda Camera Apostolica.

In tutto questo tempo, tra carestie, fame e pestilenze, amori e guerre, i sanfeliciani pregarono fiduciosi Santa Maria della Sorresca, la Madonna nera risorta dal lago per proteggerli.

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Come visitare la Sorresca

Oggi durante la Processione della Sorresca la strada litoranea è chiusa al traffico (quando io ero piccola no).

Il Santuario è visitabile tutti i giorni prima e dopo la Messa (alle 16:30 in inverno ed alle 18:00 in estate; il secondo giovedì del mese anche alle 9:00 del mattino).

Il posto ha la pace del lago ed il misticismo cresciuto nei secoli. Prima che un cancello ed un recinto lo dividessero dal sentiero e dall’acqua, sembrava certo: Cristo si era fermato qui, forse con Maddalena, oppure in braccio ai Templari trasportato da un’icona.

 

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Una foto pubblicata da Aurora Romani (@aurora300512) in data:

 

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Una foto pubblicata da Azzurra_Nardecchia (@azzurra_nardecchia) in data:

 

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Un commento su “Cristo si è fermato sul Lago di Paola

  1. Sono cresciuto a Sabaudia. Conosco molto bene la “Sorresca” perché dall’età di 14 anni gli sono passato davanti quando mi allenavo in canoa. Nella chiesa si sposato mio fratello. Ogni tanto passo a visitarla. E’ un bel posto, semplice e magico allo stesso tempo.

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